Cimicifuga in Erboristeria: proprietà della Cimicifuga

cimicifuga

Nome Scientifico

Cimicifuga racemosa L. Nuttall, sin. Actaea racemosa L.

Famiglia

Ranunculaceae

Origine

America del Nord

Parti Utilizzate

Droga data da rizomi e radici di cimicifuga.

Costituenti chimici

Cimicifuga in Erboristeria: proprietà della Cimicifuga

Gli estratti di cimicifuga sono utilizzati principalmente per la cura dei disturbi del climaterio, in particolare le vampate di calore.
Si veda a tal proposito l'articolo "Menopausa, un approccio naturale".

Attività biologica

La cimicifuga e i glicosidi triterpenici (in particolare cimifugoside e acteina) in essa contenuti sono dotati di attività estrogenica. Per tale ragione, l'uso di questa pianta risulta utile in caso di disturbi menopausali e in caso di disturbi mestruali.
Più nel dettaglio, questi glicosidi triterpenici sono in grado di sopprimere la secrezione di ormone luteinizzante (o LH), i cui livelli risultano particolarmente elevati durante lo stato menopausale.
Inoltre, sembra che la cimicifuga sia anche capace di esercitare un'azione rilassante nei confronti della muscolatura liscia uterina.
Infine, da alcuni studi condotti su animali, è emerso che la cimicifuga possiede anche interessanti prorpietà analgesiche, antinfiammatorie, antidepressive e lievemente ipotensive.

Cimicifuga contro i disturbi mestruali

Grazie all'attività estrogenica conferitale dai glicosidi triterpenici in essa contenuti, la cimicifuga può costituire un valido rimedio in caso di disturbi mestruali e dismenorrea.
Per il trattamento dei sopra citati disturbi, la pianta dev'essere assunta internamente. In genere, si consiglia l'assunzione di una quantità di estratto idroalcolico di cimicifuga corrispondente a circa 40 mg di droga.

Cimicifuga contro i disturbi della menopausa

Come accennato, grazie all'azione estrogenica di cui è dotata, e alla capacità di sopprimere la secrezione di ormone luteinizzante, la cimicifuga risulta un rimedio particolarmente utile nel trattamento dei disturbi menopausali e dei sintomi ad essi associati, quali vampate di calore, diaforesi, disturbi dell'umore, difficoltà di concentrazione e stati di agitazione.
Generalmente, se si utilizzano i rizomi polverizzati della pianta; si consiglia l'assunzione di circa 40-200 mg di prodotto al dì.
Se, invece, si utilizza la tintura (rapporto droga/solvente 1:10, utilizzando alcool al 60% come solvente di estrazione), allora si consiglia l'assunzione di 0,4-2 ml di prodotto al giorno.
Ad ogni modo, per maggiori informazioni circa gli impieghi della cimicifuga nel trattamento dei sintomi menopausali, si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Curarsi con la Cimicifuga".


N.B.: quando la cimicifuga viene utilizzata per fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (glicosidi triterpenici), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di cimicifuga, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di glicosidi triterpenici contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente cimicifuga, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Cimicifuga nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, la cimicifuga trova impiego per il trattamento di diversi tipi di disturbi, quali reumatismi, bronchiti, mal di gola, febbre e lombalgie. Inoltre, la medicina tradizionale sfrutta questa pianta come rimedio contro i morsi di serpente, come rimedio sedativo e come rimedio antidepressivo in associazione all'iperico.
La cimicifuga viene utilizzata anche in ambito omeopatico, dove la si può trovare sotto forma di granuli, tintura madre e gocce.
La medicina omeopatica sfrutta questa pianta in caso di disturbi mestruali, flusso mestruale eccessivamente abbondante e/o irregolare, sindrome premestruale, torcicollo, nevralgie, tendiniti, dolore al collo, dolore alla schiena, mal di testa, insonnia, depressione e claustrofobia.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può variare molto fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si deve trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che s'intende impiegare.


N.B.: le applicazioni della cimicifuga per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.




Effetti collaterali

Possono comparire emicrania, nausea, diarrea, vertigini (ad alte dosi).

Controindicazioni

L'utilizzo della cimicifuga è controindicato in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti con tumori estrogeno-dipendenti (attuali o pregressi), in gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

La cimicifuga può:

  • Interferire con le terapie ormonali;
  • Aumentare gli effetti del tamoxifene (un agente antitumorale);
  • Diminuire l'attività immunosoppressiva di azatioprina e ciclosporina;
  • Potenziare gli effetti di farmaci antipertensivi.

Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016