Visco in Erboristeria: proprietà del Visco

Vischio

Nome Scientifico

Viscum album

Famiglia

Loranthaceae

Origine

Europa centrale

Parti Utilizzate

La droga è costituita dalla pianta intera (bacche e giovani rami)

Costituenti chimici

Visco in Erboristeria: proprietà del Visco

Il vischio è una pianta apprezzata come ornamentale, poiché, essendo molto tossica, viene sconsigliata in campo erboristico/fitoterapico. In ogni caso, considerando molto attentamente la tossicità, il vischio viene usato contro stati ipertensivi di varia origine, poiché considerato in grado di eliminare la sintomatologia soggettiva.
Le parti erbacee contengono glicoproteine e tossine dotate di proprietà antitumoraliimmunostimolanti, disponibili come farmaci per la terapia antineoplastica, da somministrarsi per via parenterale.

Attività biologica

Benché il vischio sia considerato una pianta tossica, ad esso vengono ascritte diverse proprietà. In particolare, si ritiene che questa pianta sia dotata di attività antipertensive, antinfiammatorie, immunostimolanti e perfino antitumorali.
L'azione antipertrensiva viene ascritta soprattutto ai flavonoidi, ai lignani e alle amine in esso contenute e pare che sia esercitata attraverso la riduzione delle resistenze periferiche. Nonostante questo utilizzo terapeutico del vischio non sia stato ufficialmente approvato, non è raro che questa pianta rientri nella composizione di preparazioni fitoterapiche con indicazioni per il trattamento di lievi stati ipertensivi.
Ad ogni modo, qualora si soffra d'ipertensione, prima di assumere un qualsiasi tipo di rimedio, è sempre bene rivolgersi al proprio medico ed evitare l'auto-terapia.
Le proprietà antitumorali del vischio, invece, costituiscono un argomento ancora molto dibattuto in ambito scientifico. Infatti, alcuni studi svolti in merito affermano che gli estratti di vischio - in particolare, le lectine in essi contenute - sono in grado di esercitare un'azione antineoplastica attraverso differenti meccanismi, quali: la stimolazione del sistema immunitario del paziente tramite l'incremento della produzione dei linfociti T, l'aumento dell'attività delle cellule Natural Killer e l'induzione dell'apoptosi nelle cellule maligne.
Altri studi ancora - condotti su pazienti affetti da diversi tipi di tumore - affermano che l'assunzione di estratti di vischio può migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici e può essere utile nel diminuire gli effetti collaterali provocati dalla chemioterapia antitumorale.
Uno studio recente (2014) condotto in vitro su linee cellulari di tumore al seno ha, invece, dimostrato che la somministrazione concomitante di doxorubicina e di lectina estratta dal vischio dà origine ad un notevole effetto sinergico, provocando un'inibizione della crescita delle cellule maligne maggiore rispetto all'inibizione data dalle due molecole somministrate singolarmente.
Di contro, altri autori affermano che gli studi svolti sulle proprietà antineoplastiche del vischio non sono sufficienti per confermarne la reale efficacia terapeutica ed alcuni sostengono che, invece, l'uso del vischio nel trattamento dei tumori potrebbe causare gravi danni.
Ad ogni modo, in alcuni paesi europei (come, ad esempio, la Svizzera), il vischio viene utilizzato all'interno di preparazioni che vengono impiegate come adiuvanti nella terapia antitumorale convenzionale.

Vischio nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare il vischio viene utilizzato per il trattamento di diversi tipi di disturbi.
Il frutto del vischio viene impiegato come rimedio tonico ed espettorante ed è usato anche per il trattamento dell'arteriosclerosi, delle emorragie interne, della gotta e dell'epilessia.
Al fusto del vischio, invece, la medicina tradizionale attribuisce proprietà calmanti e per questo lo utilizza nel trattamento di stati d'ansia, agitazione e ipereccitabilità.
Altri utilizzi non approvati del vischio prevedono l'uso dell'intera pianta - generalmente all'interno di infusi - per il trattamento di diarrea, pertosse, asma, amenorrea, vertigini, nervosismo e tachicardia ad esso associata.
La medicina cinese, invece, sfrutta il vischio per il trattamento di dolori articolari, dolori tendinei, dolori muscolari e lombalgie, oltre ad impiegarlo come rimedio contro il sanguinamento vaginale in gravidanza e come rimedio galattogogo.
Il vischio trova impieghi anche nella medicina omeopatica, dove lo si può facilmente reperire sotto forma di gocce orali, granuli e macerato glicerico. In quest'ambito la pianta viene utilizzata per il trattamento di vertigini, ipertensione, aritmie cardiache e come rimedio in caso di degenerazione articolare.


N.B.: le applicazioni del vischio per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Avvertenze

Le bacche del vischio, se ingerite, sono in grado di provocare vomito e diarrea fino allo shock.

Effetti collaterali

In seguito all'assunzione orale di preparazioni a base di vischio possono manifestarsi effetti indesiderati, quali: febbre, mal di testa, brividi, ipotensione ortostatica, bradicardia e angina pectoris.
Inoltre, in seguito all'assunzione di preparazioni a base di vischio ad alte dosi, possono anche manifestarsi midriasi o miosi, allucinazioni, deliri, nausea, vomito, diarrea e gastroenteriti.
In seguito all'uso di estratti di vischio per via parenterale, invece, possono insorgere: lieve innalzamento della temperatura corporea, mal di testa, infiammazione in corrispondenza del sito d'iniezione, ingrossamento dei linfonodi e reazioni allergiche che si possono manifestare sotto forma di prurito, orticaria locale o generalizzata, esantema, eritema multiforme, angioedema, brividi, dispnea, broncospasmo e shock.
Le bacche di vischio sono tossiche e, se ingerite, possono dare origine ad avvelenamenti e provocare convulsioni epilettiformi, vomito e diarrea fino ad arrivare allo shock.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione del vischio in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
Inoltre, l'utilizzo del vischio è controindicato anche in pazienti affetti da infezioni croniche e progressive (come, ad esempio, la tubercolosi o l'AIDS), ipertiroidismo, tumori del midollo spinale, tumori intracranici e tumori del sistema nervoso centrale.
Infine, l'utilizzo del vischio è controindicato anche in gravidanza (poiché si ritiene che la pianta possa esercitare un'azione abortiva) e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

Il vischio e le sue preparazioni potrebbero interferire con l'attività di farmaci, quali:

Avvertenze

Alcuni degli effetti negativi provocati dal vischio sono attribuiti alle lectine in esso contenute. Infatti, queste molecole provocano l'agglutinazione dei globuli rossi, specialmente in seguito ad un uso prolungato.
Per tale ragione e per la tossicità di cui questa pianta è dotata, prima di assumere preparazioni a base di vischio, è sempre bene rivolgersi al proprio medico.



ARTICOLI CORRELATI