Tè in Erboristeria: proprietà del Tè

Tè

Nome Scientifico

Camellia sinensis

Famiglia

Theaceae

Origine

Cina

Parti Utilizzate

Droga costituita dalle foglie fermentate (Tè nero) o non fermentate (Tè verde)

Costituenti chimici

Tè in Erboristeria: proprietà del Tè

Il tè verde è conosciuto per le sue proprietà antiossidanti, antivirali e di prevenzione delle malattie neoplastiche, mentre il tè nero possiede interessanti attività astringenti e - considerata la maggior presenza di metilxantine - agisce anche come stimolante a livello del SNC (in misura nettamente inferiore al caffè: infatti una tazza di contiene al massimo 50 mg di caffeina e in genere circa un terzo di quella contenuta in una tazzina di caffè).

Attività biologica

Nonostante l'uso del tè non abbia ottenuto l'approvazione ufficiale per alcun tipo di applicazione terapeutica, a questa pianta sono attribuite numerose proprietà, alcune delle quali sono state confermate da diversi studi.
Più in particolare, al tè sono ascritte attività astringenti, antidiarroiche, antibatteriche, antivirali, antiossidanti, preventive nei confronti dei tumori e stimolanti per il sistema nervoso centrale (SNC).
In realtà, per essere più precisi, l'azione antivirale, antiossidante e di prevenzione dei tumori è ascritta soprattutto al tè verde; mentre l'azione astringente e stimolante del SNC è imputata soprattutto al tè nero. Quest'ultimo differisce dal tè verde per il trattamento a cui vengono sottoposte le sue foglie.
Le attività astringenti e antidiarroiche sono dovute ai tannini contenuti nella pianta, mentre l'attività sul sistema nervoso centrale è imputabile al contenuto di caffeina. Infatti, questa metilxantina agisce come stimolante ed esercita anche un effetto inotropo positivo, oltre a promuovere la glicolisi e la lipolisi e a favorire la diuresi e la secrezione dei succhi gastrici.
Anche le proprietà antimicrobiche del tè sono state confermate da diversi studi che hanno dimostrato come questa pianta possa essere efficace nell'inibire la crescita di batteri quali lo Streptococcus salivarius, lo Streptococcus mutans e l'Escherichia coli.
Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che gli estratti di tè verde esercitano un'azione antibatterica nei confronti dei microorganismi responsabili della formazione della placca dentale, mettendo in evidenza come questa pianta possa costituire un valido rimedio per prevenire la formazione delle carie dentali.
Allo stesso modo, è stata confermata anche l'azione preventiva sui tumori. In particolare, tale attività sembra essere ascritta soprattutto ai polifenoli contenuti nella pianta. Infatti, pare che tali molecole siano in grado sia di diminuire la proliferazione che di aumentare l'apoptosi delle cellule maligne.
Diversi sono stati gli studi condotti in merito, dai quali è emerso che l'azione protettiva dei polifenoli è svolta nei confronti di tumori dello stomaco, dell'intestino, del colon, del pancreas, dei polmoni e del seno.
L'attività antiossidante attribuita al tè, invece, è imputabile sia ai polifenoli, sia alle catechine contenute nella pianta ed è svolta attraverso un meccanismo d'azione che prevede l'inibizione della perossidazione lipidica.
Da uno studio condotto in vitro, inoltre, è emerso che gli estratti di tè verde possiedono anche un'interessante attività antinfiammatoria. Tale attività è esercitata dalle catechine contenute nella pianta, in particolare dal gallato di epigallocatechina. Questa sostanza è, infatti, in grado di inibire l'adesione e la migrazione dei neutrofili, cellule della difesa che svolgono un ruolo chiave nei processi infiammatori.

Tè nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, il tè viene utilizzato come rimedio interno in caso di emicrania, stanchezza, disturbi gastrointestinali, vomito e diarrea.
Nella medicina indiana, invece, il tè è impiegato per il trattamento di febbre, stanchezza, mal di testa e diarrea; oltre ad essere utilizzato come rimedio per contrastare la perdita di appetito e la sete eccessiva.
Nella medicina cinese il tè verde trova impieghi come rimedio contro i disturbi digestivi, il mal di testa, la nausea e la diarrea associate alla malaria. Inoltre, la medicina tradizionale cinese sfrutta il tè per prevenire l'insorgenza di tumori.
Il tè viene impiegato anche nella medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di granuli e gocce orali.
In quest'ambito la pianta viene utilizzata in caso di disturbi cardiocircolatori, stati depressivi, stati di agitazione, mal di testa e disturbi gastrici.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e in funzione della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.


N.B.: le applicazioni del tè per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti Collaterali

Se correttamente impiegato, il tè non dovrebbe causare effetti collaterali di alcun tipo.
Tuttavia, in caso di assunzione di dosi elevate possono insorgere iperacidità, irritazione gastrica, costipazione o diarrea, tremori, irrequietezza e diminuzione dell'appetito; mentre in caso d'iperdosaggio possono manifestarsi anche nausea e spasmi addominali.
Infine, è bene ricordare che l'assunzione di dosi troppo elevate di caffeina (o teina che dir si voglia) può provocare agitazione, irritabilità, irrequietezza, insonnia, mal di testa, palpitazioni, perdita dell'appetito, vomito e diarrea.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di tè o sue preparazioni in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da gastrite o ulcera peptica e durante l'allattamento.
L'uso di tè in gravidanza, invece, dovrebbe essere limitato.
Infine, i pazienti che presentano patologie renali, patologie cardiovascolari e/o iperfunzione tiroidea devono utilizzare il tè con molta cautela. Generalmente, in questi casi, è bene chiedere il consiglio del proprio medico.

Interazioni Farmacologiche


Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016

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