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Ultima modifica: 04/04/2012

Senna in Erboristeria: proprietà della Senna

Senna

Nome scientifico

Cassia acutifolia; Cassia angustifolia

Famiglia

Caesalpinaceae

Origine

Arabia, India

Sinonimi

Senna alessandrina, senna indiana

Senna: parti utilizzate

Droga costituita dalle foglie essiccate

Costituenti chimici

Senna in Erboristeria: proprietà della Senna

La senna rappresenta uno dei purganti farmaceutici più utilizzati al mondo. La sua attività purgante si ascrive alla sinergia che avviene tra i glicosidi antrachinonici presenti in abbondanza: i sennosidi A e B. La senna possiede, in particolare, tropismo elettivo nei confronti dell'intestino crasso, con conseguente attivazione della peristalsi, he promuove il movimento delle feci nell'intestino.

Effetti collaterali

In seguito ad abuso od utilizzo cronico di lassativi antrachinonici si incorre in importanti effetti collaterali, quali la pigmentazione della mucosa del colon, l'alterazione del quadro idroelettrolitico e dell'equilibrio acido-base, una patologia denominata “colon da catartici” con presenza di colon dilatato, senza austra e anche con pseudo-restringimenti, alterazioni irreversibili del plesso nervoso intramurale, un importante aggravamento della stitichezza, colon irritabile, ed un aumentato rischio di degenerazione neoplastica.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di preparati a base di senna (compresse, capsule, marmellate ecc.) in caso di gastrite, colite, diverticolite, appendicite, dolori addominali (l'uso di senna potrebbe aggravare la sintomatologia dolorosa), glomerulonefrite, occlusione intestinale od ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

Senna: interazioni farmacologiche

  • cardiotonici (Digitale, Adonide, Mughetto, Scilla, Strofanto): aumento della tossicità e riduzione dell'assorbimento di farmaci orali;
  • liquirizia: l'abuso di liquirizia può aumentare l'ipopotassiemia;
  • diuretici: aumento dell' ipopotassiemia;
  • antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina): aumento della tossicità con rischio di torsione di punta (da ipopotassiemia);
  • analgesici: i cascarosidi possono aggravare la nefropatia da analgesici;
  • alofantrina: aumentato rischio di aritmia ventricolare, in particolare torsioni di punta;
  • betabloccanti: torsione di punta;
  • cortisonici: aumentato rischio di ipopotassiemia;
  • macrolidi e vincamina: aumentato rischio di aritmie ventricolari;

 


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