Trifoglio in Erboristeria: proprietà del Trifoglio

Trifoglio

Nome Scientifico

Trifolium pratense

Famiglia

Leguminosae

Origine

Nord America, Europa

Sinonimi

Trifoglio rosso

Parti Utilizzate

Droga data dalle parti aeree della pianta

Costituenti chimici

Trifoglio in Erboristeria: proprietà del Trifoglio

L'impiego del trifoglio rosso per il trattamento dei sintomi della menopausa è piuttosto recente e riguarda la sua attività simil-estrogenica. Diversi studi dimostrano che l'assunzione di un estratto titolato in isoflavoni di trifoglio (6-8%), una volta al giorno per 12 settimane, comporta una significativa riduzione dei problemi vasomotori e del sistema nervoso centrale in donne in menopausa.
Il trifoglio si potrebbe inquadrare come il più potente fitoestrogeno naturale.

Attività biologica

Come accennato, il trifoglio rosso è dotato di attività simil-estrogenica. Più nel dettaglio, tale attività è ascritta agli isoflavoni contenuti nella pianta. Questi composti, infatti, sono in grado di esercitare un'azione agonista nei confronti dei recettori intracellulari dell'estradiolo.
Benché l'utilizzo del trifoglio rosso non abbia ottenuto l'approvazione ufficiale per alcun tipo d'indicazione terapeutica, grazie al sopra citato meccanismo d'azione, non è raro che questa pianta rientri nella composizione d'integratori alimentari che vengono impiegati come rimedio per contrastare i sintomi della menopausa.
A tal proposito, sono stati condotti numerosi studi clinici su donne in menopausa, dai quali è emerso che, effettivamente, gli estratti di trifoglio rosso e gli isoflavoni in esso contenuti sono in grado di diminuire in maniera significativa i sintomi derivanti dallo stato menopausale (come, ad esempio, le vampate di calore).
Inoltre, da un altro studio clinico condotto in merito, è emerso che gli estratti di trifoglio rosso sono anche in grado di migliorare la compliance arteriosa in donne in menopausa. La compliance arteriosa, infatti, rappresenta proprio uno dei fattori di rischio cardiovascolari nelle donne in età menopausale.

Trifoglio nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, il trifoglio trova impiego come rimedio interno in caso di affezioni respiratorie, tosse e pertosse.
Esternamente, invece, la medicina tradizionale utilizza questa pianta per il trattamento di affezioni cutanee croniche, come, ad esempio, gli eczemi e la psoriasi.
Il trifoglio viene sfruttato anche nella medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di tintura madre, granuli e gocce orali.
In quest'ambito, il trifoglio viene impiegato in caso di mal di gola, riniti, febbre da fieno, disturbi del comportamento, mal di testa, disturbi della memoria, dolore alla schiena, crampi muscolari e rigidità del collo.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e a seconda del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che si deve impiegare.


N.B.: le applicazioni del trifoglio per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di preparati di trifoglio in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti e in pazienti affetti da tumori estrogeno-dipendenti, attuali o pregressi.
Inoltre, l'utilizzo del trifoglio e dei suoi preparati è controindicato anche in gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

A causa delle attività di cui il trifoglio rosso e i suoi preparati sono dotati, potrebbero manifestarsi interazioni farmacologiche con:


Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016