Erica in Erboristeria: proprietà dell'Erica

Erica

Nome Scientifico

Erica vulgaris

Famiglia

Ericaceae

Origine

Sud Africa

Sinonimi

Brugo, Calluna

Parti Utilizzate

Droga data dalle parti erbacee

Costituenti chimici

Erica in Erboristeria: proprietà dell'Erica

L'erica contiene piccole quantità di glucosidi idrochinonici, insufficienti ad esplicare l'azione disinfettante delle vie urinarie potenzialmente utile in presenza di cistiti ed uretriti. In terapia a questo scopo si usano oggi altre piante medicinali, il cui utilizzo è ormai standardizzato, sicuro ed efficace, quali il corbezzolo e l'uva ursina.
Per l'importante contenuto di tannini, l'erica esibisce proprietà astringenti utili in presenza di diarrea, mentre per uso esterno può attenuare le infiammazioni cutanee (impacchi) e della mucosa orale (risciacqui).

Attività biologica

L'erica è una pianta cui vengono attribuite diverse proprietà. Fra queste, ricordiamo le attività diuretiche, colagoghe, antireumatiche e antibatteriche. Inoltre, si ritiene che la pianta - se impiegata esternamente - sia anche in grado di favorire la guarigione delle ferite.
Tuttavia, al momento non vi sono studi disponibili in grado di confermare le sopra citate proprietà che tradizionalmente vengono ascritte all'erica. Nonostante ciò, la pianta viene comunque impiegata all'interno di tisane per il trattamento di infiammazioni delle vie urinarie, cistiti, uretriti e litiasi uratica (utilizzo che comunque non è stato ufficialmente approvato). Ad ogni modo, per maggiori informazioni circa gli utilizzi dell'erica nelle tisane, si consiglia la lettura degli articoli dedicati "Brugo nelle Tisane" ed "Erica nelle Tisane".
Un recente studio (2015) condotto in vitro ha messo in luce le potenziali proprietà antivirali dell'estratto di erica. Più precisamente, da tale studio è emerso che l'acido ursolico e l'acido oleanolico contenuti all'interno dei sopra citati estratti sono dotati di un'interessante attività inibitoria nei confronti del virus dell'epatite C.
In qualsiasi caso - nonostante i risultati ottenuti da questi studi preliminari - prima di poter approvare simili applicazioni mediche dell'erica, sono certamente necessari approfonditi studi clinici, in modo tale da determinarne la reale efficacia e l'effettiva sicurezza d'uso.

Erica nella medicina popolare e in omeopatia

La medicina popolare utilizza i fiori di erica come rimedio diuretico, per contrastare l'ingrossamento della prostata e per il trattamento di disturbi renali e del tratto urinario, ma non solo. Infatti, la medicina tradizionale sfrutta questa pianta anche per il trattamento di altri numerosi disturbi e affezioni, quali: disturbi gastrointestinali, gotta, disturbi epatobiliari, disturbi del tratto respiratorio, reumatismi, agitazione e insonnia.
Infine, la pianta trova impiego anche come rimedio per favorire la guarigione delle ferite.
L'erica viene utilizzata anche dalla medicina omeopatica, dove la si può trovare sotto forma di granuli e gocce orali.
In campo omeopatico la pianta viene utilizzata in caso d'infezioni della vescica e del tratto urinario, cistiti, nefriti, uretriti, infezioni della prostata, insonnia e disturbi del comportamento.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può essere differente da individuo a individuo, anche in funzione del tipo di disturbo che è necessario trattare e a seconda del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole utilizzare.


N.B.: le applicazioni dell'erica per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

Se adeguatamente utilizzata, l'erica è normalmente ben tollerata e non dovrebbe causare effetti collaterali di alcun tipo.
Tuttavia, in caso di assunzione di dosi troppo elevate si può andare incontro ad irritazione intestinale.

Controindicazioni

Evitare l'uso di erica in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti e nei pazienti affetti da insufficienza epatica.

Interazioni Farmacologiche


Ultima modifica dell'articolo: 13/06/2016