Cardamomo in Erboristeria: proprietà del Cardamomo

cardamomo

Nome Scientifico

Elettaria cardamomum

Famiglia

Zinziberaceae

Origine

Il cardamomo è una pianta di coltivazione orientale

Parti Utilizzate

Droga costituita dai semi, da cui si ricava l'olio essenziale

Costituenti chimici

  • Olio essenziale (limonene, alcoli, esteri ed eucaliptolo)

Cardamomo in Erboristeria: proprietà del Cardamomo

Quando vengono masticati, i semi bianchi del cardamomo rilasciano un particolare odore e sapore; per questa loro peculiarità vengono utilizzati contro l'alitosi e per la correzione del gusto di tisane.

La medicina popolare lo indica anche come ingrediente funzionale eupeptico di infusi o tinture.

Attività biologica

Il cardamomo - oltre ad essere una pianta ampiamente utilizzata in ambito culinario e profumiero - viene anche impiegato in fitoterapia per contrastare la dispepsia; utilizzo che, fra l'altro, è stato ufficialmente approvato.
Infatti, l'olio essenziale di cardamomo è dotato di proprietà colagoghe e coleretiche, ossia è in grado di stimolare la secrezione di bile e di favorirne l'escrezione dalla cistifellea. Pertanto, in tal modo è in grado di facilitare il processo digestivo.
L'olio essenziale di cardamomo, inoltre - in particolar modo, la sua componente monoterpenica - ha anche dimostrato di possedere interessanti attività antibatteriche e antimicotiche.

Cardamomo contro la dispepsia

Come affermato, l'utilizzo del cardamomo può essere efficace nel contrastare i disturbi dispeptici, grazie all'azione colagoga esercitata dall'olio essenziale presente all'interno dei semi della pianta.
A titolo indicativo, la dose solitamente raccomandata è di circa 1-1,5 grammi di droga al giorno.
Se il cardamomo è utilizzato sotto forma di tintura, invece, di solito si consiglia di assumere 1-2 grammi di prodotto al giorno.


N.B.: quando il cardamomo viene utilizzato a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di cardamomo, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente cardamomo, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Cardamomo nella medicina popolare e in omeopatia

Il cardamomo viene utilizzato spesso nella medicina popolare come rimedio contro alcuni tipi di disturbi gastrointestinali, quali la diarrea, il vomito, la perdita di appetito e la sindrome di Roemheld (una particolare sindrome caratterizzata da disturbi gastrointestinali - fra cui ritroviamo la flatulenza - associati a disturbi cardiaci).
Utilizzi analoghi del cardamomo vengono effettuati anche nella medicina cinese, nella quale questa pianta è impiegata per trattare nausea, vomito, mal di stomaco e flatulenza. A differenza, invece, della medicina indiana, dove il cardamomo viene utilizzato per contrastare alcuni disturbi che coinvolgono il tratto urinario.
Il cardamomo è anche sfruttato in ambito omeopatico e lo si può trovare sotto forma di tintura madre o globuli. In quest'ambito, viene utilizzato per il trattamento di coliche, vomito, diarrea  e flatulenza.
La posologia di prodotto può variare in funzione del tipo di preparazione e del tipo di diluizione omeopatica che s'intende utilizzare.


N.B.: le applicazioni del cardamomo per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

Interazioni Farmacologiche

  • Se il cardamomo si utilizza per periodi prolungati, in relazione al contenuto di eucaliptolo, potrebbe comportarsi come induttore enzimatico.

Ultima modifica dell'articolo: 22/06/2016