Canfora in Erboristeria: proprietà della Canfora

Canfora

Nome Scientifico

Cinnamomum camphora

Famiglia

Lauraceae

Origine

Albero originario dell'Asia ma coltivato anche in Italia.

Parti Utilizzate

A scopo fitoterapico si utilizza la resina estratta dalla corteccia e dai rami dell'albero.

Costituenti chimici

Canfora in Erboristeria: proprietà della Canfora

Le proprietà farmacologiche attribuite alla canfora ne giustificano l'impiego come fluidificante delle secrezioni bronchiali, spasmolitico bronchiale, iperemizzante ed antireumatico.

La canfora è disponibile in creme, unguenti, stick, soluzioni idroalcoliche e soluzioni oleose.

Attività biologica

La canfora ottenuta dal canforo (o albero della canfora, che dir si voglia) possiede diverse attività terapeutiche.
Applicata localmente, infatti, la canfora è in grado di esercitare un'azione broncosecretolitica, rubefacente, iperemizzante, revulsiva e blandamente analgesica.
Quando impiegata internamente, invece, la canfora è in grado di agire a livello cardiaco inducendo una vasodilatazione coronarica. Inoltre, la canfora provoca una vasodilatazione anche a livello polmonare, oltre ad esercitare un'azione spasmolitica bronchiale, lievemente espettorante e carminativa. Tuttavia, nonostante in passato la canfora venisse ampiamente utilizzata per via interna come rimedio per stimolare il sistema cardiocircolatorio e il sistema polmonare, attualmente si preferisce impiegare farmaci più efficaci e meno tossici.
Infine, la canfora è dotata anche di proprietà antisettiche e parassiticide. Non a caso, questo composto rientra nella composizione di diversi prodotti utilizzati per difendere gli indumenti in lana dalle tarme.

Canfora contro dolori e reumatismi

Grazie all'attività revulsiva, iperemizzante, rubefacente e analgesica che la canfora è in grado di esercitare, il suo è stato ufficialmente approvato per il trattamento di dolori muscolari, articolari e dolori reumatici.
Per trattare questi disturbi, la canfora viene utilizzata all'interno di preparazioni per uso esterno.
Le preparazioni per uso topico a base di canfora possono avere una concentrazione massima del 25% se impiegate in pazienti adulti (anche se, solitamente, si preferisce l'utilizzo di concentrazioni del 10%) e una concentrazione massima del 5% se impiegate nei bambini.
Generalmente, si consiglia di utilizzare il prodotto più volte nell'arco della giornata e di applicarlo direttamente sulla zona interessata.


N.B.: quando l'albero della canfora viene utilizzato per fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (canfora), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di canfora, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della percentuale di canfora contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente canfora, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Canfora nella medicina popolare e in omeopatia

Nella medicina popolare, la canfora viene utilizzata esternamente per il trattamento dei reumatismi.
Internamente, invece, la canfora è impiegata per il trattamento dell'ipotensione e dei disturbi digestivi. Inoltre, la medicina tradizionale sfrutta la canfora come rimedio - sia interno che esterno - per contrastare le infiammazioni del tratto respiratorio.
Nella medicina indiana, invece, la canfora trova impiego nel trattamento di disturbi quali asma, dolori muscolari e insufficienza cardiaca.
La canfora viene utilizzata anche nella medicina omeopatica, dove la si può trovare sotto forma di granuli e gocce orali. In quest'ambito, la canfora viene impiegata in caso di malattie da raffreddamento, asma, svenimenti dovuti ad abbassamenti della pressione arteriosa, palpitazioni e collasso.
La dose di rimedio omeopatico da assumere può variare fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si deve trattare e della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.


N.B.: le applicazioni della canfora per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

In seguito all'applicazione di preparazioni per uso esterno a base di canfora, possono manifestarsi irritazioni cutanee e dermatiti da contatto.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di canfora in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
Inoltre, l'utilizzo della canfora è controindicato anche nei neonati, nelle donne in gravidanza e durante l'allattamento.

Interazioni Farmacologiche

L'impiego prolungato di canfora, anche per via cutanea, può dar luogo ad assorbimento sistemico e ad interazioni, a livello del SNC, con psicofarmaci.

Avvertenze

La canfora dev'essere usata a concentrazioni massime del 10%, su superfici corporee limitate e per trattamenti non prolungati nel tempo (vedi interazioni farmacologiche). Inoltre, nei bambini di età inferiore ai due anni si associa ad un possibile rischio di laringospasmo e convulsioni.



Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016