Arnica in Erboristeria: proprietà dell'Arnica

Arnica

Nome Scientifico

Arnica montana L

Famiglia

Asteraceae (Compositae)

Origine

Europa

Parti Utilizzate

In fitoterapia si utilizza il fiore.

Costituenti chimici

Arnica in Erboristeria: proprietà dell'Arnica

L'arnica vanta proprietà principalmente antiflogistiche, esclusivamente per uso topico (applicata direttamente sulla pelle della parte malata).

Viene quindi usata in traumatologia in caso di edemi post-traumatici (fratture, distorsioni, ecchimosi, contusioni, compressioni, ematomi, strappi muscolari, edemi da frattura), artralgie e disturbi articolari a carattere reumatico, versamenti articolari e flebiti non ulcerative.
L'arnica trova largo impiego nella formulazione di prodotti per il massaggio sportivo e di cerotti ad azione antireumatica.

Attività biologica

L'arnica è una pianta a cui sono attribuite proprietà antiflogistiche, antiedematose, antitraumatiche, antireumatiche, analgesiche, antinevralgiche, revulsive, antisettiche e immunostimolanti.
Le proprietà antinfiammatorie sono ascrivibili all'elenalina contenuta all'interno della stessa arnica. L'elenalina, infatti, è in grado d'inibire il rilascio del fattore di trascrizione NF-kB, uno dei principali fattori coinvolti nei meccanismi immunitari e nei processi infiammatori che avvengono nell'organismo.
Inoltre, sembra che l'elenalina sia in grado di ridurre la chemiotassi e la mobilità dei granulociti. Questo lattone sesquiterpenico promuove anche la stabilizzazione delle membrane lisosomiali, contribuendo così a ridurre l'area interessata dall'infiammazione.
L'azione analgesica, così come quella antisettica, invece è riconducibile - oltre che all'elenalina - alla diidroelenalina e ai suoi esteri. Queste molecole hanno dimostrato di essere dotate di attività sia battericida che fungicida.
Le proprietà immunostimolanti, invece, sono attribuibili ai polisaccaridi contenuti nel fiore della pianta. Sembra, infatti, che queste molecole siano in grado di modificare la risposta immunitaria andando ad agire sul sistema del complemento e favorendo l'aumento dell'attività fagocitaria.

Arnica contro traumi, ematomi e infiammazioni

Come accennato, l'arnica può essere utilizzata nel trattamento d'infiammazioni, ematomi e traumi. Questo è possibile grazie alle proprietà antinfiammatorie, antiedematose, analgesiche, e antitraumatiche che le sono conferite soprattutto dai lattoni sesquiterpenici in essa contenuti, anche se pare che all'azione benefica svolta dall'arnica contribuiscano pure l'olio essenziale e i flavonoidi in essa contenuti.
Quando l'arnica è impiegata come rimedio antinfiammatorio contro traumi, ematomi e contusioni, di solito, si utilizza la tintura diluita 1:5 in acqua o in alcool, da applicarsi come impacco direttamente nella zona interessata. Va, però, ricordato che l'impacco deve essere applicato solo sulla cute integra, avendo cura di evitare il contatto della preparazione con occhi, bocca e genitali.


N.B.: quando l'arnica viene utilizzata a fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di arnica, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente arnica, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Arnica nella medicina popolare e in omeopatia

L'arnica è da sempre conosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie e per questo nella medicina popolare è utilizzata esternamente nel trattamento degli ematomi, delle contusioni, degli edemi da traumi e nel trattamento di disturbi muscolari, articolari e reumatici, ma non solo. L'arnica, infatti, viene sfruttata dalla medicina popolare anche come rimedio contro le infiammazioni di bocca e gola, contro le punture di insetti, contro le foruncolosi e contro le flebiti.
In campo omeopatico, l'arnica viene utilizzata come rimedio contro i disturbi infiammatori di origine muscolare, tendinea o scheletrica e per il trattamento di contusioni, distorsioni, traumi, stiramenti, strappi, ecchimosi ed ematomi. Inoltre, nell'omeopatia l'arnica è impiegata per favorire la guarigione delle ferite e per contrastare la fragilità capillare.


N.B.: le applicazioni dell'arnica per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.




Interazioni Farmacologiche

L'arnica potrebbe interferire con:

  • Oli essenziali;
  • Aglio;
  • Anticoagulanti cumarinici (a causa delle idrossicumarine contenute nella pianta stessa).

Avvertenze

L'arnica prevede un utilizzo esclusivamente topico ed in assenza di lesioni cutanee, a causa della tossicità indotta dal lattone sesquiterpenico.

Controindicazioni

Evitare l'uso topico di arnica in caso di allergia riconosciuta al genere delle Compositae ed in presenza di piaghe aperte o lesioni cutanee.
L'utilizzo di preparazioni a base di arnica dovrebbe essere evitato anche in gravidanza.

Effetti collaterali

L'arnica somministrata per via topica - soprattutto se impiegata per lunghi periodi o in dosi elevate - può provocare lesioni di tipo irritativo o caustico nella sede di applicazione.
La pianta, inoltre, può causare reazioni allergiche che si manifestano sotto forma di eruzioni cutanee pruriginose, ulcere o vesciche.
L'assunzione di arnica per via interna, invece, può provocare gastriti, nausea, vomito, enterocoliti, diarrea, emorragie, vertigini, cefalea, palpitazioni e ipotensione arteriosa. Il suo uso interno, pertanto, è altamente sconsigliato.



Ultima modifica dell'articolo: 01/10/2016