Crespino in Erboristeria: proprietà del Crespino

crespino

Nome Scientifico

Berberis vulgaris

Famiglia

Berberidaceae

Origine

Europa

Sinonimi

Crespino

Parti Utilizzate

Della pianta si utilizzano, come fonte di principi attivi, i frutti, la corteccia e le radici.

Costituenti chimici

Crespino in Erboristeria: proprietà del Crespino

Il crespino, utilizzato in passato come amaro-tonico, depurativo del sangue e disinfettante urinario, può risultare nefrotossico e provocare effetti collaterali a carico dell'apparato cardiorespiratorio (proprietà vasodilatatrici e rallentatrici dell'attività cardiaca); pertanto, il suo uso come fitoterapico è da abbandonare.
L'uso cosmetico del crespino è specificatamente vietato.

Attività biologica

I frutti del crespino vengono impiegati come ricca fonte naturale di vitamina C. Questa vitamina è molto importante per l'organismo, dal momento che è in grado di stimolare l'attività del sistema immunitario e favorisce l'assorbimento del ferro.
Inoltre, i frutti del crespino - grazie all'acido clorogenico in essi contenuto - sono anche in grado di esercitare una blanda azione diuretica.
Gli estratti di corteccia di radice di crespino, invece, in seguito a studi condotti su animali, hanno mostrato di possedere attività ipotensiva e di esercitare un'azione inotropa sia positiva che negativa, a seconda della quantità di estratto che viene somministrata.
Altri studi ancora hanno, invece, dimostrato che i suddetti estratti sono in grado di aumentare il flusso e l'escrezione della bile (effetto colagogo).
Infine, alla corteccia delle radici di crespino sono anche ascritte proprietà febbrifughe (confermate da studi condotti su animali), antibiotiche e stimolanti la peristalsi intestinale.
Tuttavia, nonostante i risultati incoraggianti ottenuti da questi studi preliminari, l'utilizzo del crespino non ha ottenuto l'approvazione ufficiale per alcun tipo d'indicazione terapeutica.

Crespino nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, i frutti del crespino vengono impiegati come rimedio preventivo in individui con predisposizione allo sviluppo d'infezioni e come rimedio per il trattamento di disturbi digestivi, perdita dell'appetito, crampi allo stomaco, costipazione, disturbi epatici, affezioni polmonari, malattie da raffreddamento e disturbi delle vie urinarie.
La corteccia di crespino, invece, viene sfruttata dalla medicina tradizionale per il trattamento di disfunzioni epatobiliari, ittero, splenopatia, gotta, diarrea, problemi digestivi, affezioni dei reni e del tratto urinario, emorroidi, lombalgie, artriti, dolori reumatici e, addirittura, per il trattamento di patologie come la tubercolosi, la malaria e la leishmaniosi.
Il crespino viene sfruttato anche dalla medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di granuli, gocce orali, soluzione per uso interno e tintura madre.
In quest'ambito la pianta viene utilizzata in caso di problemi epatici, gotta, dolori articolari, reumatismi, dermatosi e calcolosi urinaria.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole utilizzare.


N.B.: le applicazioni del crespino per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

Come accennato, il crespino può esercitare un'azione nefrotossica e può causare effetti collaterali a livello cardiorespiratorio.
I sintomi dell'intossicazione da crespino consistono in: epistassi, stordimento, nausea, diarrea e nefrite.

Controindicazioni

Evitare l'utilizzo di crespino in caso di insufficienza cardiorespiratoria e di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

Interazioni Farmacologiche


Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016