Echinacea in Erboristeria: proprietà della Echinacea

echinacea

Nome Scientifico

Echinacea angustifolia; Echinacea pallida; Echinacea purpurea

Famiglia

Asteraceae (Compositae)

Origine

USA

Parti Utilizzate

Droga data dalle radici ottenute da tutte e tre le specie principali (Echinacea angustifolia, Echinacea pallida ed Echinacea purpurea).
Dell'E. purpurea, però, si può utilizzare anche l'intera pianta.

Costituenti chimici

I principi attivi contenuti all'interno delle diverse specie di echinacea possono variare dal punto di vista sia qualitativo, sia quantitativo. Ad ogni modo, si può affermare che i principali costituenti chimici contenuti in tutte e tre le principali specie di echinacea, sono:

Echinacea in Erboristeria: proprietà della Echinacea

Le tre specie principali di echinacea (d'ora in poi, definite semplicemente con il termine "echinacea") presentano proprietà antivirali ed immunostimolanti dovute alle glicoproteine, alle alchilamidi, ma soprattutto al gruppo dei polisaccaridi (arabinogalattani ed arabinoxilani). Delle proprietà antibatteriche è invece responsabile l'olio essenziale, ricco in terpeni, presente tuttavia in scarsa quantità.
Possiamo quindi dire che le proprietà medicinali dell'echinacea sono stimolanti e di potenziamento del sistema immunitario - soprattutto contro le malattie da raffreddamento - batteriostatiche, virustatiche e antinfiammatorie.
Per uso esterno, l'echinacea esibisce proprietà dermopurificanti, antirughe ed antismagliature, tonificanti sul microcircolo e sulla circolazione venosa.

Attività biologica

Come accennato, l'echinacea è una pianta dotata di numerose proprietà, fra cui spiccano quelle antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali e immunostimolanti.
Le proprietà antinfiammatorie sono ascrivibili ai polisaccaridi e, soprattutto, alle alchilamidi contenute in questa pianta. Uno studio ha, infatti, dimostrato come le alchilamidi polinsature presenti all'interno dell'Echinacea angustifolia siano in grado di esercitare un'azione antiflogistica attraverso un meccanismo che prevede l'inibizione degli enzimi ciclossigenasi e 5-lipossigenasi, ossia gli enzimi responsabili della sintesi dei mediatori chimici dell'infiammazione.
L'attività immunostimolante, invece, è da attribuirsi principalmente ai polisaccaridi e alle glicoproteine contenuti nella pianta. A tal proposito, diversi sono stati gli studi condotti da cui è emerso che gli estratti alcolici di radici di echinacea esercitano un'azione immunostimolante attraverso l'incremento dell'attività fagocitaria e attraverso la promozione dell'attività delle linfochine.
Inoltre, è stata svolta anche un'interessante ricerca su un particolare polisaccaride presente all'interno dell'echinacea: l'arabinogalattano. Da tale ricerca è emerso che questo polisaccaride è in grado di promuovere l'azione citotossica dei macrofagi nei confronti di alcune tipologie di cellule maligne e nei confronti di microorganismi come la Leishmania enriettii.
I derivati dell'acido caffeico, invece, hanno dimostrato di possedere proprietà antiossidanti. Più nel dettaglio, è stata condotta una ricerca che ha evidenziato come l'echinacoside e l'acido cicorico possano essere utili nel prevenire la degradazione del collagene di tipo III dai danni provocati dai radicali liberi.
Nonostante i risultati positivi ottenuti, quest'ultime applicazioni mediche dell'echinacea non sono ancora state approvate, poiché ulteriori studi clinici sono necessari.
Va comunque sottolineato il fatto che l'Echinacea purpurea e l'Echinacea pallida sono le uniche due specie ad aver ottenuto l'approvazione ufficiale per essere impiegate in campo medico. Più nel dettaglio, l'uso della radice di E. pallida è stato approvato per il trattamento del raffreddore; mentre l'utilizzo dell'intera E. purpurea (ad esclusione delle radici) è stato approvato per il trattamento del raffreddore, della tosse, della bronchite, delle infiammazioni del cavo orofaringeo, delle infezioni del tratto urinario e per favorire la guarigione delle ferite. Tuttavia, in campo erboristico viene utilizzata anche l'Echinacea angustifolia.

Echinacea contro il raffreddore e le affezioni delle vie respiratorie

Grazie all'azione antivirale, antibatterica, immunostimolante e antimicrobica svolta dalle alchilamidi, dai polisaccaridi, dalle glicoproteine e dai derivati dell'acido caffeico presenti all'interno dell'echinacea, l'utilizzo di questa pianta può costituire un grande aiuto per il trattamento del raffreddore e dei suoi sintomi, della febbre e delle affezioni delle vie respiratorie, come tosse e bronchiti.
Per trattare i sopra citati disturbi, l'echinacea può essere assunta in diverse forme e preparazioni.
Ad esempio, per trattare il raffreddore, se si utilizza l'estratto liquido di E. pallida 1:5 (utilizzando come solvente di estrazione l'etanolo al 50% v/v), generalmente si consiglia di assumere 25 gocce di prodotto cinque volte al dì.
Ad ogni modo, per indicazioni più approfondite inerenti al trattamento dei suddetti disturbi, si rimanda all'articolo dedicato "Curarsi con l'Echinacea".

Echinacea contro le infezioni del tratto urinario

L'Echinacea purpurea può essere utilizzata anche in caso di lievi infezioni delle vie urinarie, grazie all'azione antibatterica, antinfiammatoria e immunostimolante esercitata dalle sostanze attive in essa contenute.
A titolo indicativo, se si utilizza un succo fresco ottenuto per spremitura dalle foglie di Echinacea purpurea, la dose solitamente consigliata è di circa 6-8 ml di prodotto, da somministrarsi in dosi frazionate nell'arco della giornata.

Echinacea per favorire la guarigione delle ferite

Grazie alle sue proprietà antibatteriche, antivirali, antinfiammatorie ed antiossidanti l'E. purpurea può anche essere applicata localmente per favorire la guarigione di quelle ferite che stentano a risolversi da sé.
Quando si utilizza il succo fresco ottenuto per spremitura dalle foglie di E. purpurea, si consiglia di applicare circa 10-20 grammi di prodotto direttamente sulla ferita in questione.
Ad ogni modo, anche in questo caso, per ulteriori indicazioni si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Curarsi con l'Echinacea"


N.B.: quando l'echinacea viene utilizzata a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (polisaccaridi ed echinacoside), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di echinacea, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente echinacea, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Echinacea nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare dei Nativi Americani, l'echinacea veniva impiegata esternamente per trattare le scottature, le punture di insetti e perfino i morsi di serpente.
Internamente, invece, i Nativi Americani utilizzavano la pianta per contrastare il dolore e, in particolar modo, per trattare il mal di stomaco e il mal di testa, oltre che come rimedio contro la gonorrea e il morbillo.
In ambito omeopatico, invece, l'echinacea possiede indicazioni per il trattamento di disturbi, quali tonsilliti, cellulite, foruncoli e punture d'insetto; inoltre, trova impiego anche come rimedio per rafforzare le difese immunitarie.


N.B.: le applicazioni dell'echinacea per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

In seguito all'assunzione di echinacea possono insorgere possibili reazioni allergiche.

Controindicazioni

Non assumere echinacea in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, o di eritema nodoso.
Inoltre, a causa della sua attività stimolante sul sistema immunitario, l'utilizzo di questa pianta non dovrebbe essere effettuato in pazienti con un sistema immunitario iperattivo, ossia nei pazienti affetti da patologie autoimmuni (come, ad esempio, HIV, leucemie, sclerosi multipla, ecc.).
Infine, a scopo precauzionale, si sconsiglia l'utilizzo dell'echinacea in gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

L'echinacea è in grado di inibire alcuni citocromi e potrebbe interferire con l'attività di farmaci, quali:

Avvertenze

Gli effetti immunostimolanti attribuiti all'echinacea possono essere sfruttati mediante l'impiego di estratti secchi titolati in polisaccaridi, mentre gli estratti idroalcolici come le tinture, più ricchi in polifenoli, presentano soprattutto attività antinfiammatoria.
Gli alcaloidi pirrolizidinici presenti nell'echinacea contengono il nucleo pirrolizidinico saturo, privo di tossicità, a differenza di quelli a nucleo insaturo, che sono risultati epatotossici.



Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016