Medicina Tibetana, aspetti farmacognostici

Medicina Tibetana, aspetti farmacognostici Disclaimer

« medicina tibetana

Il sapore

Il sapore agisce da indicatore della composizione elementare. e può essere di sei tipi: acido, salino, zuccherino, alcalino, amaro e acre. La composizione elementare dei tipi principali è la seguente:

  • - zuccherino: acqua e terra
  • - acido: fuoco e terra;
  • - acre: acqua e fuoco;
  • - alcalino: acqua e aria;
  • - salino: aria e terra.

Il sapore è un elemento che viene percepito in modo diretto, ma la composizione, le proprietà e la probabile attività del farmaco sono elementi la cui conoscenza è possibile solo deduttivamente e mediante osservazione degli effetti del sapore sul corpo. Per esempio, il sapore zuccherino provoca aumento della flemma, che ha natura pesante e ottusa, dal che si deduce, per la legge dell'uniformità costitutiva, che se il sapore è pesante, anche il farmaco ha questa caratteristica. Ciò è ulteriormente evidenziato dalla legge della difformità, in quanto il rimedio determina una diminuzione della bile e dell'Aria, dissimili da Terra e Acqua.

Dopo aver individuato la composizione elementare di un medicamento mediante il suo sapore, è possibile dedurne le proprietà. Un farmaco con costituenti principali Terra ed Acqua avrà caratteristiche di pesantezza, stabilità, ottusità, liscezza, oleosità e secchezza. Di conseguenza quel farmaco avrà un'azione stabilizzante, di concentrazione e di controllo fisico e mentale; sarà quindi particolarmente efficace nei disturbi dell'elemento Aria.

Metodi farmaceutici

In Tibet crescono tantissime piante medicinali, molte delle quali non si trovano facilmente in altre parti del mondo. Nonostante il grande uso di sostanze animali e minerali, i rimedi vegetali sono il prodotto tuttora usato in maggiore quantità. La farmacognosia tibetana non è solo un'arte ma una scienza raffinata, tramandata dai tempi del Buddha Shakyamuni, da più di 2500 anni. Essa studia le piante allo stato grezzo, ma anche i loro derivati naturali e, in un ambito più vasto, comprende conoscenze di storia, distribuzione, coltivazione, raccolta, selezione, preparazione, commercio, identificazione, valutazione, conservazione e uso delle sostanze che hanno effetto sulla salute dell'uomo e degli altri animali. Spesso un farmacista tibetano, che di solito è anche medico, adopera le droghe grezze come agenti terapeutici, ma in genere i principali ingredienti attivi vengono estratti con vari mezzi ed impiegati in maniera più specifica.

Preparazione dei medicinali

La raccolta delle sostanze medicamentose avviene su vasta scala e sebbene, in un sistema tradizionale come quello tibetano, la distrazione del raccoglitore possa comunque costituire un fattore significativo di errore, coloro che si occupano di questa fase sono di solito persone abili ed esperte nell'arte di identificare, selezionare e raccogliere le piante medicinali.

Il metodo non può prescindere da una profonda conoscenza dell'origine geografica e dell'habitat delle piante, perché ogni pianta possiede un'efficacia intrinseca naturale influenzata dalla sua origine e dal suo habitat. La raccolta dovrebbe essere effettuata soltanto nelle zone in cui le piante crescono in condizioni adeguate. Le piante medicinali di tipo freddo dovrebbero crescere in luoghi non direttamente esposti al sole o ad altre fonti di calore. Le piante medicinali di tipo caldo dovrebbero essere coltivate in zone a diretta esposizione solare. Oltre a questo, l'area coltivata dovrebbe essere pulita, asciutta o sufficientemente umida, a giusta temperatura e libera da infestanti ed animali velenosi. E' particolarmente importante conoscere il momento adatto per la raccolta, giacché la natura e la quantità dei componenti variano notevolmente nelle diverse specie. Il momento più adatto si ha nel periodo in cui la parte della pianta che costituisce la droga contiene la massima quantità di principi attivi e quando il materiale può seccare in modo tale da garantire la massima qualità e l'aspetto migliore.

Alcune regole di raccolta

- Radici, gambi e rami si raccolgono in autunno, quando è terminato il processo vegetativo.

- Foglie, linfa e semi si raccolgono nei mesi della fioritura, quando la fotosintesi è più attiva.

- Fiori, frutti e semi in estate, durante l'impollinazione e al momento della maturazione.

- Radici e secrezioni in primavera, prima che inizi il processo vegetativo.

- Le piante medicinali purgative si raccolgono dopo l'autunno, quando il processo vegetativo è terminato.

- Le piante medicinali emetiche invece in primavera, appena è iniziato il processo vegetativo.

 

La raccolta viene effettuata manualmente, ma potrebbero essere convenientemente impiegati mezzi meccanici. Il farmacista tibetano è comunque dell'opinione che le droghe preparate in modo naturale subiscano meno cambiamenti nella loro struttura originaria e abbiano quindi efficacia maggiore.

L'essiccazione

La corretta essiccazione della materia vegetale è un fattore fondamentale nella preparazione del farmaco, perché permette di eliminare l'umidità, così da garantire un buon mantenimento delle qualità e prevenire l'ammuffìmento, l'azione batterica e le altre possibili alterazioni. Il metodo maggiormente usato è l'asciugatura all'aria, che può avvenire al sole o all'ombra, a seconda del materiale. Dopo una prima pulitura, le piante medicinali vengono tagliate e pestate leggermente, prima di metterle ad essiccare. Le droghe calde sono essiccate al sole, quelle fredde all'ombra. Uno dei vantaggi dell'ombra è che in tal modo si favorisce la conservazione del colore naturale. Un'asciugatura corretta ed efficace prevede il controllo della temperatura e la regolazione dell'aria. Se la temperatura e il flusso dell'aria sono adeguatamente regolati, la droga si asciuga perfettamente e raggiunge la massima qualità, sia nella costituzione che nell'aspetto. Un fattore molto importante nella preparazione è l'essiccazione delle piante subito dopo la raccolta, perché ciò favorisce la conservazione delle proprietà intrinseche della sostanza medicinale. Inoltre, la pianta non deve avere, per nessun motivo, alcun contatto con fumo, umidità o altre droghe.


Continua: medicina Tibetana e farmacognosia »



Ultima modifica dell'articolo: 19/12/2015