Lavanda in Erboristeria: proprietà della Lavanda

lavanda

Nome Scientifico

Lavandula vera, sin. L. officinalis, L. angustifolia; Lavandula spica L., sin. L. latifolia L.

Famiglia

Labiatae

Origine

Regione mediterranea

Parti Utilizzate

Droga data dalle sommità fiorite

Costituenti chimici

  • Olio essenziale, i cui componenti principali sono il linalolo, l'acetato di linalile, il cineolo e la canfora. Da sottolineare il fatto che la composizione dell'olio essenziale può variare a seconda della zona in cui la pianta cresce.
  • Tannini.
  • Idrossicumarine, fra cui ritroviamo l'umbelliferone.
  • Acido caffeico e suoi derivati.

Lavanda in Erboristeria: proprietà della Lavanda

I fiori di lavanda vengono utilizzati per le loro proprietà modestamente sedative, ma in particolare antispastiche, sulla muscolatura liscia del tubo digerente e dell'albero bronchiale.

L'olio essenziale di lavanda si utilizza esclusivamente per via esterna: ottenuto per distillazione dei fiori, e ricco in esteri, presenta ottime proprietà antinfiammatorie; quello ottenuto dalla Lavandula spica è ricco in alcoli ed ossidi, presenta una buona attività antimicrobica e balsamica ed è ben tollerato anche dalla mucosa respiratoria.

Attività biologica

Alla lavanda sono attribuite numerose attività: sedative, antispastiche, antinfiammatorie, antimicrobiche e perfino ipocolesterolemizzanti. Più precisamente, tutte queste proprietà sono ascrivibili all'olio essenziale estratto dalla pianta.
Alcuni studi hanno dimostrato che l'azione antinfiammatoria dell'olio essenziale di lavanda possa derivare dall'interferenza di alcuni suoi componenti con l'attività della fosfolipasi C. Inoltre, il medesimo studio ha dimostrato che il suddetto olio essenziale è in grado di esercitare un'azione antinocicettiva molto simile a quella esercitata dal tramadolo (un analgesico oppioide), diminuendo in questo modo anche il dolore.
Un altro studio, invece, ha dimostrato che l'olio essenziale di lavanda è in grado di ridurre la componente infiammatoria che caratterizza le reazioni allergiche, attraverso l'inibizione della degranulazione dei mastociti, quindi, inibendo il rilascio d'istamina.
Le proprietà antimicrobiche dell'olio essenziale, invece, sono state messe in luce da diversi studi, che hanno evidenziato come diversi suoi componenti possano essere impiegati come battericidi potenzialmente efficaci contro ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistenti e ceppi di Enterococcus faecium vancomicino-resistenti. Inoltre, l'olio essenziale di lavanda - in particolare, il linalolo in esso contenuto - ha dimostrato di possedere anche proprietà acaricide, oltre che di avere proprietà fungicide in vitro.
Grazie all'azione antimicrobica, l'olio essenziale di lavanda è spesso impiegato esternamente per trattare affezioni cutanee, come l'acne, la rosacea o gli eczemi, e per ridurre l'irritazione e l'arrossamento (utilizzi comunque non ufficialmente approvati).
Alcune ricerche hanno anche messo in luce le potenziali proprietà ipocolesterolemizzanti dell'olio essenziale di lavanda. Proprietà che sembrano essere esercitate attraverso l'inibizione dell'enzima epatico idrossimetilglutaril-CoA reduttasi (o HMG-CoA), uno degli enzimi implicati nella sintesi del colesterolo. Più nel dettaglio, sembra che tale inibizione sia dovuta al limonene e al perillil alcol contenuti all'interno dello stesso olio essenziale.
Inoltre, del perillil alcol si stanno indagando anche le potenziali proprietà antitumorali.
Per quanto riguarda l'attività dell'olio essenziale di lavanda a livello gastrointestinale - oltre ad esercitare un'azione antispastica - esso è anche dotato di proprietà carminative che, quindi, lo rendono un rimedio utile per contrastare flatulenza e coliche.
L'attività sedativa svolta dall'olio essenziale di lavanda, invece, pare si esplichi attraverso un meccanismo simile a quello svolto dal nitrazepam; pertanto, l'azione calmante viene esercitata direttamente a livello centrale.
Infine, l'olio di lavanda si è mostrato efficace, quando utilizzato esternamente, nel contrastare i piccoli disturbi circolatori, tanto che il suo utilizzo è stato ufficialmente approvato per questa particolare applicazione terapeutica.

Altri utilizzi approvati sono il trattamento dell'irrequietezza e dell'insonnia e il trattamento dei disturbi digestivi.

Lavanda contro l'irrequietezza e l'insonnia

Come sopra accennato, l'olio essenziale di lavanda può essere impiegato sia internamente, sia esternamente (aromaterapia) per contrastare l'irrequietezza, l'agitazione e l'insonnia ad esse associata.
Generalmente, si consiglia di assumere 2-4 gocce di olio essenziale al giorno, opportunamente diluite. Ad ogni modo, sul mercato sono reperibili numerose preparazioni contenenti olio essenziale di lavanda; pertanto, per l'assunzione del prodotto si raccomanda di seguire le indicazioni riportate sull'etichetta, sulla confezione o sul foglietto illustrativo della preparazione che si vuole utilizzare.

Lavanda contro i disturbi digestivi

In virtù delle proprietà carminative e antispastiche esercitate nei confronti del tratto gastroenterico, la lavanda può essere impiegata per il trattamento di piccoli disturbi digestivi, flatulenza e coliche.
Anche in questo caso, la dose di olio essenziale da assumere solitamente raccomandata è di 2-4 gocce al giorno, previa diluizione. Anche in questo caso, è comunque bene attenersi alle indicazioni fornite dalla ditta produttrice e riportate sulla confezione, sull'etichetta o sul foglietto illustrativo della preparazione che s'intende utilizzare.

Lavanda per contrastare i disturbi circolatori

L'olio essenziale di lavanda utilizzato esternamente si è rivelato efficace nel trattamento di alcuni disturbi circolatori. Per questo motivo, non è raro che venga impiegato in una particolare tipologia di cura termale definita balneoterapia.
In questa particolare forma di cura termale, l'olio essenziale di lavanda viene aggiunto all'acqua termale (di solito, con temperatura intorno ai 38°) nella quale il paziente si dovrà poi immergere.


N.B.: quando la lavanda viene utilizzata a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di lavanda, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente lavanda, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Medicina popolare e Omeopatia

Gli usi della lavanda nella medicina popolare sono molteplici. Infatti, questa pianta utilizzata internamente trova impiego come rimedio contro l'asma bronchiale, i crampi e il mal di testa.
Esternamente, invece, la lavanda trova impiego nella medicina popolare come rimedio contro i reumatismi, gli esaurimenti e la tensione, e per favorire la guarigione delle ferite.
La lavanda è utilizzata anche nell'omeopatia con indicazioni per il trattamento delle infiammazioni delle vie respiratorie (come laringiti e faringiti), dell'insonnia, dell'agitazione e come rimedio contro le punture degli insetti, come vespe e api.


N.B.: le applicazioni della lavanda per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

In seguito all'utilizzo esterno dell'olio essenziale di lavanda possono manifestarsi effetti collaterali a carico della cute, quali irritazioni, dermatiti e fototossicità.
Quando assunta internamente, invece, la lavanda può causare disturbi gastrointestinali e sonnolenza.
Inoltre, sono stati riportati alcuni casi d'insorgenza di ginecomastia prepubere in seguito all'uso di lavanda e di oli dell'albero del (Melaleucaalternifolia).
In caso d'iperdosaggio possono insorgere gravi reazioni avverse, come depressione del sistema nervoso centrale, depressione respiratoria, mal di testa, vomito e convulsioni, fino ad arrivare alla morte.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della lavanda.
L'assunzione della lavanda è controindicata anche in gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

Non note



Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016