Boldo in Erboristeria: proprietà del Boldo

boldo

Nome Scientifico

Peumus boldus

Famiglia

Monimiaceae

Origine

Spontaneo esclusivamente in Cile, il boldo viene coltivato nelle zone temperate e calde.

Parti Utilizzate

Droga data dalle foglie essiccate.

Costituenti chimici

Boldo in Erboristeria: proprietà del Boldo

Il boldo ha proprietà epatoprotettrici, diuretiche, stomachiche, coleretiche (flavonoidi ed alcaloidi) e colagoghe.
Del boldo si utilizzano estratti titolati e standardizzati in principi attivi (raccomandata l'assunzione di estratto pari ad 1 mg di boldina per dose), ottenuti dalle foglie.
Il boldo è presente in Farmacopea Ufficiale e in numerose specialità medicinali.

Attività biologiche

Come accennato, il boldo è dotato di diverse proprietà, fra cui spiccano quelle antispasmodiche esercitate a livello del tratto gastrointestinale, quelle colagoghe e coleretiche e quelle stomachiche.

Queste attività sono state confermate da diversi studi clinici condotti in merito e sono imputabili agli alcaloidi contenuti nella pianta, in particolar modo alla boldina.
Per queste ragioni, il boldo ha ottenuto l'approvazione ufficiale per il trattamento dei disturbi digestivi.

Boldo contro i disturbi dispeptici

Grazie alla capacità degli alcaloidi contenuti nel boldo di aumentare la secrezione di succhi gastrici e di favorire la produzione di bile, questa pianta costituisce un valido rimedio nel trattamento dei disturbi dispeptici e dei sintomi ad essi associati (come sensazione di pienezza, flatulenza, ecc.).
Per trattare i sopra citati disturbi, il boldo può essere assunto sotto forma di estratti titolati e standardizzati in boldina.
Generalmente, si consiglia l'assunzione di una quantità di prodotto pari ad 1 mg di boldina, dalle due alle tre volte al dì. In alternativa, il boldo può essere assunto sotto forma di infuso.
Ad ogni modo, per maggiori informazioni riguardo gli impieghi del boldo nel trattamento dei disturbi digestivi, si consiglia la lettura degli articoli dedicati "Curarsi con il Boldo" e "Boldo nelle Tisane".


N.B.: quando il boldo viene impiegato per fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (boldina), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di boldo, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di boldina contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente boldo, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Boldo nella medicina popolare e in omeopatia

Le proprietà digestive del boldo sono note anche alla medicina popolare, che utilizza questa pianta proprio per contrastare i disturbi dispeptici, ma non solo. Infatti, la medicina tradizionale sfrutta il boldo anche come rimedio diuretico, epatoprotettivo, colagogo e antielmintico.
Il boldo viene utilizzato anche dalla medicina omeopatica, dove lo si può trovare sotto forma di granuli o tintura madre. In quest'ambito la pianta viene impiegata in caso di disturbi digestivi, nausea e vomito.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può essere diversa fra un individuo e l'altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.


N.B.: le applicazioni del boldo per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Il boldo è una droga sicura; occorre tuttavia porre attenzione in pazienti affetti da colestasi o calcolosi delle vie biliari (colecisti o coledoco), neuropatie ed epilessia (Olio essenziale) od ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Inoltre non è raccomandato un uso prolungato.

Interazioni Farmacologiche


Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016