Cascara in Erboristeria: proprietà della Cascara

Cascara

Nome Scientifico

Rhamnus purshianus

Famiglia

Rhamnaceae

Origine

Nord America

Sinonimi

Cascara sagrada

Parti Utilizzate

Droga costituita dalla corteccia della pianta.

Costituenti chimici

  • Derivati idrossiantracenici e loro glucosidi (antrachinoni), principalmente cascaroside A, aloine A e B, aloemodine.

Cascara in Erboristeria: proprietà della Cascara

La cascara è utilizzata sola, o in associazione, per le note proprietà lassative, che però dovrebbero essere sfruttate soltanto saltuariamente per risolvere casi acuti di stitichezza, per la preparazione ad interventi chirurgici o ad accertamenti diagnostici (colonscopia).

La droga agisce aumentando le contrazioni intestinali (lassativo irritante). La cascara è indicata in tutte quelle affezioni in cui si rende necessaria l'evacuazione facile con feci molli, come in caso di emorroidi, ragadi anali e dopo interventi chirurgici ano-rettali.

Effetti collaterali

Tra gli effetti indesiderati che possono insorgere qualche ora dopo l'utilizzo della cascara ci sono dolori addominali e diarrea. La droga vegetale fresca, come le altre droghe ad antrachinoni, causa vomito.

Controindicazioni

La cascara non dev'essere assunta in caso di gastrite, coliti, diverticoliti, appendiciti, dolori addominali, glomerulonefriti, occlusione intestinale o più in generale in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. La cascara è controindicata anche durante la gravidanza e l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

  • cardiotonici (Digitale, Adonide, Mughetto, Scilla, Strofanto): aumento della tossicità e riduzione dell'assorbimento di farmaci orali;
  • liquirizia: l'abuso di liquirizia può aumentare l'ipopotassiemia;
  • diuretici: aumento dell' ipopotassiemia;
  • antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina): aumento della tossicità con rischio di torsione di punta (da ipopotassiemia);
  • analgesici: i cascarosidi possono aggravare la nefropatia da analgesici;
  • alofantrina: aumentato rischio di aritmia ventricolare, in particolare torsioni di punta;
  • betabloccanti: torsione di punta;
  • cortisonici: aumentato rischio di ipopotassiemia;
  • macrolidi e vincamina: aumentato rischio di aritmie ventricolari;

Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016