Uva ursina in Erboristeria: proprietà dell'Uva ursina

Uva ursina

Nome Scientifico

Arctostaphylos uva ursi, sin. Arbutus uva ursi

Famiglia

Ericaceae

Origine

La pianta è un arbusto con foglie piccole, a forma di spatola, sempreverdi e coriacee. È originaria delle regioni temperate dell'emisfero settentrionale, nord Europa, Asia e nord America. Tradizionalmente veniva usato il decotto delle foglie di Uva ursina per la cura delle infezioni urinarie.

Parti Utilizzate

Droga data dalle foglie fresche o essiccate (Farmacopea Ufficiale)

Costituenti chimici

  • Glucosidi idrochinonici (arbutoside o arbutina, metilarbutina);
  • Tannini idrolizzabili;
  • Glicosidi iridoidi (monotropeina);
  • Flavonoidi (miricetina);
  • Terpenoidi (alfa- e beta-amirina, uveolo, acido ursolico).

Uva ursina in Erboristeria: proprietà dell'Uva ursina

L'uva ursina viene impiegata come diuretico e disinfettante urinario, oltre che come astringente. L'effetto antibatterico è dovuto all'arbutina, i cui metaboliti nelle urine liberano idrochinone, dotato di dimostrata attività antibatterica.
L'azione antisettica urinaria dell'idrochinone richiede - per manifestarsi appieno - un pH alcalino delle urine ed una concentrazione di principio attivo di almeno 60 μg/mL.

Attività biologica

Come accennato, all'uva ursina sono attribuite attività diuretiche, disinfettanti e astringenti. Tali proprietà sono state confermate da diversi studi ed è proprio per questo motivo che l'uso della pianta ha ottenuto l'approvazione ufficiale per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Più nel dettaglio, l'azione disinfettante è ascritta al glicoside idrochinonico arbutina.
Tuttavia, affinché l'arbutina esplichi la sua azione disinfettante, le urine devono avere un pH alcalino; ciò è necessario perché si generi l'idrochinone dell'arbutina, che è il diretto responsabile dell'azione antisettica.
Infatti, dopo l'assunzione orale di preparazioni a base di uva ursina - quindi, dopo l'assunzione orale di arbutina - per azione di una beta-glucosidasi, quest'ultima viene idrolizzata liberando il suo idrochinone, il quale - dopo coniugazione a livello epatico - diventa idrosolubile e viene secreto per via renale, dove torna libero ed attivo in presenza di ambiente basico.
L'idrochinone si è mostrato efficace nel contrastare le infezioni urinarie sostenute da diversi tipi di batteri, quali: Staphylococcus aureus, Bacillus subtilisEscherichia coliProteus vulgarisPseudomonas aeruginosaEnterococcus faecalis, Mycobacterium smegmatisShigella somnei e Shigella flexneri.
Un altro studio, invece, ha dimostrato come l'estratto etanolico di foglie di uva ursina sia in grado di generare ipopigmentazione cutanea. Tale studio, in base ai risultati ottenuti, ipotizza che il sopra citato estratto possa essere un potenziale ed utile agente sbiancante, da utilizzarsi per via topica nel trattamento adiuvante dei disturbi cutanei caratterizzati da iperpigmentazione.
Non a caso, in ambito cosmetico l'uva ursina trova già impiego all'interno di preparazioni impiegate proprio per contrastare le macchie cutanee (per informazioni più dettagliate in merito, si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Estratto di Uva ursina nei Cosmetici").

Uva ursina contro le infezioni urinarie

Grazie all'azione diuretica e disinfettante esercitata dai glucosidi idrochinonici - in particolare dall'arbutina - contenuti all'interno della pianta, l'uva ursina si è rivelata un valido e utile rimedio per la prevenzione e per il trattamento delle infezioni urinarie sostenute da diversi ceppi batterici.
Per il trattamento di questi disturbi, la pianta deve essere assunta internamente.
Generalmente, si consiglia l'assunzione di una quantità di droga vegetale corrispondente a 400-800 mg di arbutina al giorno (calcolata come arbutina anidra), da somministrarsi in 2-3 dosi frazionate.
In ogni caso, per maggiori informazioni circa gli impieghi dell'uva ursina nel trattamento dei suddetti disturbi urinari, si consiglia la lettura dell'articolo dedicato "Curarsi con l'Uva ursina".


N.B.: quando l'uva ursina viene utilizzata a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (arbutina anidra), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di uva ursina, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di arbutina contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente uva ursina, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Uva ursina nella medicina popolare e in omeopatia

Le proprietà disinfettanti esercitate dall'uva ursina a livello del tratto urinario sono ben note anche alla medicina popolare, che sfrutta la pianta proprio per il trattamento di diverse affezioni delle vie urinarie, ma non solo. Infatti, la medicina tradizionale usa l'uva ursina anche per il trattamento di disturbi di vario genere a livello genitale e a livello dei dotti biliari.
L'uva ursina trova impieghi anche all'interno della medicina omeopatica, dove la si può trovare sotto forma di tintura madre, granuli e gocce orali.
In quest'ambito la pianta viene utilizzata in caso d'infezioni del tratto urinario, cistiti e tenesmo.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare da individuo a individuo, anche in funzione della tipologia di disturbo che si necessita trattare e a seconda del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.


N.B.: le applicazioni dell'uva ursina per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.


Effetti collaterali

In seguito all'assunzione di uva ursina possono comparire irritazioni delle mucose e del parenchima epatico, irritazione gastrica, nausea e vomito, probabilmente a causa dell'elevato contenuto di tannini (15-20%).
In caso di sovradosaggio, invece, possono insorgere infiammazione e irritazione delle mucose del tratto urinario e della vescica.
Inoltre, in seguito all'assunzione di uva ursina per lunghi periodi, può manifestarsi epatotossicità, in particolar modo nei bambini.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di uva ursina in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da insufficienza epatica, patologie renali, disturbi digestivi e in pazienti che presentano un pH urinario acido.
Inoltre, l'uso dell'uva ursina è controindicato anche in gravidanza (in particolare nel primo trimestre, poiché può indurre contrazioni uterine e favorire il distacco della placenta), durante l'allattamento e nei bambini con meno di 12 anni di età.

Interazioni Farmacologiche

Avvertenze

Affinchè l'attività terapeutica si manifesti occorre che l'urina sia preferibilmente alcalina, come può accadere spontaneamente in alcune infezioni, altrimenti va resa alcalina mediante la somministrazione di idonei alcalinizzanti urinari, come l'acido citrico, il citrato di potassio ed il succo di agrumi. Un'alimentazione ricca di vegetali può favorire la produzione di urina leggermente basica.

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Ultima modifica dell'articolo: 06/10/2016