Tra le forme di anemia, quella comunemente definita “sideropenica” è assai diffusa, soprattutto tra neonati, adolescenti e donne in età fertile. L'anemia sideropenica viene diagnosticata quando, nel sangue, il ferro alimentare è carente; tale carenza deriva dalla riduzione sia dell'assunzione che dell'assorbimento di questo importante minerale.
L'anemia sideropenica si manifesta quando nell'organismo i livelli di ferro sono così bassi da risultare insufficienti per produrre abbastanza emoglobina, utile per il trasporto di ossigeno nei tessuti. L'anemia sideropenica può essere favorita da più elementi: dieta carente di ferro, emorragie, gravidanza, incapacità di assorbire il ferro (tipica conseguenza di celiachia, steatorrea, diarrea cronica ed interventi chirurgici a livello gastrico), mestruazioni abbondanti.
In genere, l'anemia sideropenica non esordisce con alcun sintomo; con il progredire della malattia, i prodromi tendono a manifestarsi più intensamente, fino a creare conseguenze anche piuttosto gravi: alterazione dell'umore, astenia, aumento del battito cardiaco, formicolii agli arti, inappetenza, infiammazione della lingua, malassorbimento intestinale, mal di testa, mani e piedi freddi, splenomegalia, unghie fragili, vertigini.
Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'Anemia Sideropenica non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'Anemia Sideropenica.
La terapia rivolta alla cura dell'anemia sideropenica è chiamata “marziale” e si basa essenzialmente sulla somministrazione di sali ferrosi, in genere per via orale; in alcuni casi, specie nei pazienti che presentano malassorbimento nel contesto dell'anemia sideropenica, è preferibile assumere i sali di ferro per via parenterale (via intramuscolare o endovenosa).
Qualora il paziente fosse malnutrito, troppo magro o in sovrappeso, l'anemia sideropenica potrebbe dipendere da un'alimentazione sregolata: in questo caso, la prima misura terapeutica è rappresentata dalla correzione delle abitudini alimentari. Qualora il paziente affetto da anemia sideropenica assumesse troppi liquidi durante la giornata, si consiglia di ridurne l'introito.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'anemia sideropenica, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta poi al medico scegliere il principio attivo più indicato per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:
Integratori di ferro: tipici effetti collaterali dati dalla somministrazione di integratori di ferro sono le alterazioni digestive e i disturbi associati, come crampi addominali, diarrea e pirosi gastrica. Al fine di evitare questi spiacevoli inconvenienti, si raccomanda di iniziare la somministrazione con un dosaggio basso, che verrà aumentato gradualmente durante la terapia. Inoltre, anche se la somministrazione a digiuno sarebbe più efficace ai fini dell'assorbimento del prodotto, l'integratore viene in genere assunto insieme al pasto o subito dopo il suo termine, visti gli effetti gastro-intestinali che può provocare.
Esistono anche integratori multivitaminici, formulati con più vitamine e minerali: ad esempio Multicentrum, Supradyn, Be-Total Plus.
Dato che gli integratori di ferro tendono a causare stitichezza, è possibile assumere lassativi, come Glicerina (Es. Supposte di Glicerina San Pellegrino), paraffina liquida, Olio d'arachidi. Non abusare. |
Fattori di crescita emopoietici (HGF): sono utili quando l'anemia sideropenica dipende da insufficienza renale o da neoplasie. I farmaci (es. formulati con Eritropoietina: Eprex, Epoxitin), stimolando la sintesi di globuli rossi, riequilibrano i livelli di ferro nel sangue.
Trasfusioni di sangue: nei casi particolarmente gravi, in cui l'anemia sideropenica non si può curare con i farmaci appena elencati, è possibile procedere con una trasfusione di sangue.
Terapie secondarie per la prevenzione dell'anemia e per curare i sintomi secondari
Qualora né l'integrazione di ferro, né la correzione delle abitudini alimentari fossero sufficienti per curare l'anemia sideropenica, il paziente deve sottoporsi a controlli più approfonditi, al fine di individuare la vera causa che scatena la carenza di ferro nel sangue. In base all'elemento eziologico, il medico può prescrivere antibiotici, contraccettivi orali o consigliare un intervento chirurgico:
1) Antibiotici: l'anemia potrebbe essere correlata anche ad un'ulcera peptica; pertanto, la cura di questa malattia potrebbe equilibrare anche i livelli di ferro nel sangue.
2) Contraccettivi orali: in caso di mestruazioni particolarmente abbondanti, il rischio di anemia sideropenica aumenta considerevolmente, data la cospicua quantità di sangue perso a causa dell'ipermenorrea. I contraccettivi orali, regolando il flusso mestruale, potrebbero rappresentare un'opzione terapeutica possibile.
3) Da ultimo, tra le cause responsabili dell'anemia sideropenica rientrano anche i polipi sanguinanti, i fibromi o i tumori all'utero: in tal caso, la carenza di ferro dev'essere considerata come un sintomo secondario, utile per la diagnosi della malattia sottostante. La rimozione chirurgica del polipo sanguinante o della massa anomala, annulla, con ogni probabilità, l'anemia sideropenica.
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