Liquirizia in Erboristeria: proprietà della Liquirizia

liquirizia

Nome Scientifico

Glycyrrhiza glabra

Famiglia

Leguminosae

Origine

Oriente, regione mediterranea

Parti Utilizzate

Droga costituita dalle radici e dai rizomi di liquirizia (Farmacopea Ufficiale)

Costituenti chimici

Liquirizia in Erboristeria: proprietà della Liquirizia

La liquirizia trova indicazione nella prevenzione e nella cura delle ulcere gastriche e duodenali, delle gastriti, delle ulcere da farmaci (FANS, cortisonici) e da alcool e delle mucositi/salute/mucosite.html da chemioterapici, grazie all'effetto antinfiammatorio esercitato da alcuni principi attivi presenti nella liquirizia stessa, fra cui ricordiamo la glicirrizina.
All'effetto antinfiammatorio della glicirrizina si associa l'effetto antispastico sulla muscolatura liscia esercitato dai flavonoidi presenti nella radice e nell'estratto.

Attività biologica

Alla liquirizia - più in particolare, alla sua radice e ai suoi estratti - vengono attribuite numerose proprietà, fra cui spiccano quelle antinfiammatorie, antiulcera ed espettoranti.
Diversi sono gli studi che hanno confermato le suddette proprietà e per questo l'utilizzo della liquirizia è stato ufficialmente approvato per il trattamento di tosse, bronchiti e gastriti.
In particolare, sembra che queste attività siano dovute alla glicirrizina e all'acido glicirretico contenuti all'interno della radice della pianta.
Gli estratti di radice di liquirizia, infatti, hanno un'attività citoprotettiva, antinfiammatoria e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale, sia per contatto diretto con la lesione, sia per stimolo indiretto alla produzione di muco da parte delle cellule della parete gastrica.
Le proprietà antinfiammatorie, di cui la glicirrizina e l'acido glicirretico sono dotati, pare siano dovute sia alla capacità di inibire l'aggregazione piastrinica indotta dalla trombina, sia all'attività simil-steroidea posseduta da queste stesse molecole. Infatti, la struttura chimica di questi composti è analoga a quella degli ormoni steroidei normalmente presenti all'interno del nostro organismo.
Tuttavia, è proprio a causa di questa analogia che le suddette molecole - e l'acido glicirretico in particolar modo - sono in grado di esercitare anche un'azione ipertensiva. Più precisamente, tali molecole inibiscono l'enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi, ossia l'enzima deputato alla conversione del cortisolo in cortisone. Così facendo, si assiste a un aumento dei livelli di cortisolo che, a sua volta, è in grado di esercitare un effetto simile a quello dell'aldosterone, interagendo con i recettori mineralcorticoidi. Tutto ciò si traduce in una diminuzione dei livelli plasmatici di potassio e in un aumento di quelli di calcio, con conseguente comparsa d'ipertensione.
Inoltre, la glicirrizina ha dimostrato di possedere anche attività antibatteriche ed antivirali. In particolare, sembra che questa molecola possa essere un potenziale aiuto nel contrastare il virus responsabile della sindrome acuta respiratoria grave (altrimenti definita SARS), ma non solo.
La glicirrizina ha anche potenti effetti immunomodulatori. Infatti, questa saponina ha dimostrato di essere anche in grado di ridurre il rischio di cancerizzazione dell'epatite da virus C.

Liquirizia contro tosse e bronchiti

La liquirizia e i suoi estratti possono essere impiegati nel trattamento di tosse e bronchiti, grazie alle proprietà antinfiammatorie, espettoranti ed antimicrobiche dei principi attivi in essi contenuti.
A titolo indicativo, per il trattamento delle suddette affezioni - se la liquirizia viene utilizzata sotto forma di radice polverizzata - si consiglia la somministrazione di 5 grammi di droga (corrispondenti a circa 200 mg di glicirrizina) due volte al dì.
Per informazioni più dettagliate riguardanti la posologia di liquirizia da impiegare, si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Curarsi con la Liquirizia".

Liquirizia contro le gastriti

Come accennato, la radice di liquirizia può essere impiegata con successo nel trattamento e nella prevenzione delle gastriti, grazie all'azione citoprotettiva ed antinfiammatoria che la glicirrizina e l'acido glicirretico esercitano nei confronti della mucosa gastrica.
Il dosaggio giornaliero raccomandato è di circa 5-10 grammi di radice polverizzata (corrispondente a circa 200-400 mg di glicirrizina). Ad ogni modo, anche in questo caso, per maggiori informazioni circa i dosaggi di liquirizia da impiegarsi nel trattamento delle gastriti, si rimanda all'articolo dedicato "Curarsi con la Liquirizia".


N.B.: quando la liquirizia viene utilizzata a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (glicirrizina), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di liquirizia, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente liquirizia, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Liquirizia nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, la liquirizia viene impiegata come rimedio contro la stitichezza, le infiammazioni del tratto gastrointestinale e delle vie urinarie e per favorire le minzione e la produzione di latte, oltre che essere utilizzata nel trattamento dell'appendicite e addirittura dell'epilessia.
Esternamente, invece, la liquirizia è sfruttata dalla medicina popolare per curare le dermatosi.
La liquirizia è disponibile anche come rimedio omeopatico, generalmente, sotto forma di globuli, con indicazioni per il trattamento di stipsi, intestino pigro, irritazioni della gola e tosse secca.
La dose di rimedio da assumere potrebbe variare in funzione della diluizione omeopatica utilizzata.


N.B.: le applicazioni della liquirizia per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

In seguito all'assunzione, per inibizione della reduttasi epatica che catabolizza i corticosterodi, si può avere ipopotassiemia, ritenzione di sodio ed ipertensione arteriosa.

Sono stati descritti anche numerosi casi di rabdomiolisi e miopatie da abuso di liquirizia (ipopotassiemia).

Controindicazioni

Evitare l'assunzione in caso di:

  • Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Ipopotassiemia;
  • Ritenzione idrosalina;
  • Sovrappeso corporeo;
  • Grave insufficienza epatica e/o cirrosi epatica;
  • Grave insufficienza renale;
  • Aritmie cardiache;
  • Diabete mellito;
  • Patologie neuromuscolari;
  • In gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

  • diuretici: può aumentare la perdita di potassio da diuretici;
  • lassativi: può aumentare la perdita di potassio da uso cronico di lassativi;
  • digitatici: l'ipopotassiemia può aumentare la tossicità dei digitatici;
  • antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina): aumento della tossicità con rischio di torsione di punta (da ipopotassiemia);
  • cortisonici: la liquirizia aumenta gli effetti antinfiammatori dei cortisonici locali, ne riduce la gastrolesività per effetto tampone; può tuttavia potenziarne gli effetti sistemici per aumento del livello di cortisonici nel sangue;
  • FANS: protegge la mucosa gastroduodenale dai danni dei farmaci;
  • contraccettivi orali: aumentano la sensibilità alla glicirrizina, con maggiori rischi di effetti collaterali;
  • insulina: possibile aumento della ipopotassiemia.

Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016