Arancio Amaro in Erboristeria: proprietà delll'Arancio Amaro

Arancio amaro

Nome Scientifico

Citrus aurantium L. var. amara, Citrus aurantium L. var. dulcis L.

Famiglia

Rutaceae

Origine

Estremo Oriente.

Sinonimi

Arancio amaro

Parti Utilizzate

In terapia si utilizzano la scorza del frutto maturo (corteccia), la scorza del frutto immaturo (corteccia), i fiori e le foglie.

Costituenti chimici

Arancio Amaro in Erboristeria: proprietà delll'Arancio Amaro

La scorza del frutto maturo di arancio amaro viene utilizzata in infusione come aromatizzante ed amaro-tonico, ed è presente anche in numerose tisane della Farmacopea Ufficiale.
L'olio essenziale presenta proprietà antinfiammatorie e disinfettanti; in fitocosmesi, si utilizza per le proprietà decongestionanti, antisettiche, dermopurificanti, addolcenti e ammorbidenti.
L'arancio è usato come fonte di limonene (detergente, anticancerogeno) e di esperidina (flavonoide capillaro-protettore).
La scorza del frutto immaturo è utilizzata come stimolante e anoressizzante.

Attività biologica

L'arancio amaro è dotato di proprietà amaro-toniche, digestive, stomachiche (incremento delle secrezioni gastriche) e antispasmodiche sul tratto gastrointestinale.
Più nel dettaglio, tali proprietà sono ascritte alla scorza dei frutti di arancio amaro e all'olio essenziale in essa contenuto. Inoltre, al suddetto olio sono attribuite anche attività antimicrobiche e sedative.
Alla sinefrina contenuta nell'arancio amaro, invece, sono ascrivibili le azioni anoressizzanti attribuite alla pianta. Infatti, non è raro che l'arancio amaro rientri nella composizione d'integratori alimentari impiegati come rimedi coadiuvanti durante il processo di dimagrimento.
Ancora, alle foglie dell'arancio amaro sono attribuite proprietà sedative, diaforetiche, febbrifughe e carminative e vengono largamente impiegate all'interno di tisane.
Infine, dai fiori dell'arancio amaro si ricava l'essenza di neroli, la quale è ampiamente sfruttata dall'industria profumiera.

Arancio amaro contro l'inappetenza e i disturbi dispeptici

Grazie alle spiccate proprietà stomachiche, eupeptiche e antispasmodiche di cui l'arancio amaro è dotato, il suo utilizzo è stato ufficialmente approvato per il trattamento dei disturbi dispeptici e dei sintomi ad essi associati (come flatulenza, sensazione di pienezza, ecc.).
Inoltre, grazie alle attività amaro-toniche che è in grado di esercitare, l'arancio amaro risulta efficace anche nel contrastare la perdita di appetito.
Generalmente, per il trattamento dei sopra citati disturbi, si consiglia l'assunzione di 1-2 grammi di estratto di arancio amaro al dì.
Se l'arancio amaro viene utilizzato sotto forma di tintura madre ottenuta dalle scorze dei frutti (rapporto droga/solvente 1:5), allora si consiglia l'assunzione di circa 2-3 grammi di prodotto al giorno.
In alternativa, l'arancio amaro può essere assunto anche sotto forma d'infuso. Per maggiori informazioni in merito, si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Arancio amaro (scorza del frutto) nelle tisane".


N.B.: quando l'arancio amaro viene utilizzato per scopi terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi, poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di arancio amaro, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente arancio amaro, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Arancio amaro nella medicina popolare e in omeopatia

Le proprietà digestive dell'arancio amaro sono note già da molto tempo alla medicina popolare, che utilizza la scorza dei suoi frutti proprio per stimolare l'appetito e per contrastare i disturbi digestivi.
Inoltre, la medicina popolare utilizza i fiori di arancio amaro e l'essenza da essi estratta per il trattamento di bronchiti croniche, mal di gola, disturbi gastrici e gotta; oltre a impiegarli come rimedio sedativo in caso d'insonnia e di tensione nervosa.
La medicina tradizionale cinese, invece, impiega i fiori di arancio amaro nel trattamento di dolori epigastrici, vomito e anoressia; mentre utilizza la scorza dei suoi frutti come rimedio per contrastare il raffreddore, la tosse e perfino il prolasso rettale e il prolasso uterino.
L'arancio amaro trova impieghi anche in ambito omeopatico, dove lo si può trovare sotto forma di granuli e tintura madre.
Generalmente, la medicina omeopatica sfrutta questa pianta in caso di problemi digestivi, mal di testa, dolore epigastrico, costipazione e dissenteria; oltre a impiegarla come rimedio per favorire la perdita di peso e per contrastare la pressione sanguigna eccessivamente alta.
La quantità di rimedio omeopatico da assumersi può variare da paziente a paziente, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e a seconda della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che s'intende impiegare.


N.B.: le applicazioni dell'arancio amaro per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Interazioni Farmacologiche

Arancio Amaro - Avvertenze

Prudenza nell'assunzione di estratti di arancio amaro contenenti sinefrina (dosaggio massimo giornaliero consentito 30 mg) da parte di soggetti a rischio cardiovascolare (obesi, diabetici, cardiopatici e ipertesi, ipertiroidei), ma anche da persone con disturbi neurodistonici e pazienti psichiatrici, oltre evidentemente ai bambini ed alle donne in stato di gravidanza.



Ultima modifica dell'articolo: 16/09/2016