Farmaci per Curare l'AIDS

Definizione

La sigla “AIDS” è l'acronimo di Acquired Immunodeficiency Syndrome: si tratta di una grave sindrome da immunodeficienza acquisita, causata dal virus  HIV (di tipo 1 e 2). In altre parole, l'AIDS è una patologia immunitaria ad eziologia virale, responsabile dell'alterazione del sistema immunitario, dovuta, a sua volta, alla carenza di linfociti T CD4+ (target del virus).

Cause

L'AIDS è causata da un'infezione sostenuta dal Human Immunodeficiency Virus di tipo I o II (retrovirus appartenente alla sottofamiglia dei Lentivirus), trasmesso prevalentemente per via sessuale, materno-fetale o tramite sangue (trasfusioni di sangue infetto, iniezioni con siringhe infette, emofilia, ecc).

Sintomi

L'AIDS è una malattia subdola, che avanza lentamente ma inesorabilmente: il periodo di latenza è infatti stimato attorno gli 8-10 anni, in cui il soggetto non si rende conto di essere infettato. Dopo questo periodo, si manifestano le prime patologie, di intensità proporzionale al danno immunitario: alterazione dell'appetito, astenia, cachessia, diarrea, diminuzione ponderale, emicrania, febbre, ingrossamento dei linfonodi, ittero, mal di gola, polmonite, sudorazione notturna, tosse, toxoplasmosi, tremiti. Complicanze: l'AIDS aumenta il rischio di sviluppare tumori.


Le informazioni sui Farmaci per la cura dell'AIDS non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la cura dell'AIDS.

Farmaci

Ad oggi, l'AIDS non è curabile, anche se la Ricerca ha fatto passi da gigante, aumentando le aspettative di vita attorno ai 30 anni. Alcuni farmaci, infatti, sono in grado di rallentare o addirittura bloccare la degenerazione dell'AIDS; si raccomanda di intraprendere un percorso terapeutico esclusivamente sotto la supervisione di specialisti in materia.
Assodato, dunque, che non è possibile guarire dall'AIDS, l'assunzione di farmaci – comunque altamente tossici e pericolosi quando utilizzati in modo indiscriminato – comprende:

  • terapia antiretrovirale
  • cure per la prevenzione di infezioni: il virus dell'HIV danneggia i linfociti T, pertanto il sistema immunitario risulta sempre più indebolito e sensibile alle infezioni batteriche
  • terapia del cancro (correlato all'infezione da HIV)
  • somministrazione di fattori di crescita
  • terapie palliative, volte a ridurre i sintomi

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l'AIDS, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Farmaci antiretrovirali per il trattamento dell'AIDS

  • Efavirenz (es. Sustiva, Stocrin) classe farmacologica di appartenenza: inibitori non nucleosidici della transcrittasi inversa. Per adulti, si raccomanda di assumere 600 mg di attivo una volta al dì. Per i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, la dose dipende dal peso corporeo. Il farmaco può essere assunto da solo o in associazione ad altri attivi (es. Atripla: efavirenz 600 mg+ Emtricitabina 200 mg + Tenodovir disoproxil 245 mg ).
  • Nevirapina (es. Nevirapina Teva, Viramune) classe farmacologica di appartenenza: inibitori non nucleosidici della transcrittasi inversa. Il farmaco viene generalmente abbinato ad altri attivi antiretrovirali, che ne potenziano l'azione. Si inizia la terapia con 200 mg di farmaco, una volta al dì, per 2 settimane: la dose è bassa per osservare eventuali reazioni cutanee, tipico effetto collaterale del farmaco. Qualora non si riscontrassero effetti secondari gravi, assumere il farmaco (200 mg) due volte al giorno.
  • Ritonavir (es. Norvir) il farmaco appartiene alla classe classe farmacologica degli inibitori delle proteasi, ed è indicato per trattare l'AIDS in associazione ad altri farmaci antiretrovirali, specie per i pazienti in terapia già da due anni. Assumere 600 mg di farmaco due volte al giorno per il trattamento dell'AIDS. Il farmaco, come accennato in precedenza, viene spesso abbinato ad altri attivi antiretrovirali, come potenziamento della terapia primaria: in simili frangenti, il farmaco è utilizzato come potenziatore farmacocinetico (indicativamente, la dose varia dai 100 ai 200 mg, una/due volte al dì).
  • Enfuvirtide (es. Fuzeon): esercita la propria attività terapeutica inibendo il virus HIV all'interno della cellula ospite; questo farmaco va somministrato generalmente come seconda scelta, per quei pazienti già precedentemente trattati con farmaci antivirali (sopradescritti), ma che non hanno riportato alcun benefico evidente. Assunto per via endovenosa o intramuscolare (sulla parte alta del braccio o nella coscia), la dose indicativa per adulti malati di AIDS è 90 mg due volte al giorno. Non assumere al di sotto dei 6 anni.
  • Amprenavir (es. Agenerase): (classe farmacologica di appartenenza: inibitori delle proteasi) per i bambini al di sopra dei 12 anni, e per gli adulti affetti dall'AIDS, si raccomanda di assumere il farmaco alla posologia di 600 mg, in duplice dose nelle 24 ore. L'efficacia è potenziata quando, a questa sostanza, viene aggiunto il ritonavir, 100 mg due volte al giorno.
  • Fosamprenavir (es. Telzir): classe farmacologica di appartenenza: inibitori delle proteasi. Si tratta di un profarmaco dell'amprenavir. Assumere 700 mg due volte al dì (dose indicativa per adulti e per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, che pesano più di 39 chili).
  • Raltegravir (es. Isentress): si raccomanda di assumere il farmaco alla posologia di 400 mg per os, due volte al dì, per gli adulti infettati dal virus dell'HIV. La dose indicativa per i ragazzi di 16 anni o più, malati di AIDS, è la stessa (400 mg due volte al dì).

Tra gli altri farmaci antivirali, meno utilizzati in terapia per la cura dell'AIDS, si ricordano:

  • Atazanavir (es. Reyataz) assumere 300 mg una volta al giorno, in associazione a 100 mg di ritonavir. Assumere il prodotto a stomaco pieno.
  • Lopinavir (es. Kaletra): oltre al lopinavir, la preparazione farmacologica contiene anche un altro attivo, il ritonavir. Indicativamente, assumere tre capsule (133,3 mg di lopinavir e 33,3 mg di ritonavir), due volte al giorno, per i bambini malati di AIDS, di età compresa tra i 2 e i 12 anni, che pesano più di 40 chili. Gli adulti che iniziano per la prima volta un trattamento per l'infezione da HIV, dovrebbero assumere 4 capsule al giorno. Consultare il medico.
  • Nelfinavir (es. Viracept) il farmaco per trattare i sintomi da AIDS è reperibile sia in compresse che in polvere orale. Assumere 1250 mg due volte al dì, oppure 750 mg di farmaco tre volte al giorno, preferibilmente a stomaco pieno.
  • Tipranavir (es. Aptivus) sottoforma di capsule o sospensione orale, si raccomanda di assumere il farmaco alla dose di 500 mg, due volte al giorno, preferibilmente a stomaco pieno. La dose appena descritta è particolarmente indicata per gli adulti e per i ragazzi sopra i 12 anni affetti da AIDS, in cura da almeno due anni con farmaci antiretrovirali.
  • Zidovudina (es. Trizivir, Combivir): si tratta di un farmaco utilizzato in terapia contro l'AIDS (classe: inibitori nucleosidici della transcrittasi inversa). In genere, viene associato ad altri attivi anti-HIV (es. lamivudina, abacavir). La posologia va stabilita dal medico in base alle condizioni del paziente (età, salute, peso, ecc.) e alla combinazione di attivi presenti nel farmaco.
  • Tenofovir (es. Atripla, Truvada): anche questo principio attivo viene spesso utilizzato in combinazione ad altri come efavirenz ed emtricitabina (già precedentemente analizzato). Talvolta, viene utilizzato in monoterapia (es. Viread) alla posologia di 245 mg/die (1 compressa) con cibo.

Immunoglobuline: la somministrazione di immunoglobuline per il trattamento dell'AIDS avviene per via endovenosa. Particolarmente indicata per i bambini affetti dal virus dell'HIV: la dose generale è 400 mg/kg (1 dose) ogni 2-4 settimane, specie in caso di infezioni ricorrenti gravi durante l'anno.

 

AIDS in gravidanza:
anche se il virus dell'HIV può essere trasmesso per via materno-fetale, una terapia farmacologica adeguata ed immediata previene sicuramente il rischio di trasmissione della malattia al nascituro. La madre può assumere zidovudina (monoterapia), oppure una combinazione di più farmaci antiretrovirali, che riducono le probabilità di trasmissione del virus al feto e costituiscono una valida terapia per la madre (a partire dalla 16° settimana).
Evitare l'allattamento al seno in caso di sieropositività: il virus può passare dalla madre al neonato anche tramite il latte materno. Si raccomanda l'allattamento artificiale.

 

Cure e trattamenti palliativi per l'AIDS


I farmaci utilizzati come terapia parallela a quella antiretrovirale non sono efficaci contro il virus dell'HIV, quindi ai fini della guarigione dalla malattia risultano vani; tuttavia, la somministrazione di farmaci cosiddetti “palliativi” è comunque fondamentale per aiutare il paziente a convivere meglio con la malattia, con meno dolore:

  • Adeguato apporto nutrizionale: utile per equilibrare lo scompenso nutrizionale (l'AIDS influisce sulla percezione della fame)
  • In caso di diarrea, somministrare farmaci antidiarroici
  • Per curare la disidratazione (causata da diarrea/vomito), è necessaria una terapia reidratante a base di elettroliti, potassio, sodio, amido di riso, glucosio ecc. Tale terapia può essere assunta per bocca (tramite l'alimentazione o l'integrazione con prodotti specifici) oppure per via endovenosa, qualora il paziente non riuscisse ad alimentarsi correttamente.
  • I farmaci antipertensivi sono indicati per correggere i valori pressori qualora il paziente fosse affetto anche da ipertensione
  • Gli steroidi anabolizzanti possono essere assunti esclusivamente nell'evenienza di un evidente e pericoloso dimagrimento
  • La somministrazione di FANS ed oppiacei è utile per placare il dolore dato da patologie secondarie, nel contesto dell'AIDS: il virus dell'HIV, come abbiamo visto, indebolisce il sistema immunitario, rendendo l'organismo più esposto alle infezioni batteriche e ai tumori
  • Il paziente malato di AIDS dev'essere supportato anche psicologicamente da personale esperto e dai familiari

Profilassi: come prevenire l'AIDS


È palese come la prevenzione del contagio dal virus dell'HIV sia fondamentale per evitare la malattia:

  1. Evitare rapporti sessuali non protetti con soggetti a rischio
  2. Escludere i donatori di sangue a rischio
  3. Non utilizzare droghe (regola essenziale, etica e morale, da seguire sempre, non solo come prevenzione all'AIDS)
  4. Non utilizzare siringhe infette
  5. Evitare una gravidanza qualora la donna fosse sieropositiva al virus dell'HIV
  6. Preferire l'allattamento artificiale a quello materno in caso di sieropositività della madre

« 1 2 3 4 5 6 7 8