Menta

Mentha piperita L.
Fam. Labiatae


MentaFr. Menthe poivree

Ing. Peppermint 

Sp. Minta pimentada

Ted. Pfefferminze


Nomi dialettali: Mentassu (Lig.), Mentasi (Piem.), Menta salvadega (Lomb.), Puniol (Ven.), Mintastar (Em.), Menta bianca (Tosc.), Mentone (Marche), Menta pedacqua (Abr.), Amenta (Camp.),  Menta servaggia (Cal.), Mintastro (Sic.), Menta de riu (Sard.).

Descrizione

La menta è una pianta erbacea, perenne, alta 50-60 cm, provvista di rizoma fibroso, ramificato, che forma numerosi stoloni; fusto quadrangolare, eretto, ramificato, sfumato di viola o verde;foglie opposte, picciolate, lanceolate e dentate; fiori roseo-violacei o bianchi, raggruppati in verticilli formanti brevi spighe(spicastri). I fiori hanno calice gamosepalo, cilindrico, campanulato, composto da cinque denti ricoperti di peli; la corolla gamopetala, più lunga del calice, ha quattro lobi simili; hanno 4 stami ineguali. Fiorisce a luglio
frutto: tetrachenio composto da quattro cocchi lisci;
aroma della pianta: pungente
sapore: piccante unito a senso di freschezza

Areale

La Menta piperita si ritiene sia originaria dell'Europa. Vive dalla zona marittima alla regione montana, nei luoghi umidi, lungo i fiumi e i ruscelli. A volte si trova come specie inselvatichita. Le maggiori aree di coltivazione sono ubicate in Ungheria, Jugoslavia, Bulgaria, Romania, Inghilterra, Marocco, Italia.

Coltura

La menta rifugge dai terreni argillosi e freddi preferendo quelli permeabili, relativamente leggeri e freschi, ricchi di sostanza organica e sub-acidi.
Pur essendo la menta una pianta perenne, la coltura ha quasi sempre durata annuale poiché, dal secondo anno in poi, le piante producono grandi quantità di stoloni che deprimono la costituzione di biomassa epigea. Essendo un ibrido sterile la menta si propaga solo per via agamica utilizzando stoloni prelevati da un  menteto di un anno; la lunghezza degli stoloni non dovrebbe essere inferiore a 15 cm; la disposizione delle piante è a file distanziate 40-50 cm, la densità ottimale oscilla intorno alle 10-15 piante per metro quadro.

La menta è coltura esigente soprattutto in azoto e potassio. E' stato più volte rilevato che l'azoto incrementa il contenuto di mentolo e di mentone nell'essenza.

Avversità: la coltura è soggetta ad avversità da parte di Funghi (Puccinia menthae,Verticillum dahliae, V. albo-atrum,V. nigrescens) che agendo sui vasi conduttori portano spesso al disseccamento dell'intera pianta Erysiphe cichoracearum  e Ramularia menthicola attaccano le foglie, mentre Rizoctonia solani provoca marciume a livello dell'apparato radicale. Insetti:come lepidotteri, le cui larve vivono a spese della parte epigea della pianta, ed alcuni coleotteri ed emitteri. Piante infestanti: Artemisia verlotorum
Droga: le foglie e le sommità fiorite, da cui si estrae un olio essenziale di menta che contiene mentolo, mentone, mentofurano e un po' di sesquiterpeni.
Raccolta e rese di prodotto
La menta si raccoglie, normalmente, due volte durante la stagione estiva, falciando le piante raso terra, preferibilmente nelle prime ore della giornata.
Il primo sfalcio si esegue, in Italia, in luglio in pre-fioritura, il secondo alla fine dell'estate. Una buona coltura di menta può produrre una biomassa di 25-30 t/ha, la cui resa in secco è di circa il 25%.

Usi

In erboristeria: la menta ha azione antisettica e rinfrescante, è anche antispasmodica e viene usata per tisane digestive, insieme con verbena e tiglio, e come blando analgesico per dolori di stomaco, nella eccitazione nervosa ed in casi di insonnia.
In cosmetica: la menta viene usata per aromatizzare dentifrici e collutori.
In dietetica: la menta è utilizzata nell'industria dolciaria, alimentare e liquoristica e per aromatizzare prodotti farmaceutici.




Ultima modifica dell'articolo: 01/10/2016