Timo - pianta -

Vedi anche: timo - ghiandola -Timo ed olio essenziale di timo


Thymus vulgaris L.

Fam. Lamiaceae (Labiatae)


Fr.Thym 

Ing.Thyme
Sp. Tomillo comun

Ted.Thymian


NOMI COMUNI: Tummu, Tumetti(Lig.) Timi(Piem) Erba Salterella, Timm(Lomb) Peerel(Ven) Temu, Tem(Em) Peparello(Mar) Amorino(Umb) Tuma(Abr) Tumu(Pug) Peperna(Camp) Serapodda(Bas) Timu,Tumineddu(Sic) Tumbu, Arrigamu(Sard)

Descrizione

Il timo comune è un suffrutice alto 20-60 cm, con portamento cespuglioso e fusti ramificati che tendono a lignificare dopo 4-5 anni di vita.
 Timo

Foglie: il timo ha foglie opposte, punteggiate, brevemente picciolate, con il margine arrotondato verso il basso, quasi sessili, lanceolate, di colore grigio verde, più chiaro nella pagina inferiore per la presenza di peli. Sono presenti peli protettori abbondanti, tra cui quelli tipici ripiegati a ginocchio e peli secretori sessili di colore bruno giallastro con testa di 12 cellule
Radici: L'apparato radicale è fascicolato e di consistenza legnosa.
Fiori: I fiori sono piccoli, tubolari, di colore rosso violetto, raggruppati in spighe all'ascella delle foglie. Hanno calice vellutato, di forma tubulare e termina in due lobi, la corolla è bilabiata, con labbro superiore dritto e smarginato, l'inferiore trilobato, 4 stami didinami. La fioritura si ha da giugno a settembre.
Frutto: è un tetrachenio costituito da cocchi ovoidali
Sapore: Le foglie del timo hanno sapore amaro ed aroma intenso di canfora.

Areale

Il timo è originario della regione mediterranea occidentale. Cresce spontaneo in tutta l'area mediterranea fino a 1500 m. Preferisce terreni calcarei e ben drenati. Vegeta bene nei luoghi soleggiati e non tollera inverni umidi e freddi.
Viene coltivato in Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e Stati Uniti.

Coltura

Durata della coltura: la coltura del timo dura 3-4 anni poiché la pianta tende a lignificare. Nei climi più freddi si comporta da annuale dato che difficilmente supera i rigori invernali. In questi ambienti, nel periodo autunnale, si interviene con la pacciamatura come metodo preventivo.
Semina: l'impianto si esegue utilizzando in primavera talee o per divisione del cespo. La semina del timo, che può essere effettuata direttamente a pieno campo utilizzando 5-6 Kg/ha di semente, è pratica poco consueta per la piccola dimensione dei semi, che non consente una coltura uniforme.
È preferibile effettuare la semina in semenzaio a marzo, utilizzando 1 g di semi per m² di semenzaio; una superficie di 50-60 m² è sufficiente per produrre le piantine necessarie per un ettaro di coltura.
Il successivo trapianto si esegue in autunno, nei climi più miti, oppure all'inizio della primavera, in quelli più freddi. Si utilizzano le piantine alte 5-7 cm.
La disposizione delle piantine è a file distanziate 50-60. La densità ottimale della coltura dovrebbe essere intorno alle 10 piante per m².
Esigenze: il timo è considerata pianta poco esigente in termini di concimazioni.
Avversità: di natura crittogamica: Alternaria oleracea Milb, che danneggia i frutti, Puccinia menthae Pers, e Aecidium thymi Fuck, che attaccano le foglie.
Insetti dannosi: si ricordano alcuni minatori fogliari tra cui le larve di un lepidottero (Tortrix pronubana Hb.) e un nematode (Meloidogynehapla Chitwood) che danneggia l'apparato ipogeo.
Piante infestanti: La coltura è soggetta ad essere parassitizzata da Cuscuta epithymum (L.).
Droga: sono le sommità fiorite, e le foglie  da cui si estrae l'olio essenziale di timo. L'odore tipico è forte ed aromatico, dovuto alla presenza di timolo, il sapore è leggermente piccante. Contiene anche carvacrolo, p-cimene, borneolo e pinene. Conservazione: le sommità si essiccano all'ombra in un luogo ben aerato sopra a fogli in modo da raccogliere le parti che si staccano durante l'essiccazione.
Raccolta e resa: la raccolta del timo si esegue all'epoca della piena fioritura se il prodotto è destinato alla distillazione eseguendo una falciatura ad una altezza dal terreno di 5-10 cm, in modo da asportare il più possibile le foglie basali più ricche in olio essenziale; mentre, se il raccolto è rivolto all'utilizzo erboristico si preferisce intervenire all'inizio della fioritura in giugno-luglio, recidendo i fusti fiorali a 5-10 cm, al di sotto dei fiori. Una buona coltura può fornire una resa annua di 5-6 t/ha di prodotto fresco. La resa in secco è intorno al 35%. La resa in olio essenziale della pianta intera fresca è dello 0.5-0.8%. Il timo raggiunge il massimo della produzione al terzo anno di impianto.

Usi

Erboristico e Fitoterapico: l'infuso è rimedio contro asma, raffreddore da fieno e tutte le allergie; in piccole dosi serve anche per le fermentazioni intestinali e le affezioni catarrali dell'apparato respiratorio. Decotti e infusi sono usati per detergere piccole piaghe e ferite e per la disinfezione della cavità orale. Ha infatti attività battericida a causa dei componenti fenolici, timolo e carvacrolo che insieme costituiscono dal 25 al 40 % dell'essenza

Dietetico: il timo è una pianta aromatica di tutto rispetto, grazie alle proprietà digestive e carminative si sposa con carni, pesce, sughi, verdure, liquori e aceto e serve a preparare pizze insieme a sesamo e limone. Tisane e sciroppi di timo stimolano l'appetito e favoriscono il buon funzionamento epatico.

Cosmetico: energica azione defatigante sul viso, per la presenza di mucillagini e stimolante della circolazione superficiale. L'olio di timo può causare in preparati cosmetici anche fenomeni allergici.