Pygeum in Erboristeria: proprietà del Pygeum

Pygeum

Nome Scientifico

Prunus africana, sin. Pygeum africanum

Famiglia

Rosaceae

Origine

Africa. Albero sempreverde che vive nelle foreste dell'Africa equatoriale.

Parti Utilizzate

La "droga vegetale" è costituita dalla corteccia del tronco essiccata di colore da rossa a bruno-nerastra e dal forte odore, tipicamente di mandorla

Costituenti chimici

  • Steroli;
  • Acidi grassi;
  • Alcoli;
  • Acido transferulico;
  • Triterpeni pentaciclici (acido oleanico, crategolico ed ursolico).

I costituenti più significativi presenti nell'estratto lipofilo comprendono il docosanolo e il β-sitosterolo (15.7%), gli acidi grassi tra cui miristico, palmitico, linoleico, oleico, stearico e arachidonico, gli steroli e i triterpeni.

Pygeum in Erboristeria: proprietà del Pygeum

Questa pianta ha dimostrato di possedere, attraverso diversi studi farmacologici, un'attività antiedemigena (per inibizione della sintesi di prostaglandine e leucotrieni). Contribuisce inoltre ad aumentare l'elasticità vescicale ed è di aiuto nel trattamento dell'ipertrofia prostatica. La pianta non è tossica ed è disponibile in commercio come specialità medicinale con somministrazione orale.

Dose giornaliera: 75-200 mg di estratto lipidosterolico, in dosi frazionate, da assumere assieme a cibo o latte per ridurre al minimo gli effetti gastrointestinali.

Effetti collaterali

In seguito alla somministrazione possono comparire disturbi da intolleranza gastrica.

Controindicazioni

Evitare l'uso in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. A causa dei suoi effetti sul metabolismo degli androgeni e degli estrogeni è controindicata in gravidanza, in allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.

L'estratto lipofilo è generalmente ben tollerato. Sono stati riferiti pochi casi di effetti collaterali gastrointestinali, di gravità trascurabile e transitori, quali nausea, diarrea e gastralgia

Interazioni Farmacologiche

  • i costituenti del pygeum possono interferire con terapie ormonali (non esistono dati scientifici in merito).

Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016