Piantaggine in Erboristeria: proprietà della Piantaggine

Piantaggine

Nome Scientifico

Plantago lanceolata, Plantago major

Famiglia

Plantaginaceae

Origine

Europa, Asia settentrionale e centrale

Sinonimi

Piantaggine maggiore

Parti Utilizzate

Droga data dalle foglie essiccate

Costituenti chimici

Piantaggine in Erboristeria: proprietà della Piantaggine

La piantaggine trova applicazione principalmente nel trattamento sedativo - anticatarrale delle infiammazioni delle vie respiratorie (grazie alla presenza delle mucillagini). Oltre all'uso per via interna, sotto forma di cataplasma, si utilizzano le foglie di piantaggine contro le punture di insetti o le irritazioni cutanee (azione emolliente).

Attività biologica

Alla piantaggine vengono attribuite diverse proprietà, fra cui spiccano quelle antinfiammatorie (esplicate soprattutto a livello dell'apparato respiratorio), antibatteriche, antitussive ed espettoranti.
Tali attività sono state confermate da diversi studi condotti in merito, tanto che l'uso della pianta ha ottenuto l'approvazione ufficiale per il trattamento delle malattie da raffreddamento, delle affezioni del tratto respiratorio e delle infiammazioni di cute e mucose.
I costituenti chimici responsabili dell'azione antibatterica sono l'aucubigenina (prodotto di idrolisi dell'aucubina) e alcuni tipi di saponine dotate, appunto, di attività antimicrobica.
L'aucubina e la baicaleina (un flavone) hanno dimostrato di esercitare l'azione antinfiammatoria, a livello del tratto respiratorio, tradizionalmente attribuita alla pianta. Tale azione sembra essere svolta attraverso l'inibizione della sintesi di specie reattive dell'ossigeno (ROS) da parte dei neutrofili del tratto respiratorio.
Inoltre, da alcune ricerche condotte in vitro, è emerso che gli estratti di piantaggine sono anche in grado di inibire la sintesi della ciclossigenasi di tipo 1 e 2 (COX-1 e COX-2) e di ridurre la produzione di ossido nitrico (NO).

Piantaggine contro le affezioni del tratto respiratorio

Grazie all'azione antinfiammatoria, antibatterica, antitussiva ed espettorante di cui la piantaggine è dotata, il suo utilizzo è stato ufficialmente approvato per il trattamento di malattie da raffreddamento e affezioni delle vie aeree, quali tossi e bronchiti.
La piantaggine risulta particolarmente utile nel trattamento dei suddetti disturbi, anche grazie alle mucillagini in essa contenute, che esercitano un'azione protettiva a livello delle mucose respiratorie.
In questi casi, la piantaggine deve essere utilizzata internamente. La dose che solitamente si consiglia di assumere è di circa 3-6 grammi di droga al giorno.

Piantaggine contro le infiammazioni del cavo orofaringeo e della cute

Grazie alle proprietà antinfiammatorie conferitele dalla baicaleina e dall'aucubina e alle proprietà emollienti conferitele dalle mucillagini in essa contenute, la piantaggine può essere utilizzata come rimedio esterno in caso d'infiammazioni cutanee e infiammazioni delle mucose del cavo orofaringeo.
Per il trattamento di questi disturbi si possono preparare dei decotti per uso esterno utilizzando circa 2-4 grammi di droga. Il decotto così ottenuto può essere applicato direttamente sulla zona della cute che s'intende trattare, oppure può essere utilizzato per effettuare sciacqui e gargarismi.
In alternativa, si possono utilizzare le foglie fresche contuse per la preparazione di cataplasmi da applicarsi direttamente sull'area di cute interessata dall'infiammazione.


N.B.: quando la piantaggine viene utilizzata per fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di piantaggine, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente piantaggine, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Piantaggine nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, il succo di piantaggine viene utilizzato come rimedio interno in caso di affezioni del tratto respiratorio, disturbi epatici, crampi allo stomaco, diarrea e cistiti; oltre ad essere impiegato come rimedio diuretico.
Esternamente, invece, la medicina popolare utilizza la pianta per il trattamento di ferite, foruncoli e congiuntivite, oltre ad impiegarla come rimedio emostatico.
La piantaggine viene sfruttata anche in campo omeopatico, dove la si può trovare sotto forma di granuli, tintura madre e unguento.
La medicina omeopatica utilizza questa pianta in caso di eruzioni cutanee, eczemi, prurito, orticaria, psoriasi, piorrea, mal di denti, sanguinamento delle gengive ed enuresi notturna.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e in funzione del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che s'intende impiegare.


N.B.: le applicazioni della piantaggine per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione o l'uso in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, per scongiurare possibili allergie crociate con altre Plantaginaceae (psillio).

Interazioni Farmacologiche


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