Agnocasto in Erboristeria: proprietà dell'Agnocasto

Agnocasto

Nome Scientifico

Vitex agnus castus L.

Famiglia

Verbenaceae

Origine

Europa.

Parti Utilizzate

In fitoterapia si utilizzano i frutti dell'agnocasto.

Costituenti chimici

Agnocasto in Erboristeria: proprietà dell'Agnocasto

L'agnocasto è indicato nel trattamento di diversi disturbi della sfera femminile, quali sindrome premestruale, iperprolattinemia e turbe funzionali del ciclo mestruale. Inoltre, la pianta trova diversi impieghi anche in caso di amenorrea, menorragia, metrorragia, dismenorrea, insufficienza lattea, disturbi della menopausa, ansia, eretismo sessuale (per le sue proprietà anafrodisiache).
Infine, i preparati a base di agnocasto trovano anche indicazione per normalizzare l'ovulazione e le mestruazioni dopo le interruzioni causate dall'uso di pillole anticoncezionali.

Attività biologica

L'agnocasto è una pianta che viene largamente impiegata nel trattamento della sindrome premestruale, della mastalgia e dell'iperprolattinemia.
Alcuni studi hanno, infatti, dimostrato che i preparati a base di agnocasto sono in grado di aumentare la produzione di ormoni progestinici, anche se l'esatta modalità con cui ciò avviene non è stata ancora del tutto chiarita. Tuttavia, da alcune ricerche condotte pare che il meccanismo  con cui la droga esercita il suo effetto implichi un'azione sul lobo anteriore dell'ipofisi, con conseguente riduzione della sintesi di prolattina e FSH, con stimolazione di LH.
Alcuni autori, inoltre, ipotizzano che le preparazioni a base di agnocasto possano anche essere utili nel contrastare l'infertilità femminile. Tuttavia, non vi sono sufficienti prove scientifiche circa la reale efficacia della pianta in quest'ambito. Pertanto, è necessario svolgere ulteriori e più approfonditi studi clinici.

Agnocasto contro l'irregolarità del ciclo mestruale e contro la sindrome premestruale

Come accennato, grazie all'azione svolta dall'agnocasto a livello ipofisario, l'utilizzo di questa pianta è stato ufficialmente approvato per il trattamento della sindrome premestruale, delle irregolarità del ciclo mestruale e della mastodinia ad esso associata.
Per il trattamento dei sopra citati disturbi, l'agnocasto dev'essere impiegato internamente.
Generalmente, si consiglia l'assunzione di circa 30-50 mg di droga al giorno.
Ad ogni modo, per informazioni più dettagliate circa gli impieghi dell'agnocasto nel trattamento dei disturbi mestruali, si consiglia la lettura dell'articolo dedicato "Curarsi con l'Agnocasto".


N.B.: quando l'agnocasto viene utilizzato per fini terapeutici, è essenziale utilizzare preparazioni definite e standardizzate in principi attivi (agnoside o aucubina), poiché solo così si può conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si stanno assumendo.
Quando si utilizzano preparazioni a base di agnocasto, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta. Tale quantità, solitamente, è riportata direttamente dall'azienda produttrice sulla confezione o sul foglietto illustrativo dello stesso prodotto, pertanto, è molto importante seguire le indicazioni da essa fornite.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente agnocasto, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Agnocasto nella medicina popolare e in omeopatia

Le proprietà dell'agnocasto sono note anche alla medicina popolare, che sfrutta questa pianta proprio per il trattamento dei disturbi mestruali, ma non solo. La medicina tradizionale, infatti, utilizza l'agnocasto anche per il trattamento della flatulenza, per sopprimere l'appetito, per favorire il sonno, per controllare la libido e perfino per aumentare la produzione di latte materno. Ancora, l'agnocasto trova impieghi nel trattamento di disturbi come l'impotenza, la spermatorrea, il gonfiore dei testicoli, le prostatiti, la sterilità e l'amenorrea.
L'agnocasto viene ampiamente utilizzato anche in medicina omeopatica, dove lo si può facilmente reperire sotto forma di granuli. In quest'ambito la pianta viene utilizzata in caso di disturbi sessuali maschili, disturbi legati alla secrezione di latte materno ed impotenza associata a stati depressivi.
La dose di rimedio omeopatico da assumersi può essere diversa da individuo a individuo, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e a seconda della diluizione omeopatica che si vuole impiegare.


N.B.: le applicazioni dell'agnocasto per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Effetti collaterali

Tutti gli eventi avversi segnalati sono stati rari, e questo fa della pianta un preparato sicuro. Sono però possibili reazioni allergiche (esantemi pruriginosi ed orticarioidi in seguito ad un uso prolungato), cefalea ed aumento delle perdite mestruali. Gli effetti collaterali dell'agnocasto, comunque, sono lievi e reversibili con la sospensione dell'assunzione.

Controindicazioni

Non utilizzare l'agnocasto in gravidanza, durante l'allattamento e in pazienti affetti da ipoestrogenismi, iperprogesteronismo e/o ipofollicololinismo.
Naturalmente, l'utilizzo dell'agnocasto è controindicato anche in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

Interazioni Farmacologiche

In relazione al meccanismo di azione della pianta e dei suoi estratti, sono possibili interferenze dell'agnocasto con estroprogestinici, agonisti e antagonisti dopaminergici e con terapie ormonali.


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Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016