Liquirizia

Glycyrrhiza glabra L.
Fam. Fabaceae( Leguminose Papilionaceae)


Fran:Réglisse
Ingl :Licorice
Spag:Regaliz
Ted:Sussholz


Nomidialettali: regolizia, glicirriza, argolizia, niculizia, rebulizia, gurigulizia, glisirizza, arregalizia, ragadinzia, rigorizza, migulezzia, niclizia.

Descrizione

La liquirizia è una pianta suffrutice con fusti eretti, cilindrici, glabri, striati, ramificati, alti 100-150 cm.
Foglie glabre imparipennato-composte formate da 4-7 coppie di foglioline ellittiche.
Porzione ipogea della pianta  molto sviluppata  costituita da rizomi che, nel secondo anno di vita danno origine a nuovi germogli, e da radici sarmentose.
Liquirizia

I fiori piccoli, di colore azzurro-violaceo, riuniti in racemi ascellari peduncolati. Hanno calice ricoperto da peli ghiandolari, formato da 5 sepali saldati alla base. La fioritura della liquirizia si ha in estate (giugno-luglio).
Il frutto è un legume, lungo 2-3 cm, contenente 2-5 semi, reniformi o lenticolari,di colore bruno.
I rizomi possiedono un aroma poco accentuato, mentre il sapore è prima dolce e poi gradatamente amaro.
Nell'ambito della specie si distinguono 3 varietà :
1.G.glabra var.typica Reg. et Herd., con legumi glabri, detta anche liquirizia di Spagna, che si trova spontanea nell'area mediterranea e fornisce il prodotto di qualità migliore poiché presenta il più alto contenuto di glicirrizina; sia i rizomi sia le radici hanno la corteccia di colore bruno e le porzioni più interne di colore giallo pallido;
2. G.glabra var. glandulifera Waldst. et Kit., caratterizzata dal presentare le porzioni inferiori delle foglie e i legumi ricoperti da sottili setole viscide e dal non possedere stoloni; è detta liquirizia di Russia ed è diffusa nell'Europa orientale;
3. G.glabra var. violacea Boiss., caratterizzata da radici di grande diametro (7-8cm) e da fiori di colore viola intenso, è detta anche liquirizia turca o persiana ed è diffusa nell'area mediorientale.
Sono presenti anche altre specie come G. uralensis  Fish. o liquirizia cinese che presenta un basso contenuto di zucchero, o come la G. echinata L. o liquirizia ungherese con baccelli piccoli e provvisti di aculei.

Areale

La liquirizia è originaria dell'area mediterranea e mediorientale;le prime testimonianze della sua utilizzazione medicinale ci provengono dall'antico Egitto. La specie tipica cresce spontanea in Italia in Calabria ed in Sicilia  e in Spagna. Preferisce i terreni salsi e quelli soggetti a sommersione periodica o con falda alta, ma in ogni caso caldi e profondi. La salinità provoca però la produzione di radici e di rizomi più sottili anche se più ricchi in zucchero rispetto a quelli dei terreni non salsi.

Coltura

La liquirizia è coltivata in Spagna, Italia, Francia, Turchia, Grecia, Iran, Iraq e Siria.
L'impianto della coltura di liquirizia raramente viene eseguito partendo dal seme dato che esso difficilmente consente di ottenere impianti uniformi e rese elevate ed inoltre ritarda l'epoca di raccolta di 1-2 anni. Qualora si volesse ricorrere alla semina, il seme, posto ad una profondità non superiore ai 2 cm, deve essere disposto in file distanziate intorno ai 50 cm. La tecnica di impianto più consueta consiste nel prelevare in autunno, da una coltura di liquirizia già in atto, rizomi lunghi 10-15 cm e del diametro di 1-1,5 cm provvisti di almeno 3 nodi. Questi, subito dopo la raccolta, vengono messi a dimora orizzontalmente sul fondo di solchi profondi 20-30 cm, disposti a file distanziate 70-90 cm. Dopo l'impianto si rende spesso necessario un intervento irriguo. La pianta di liquirizia si avvantaggia della concimazione fosfatica mentre sembra risentire negativamente della ricchezza in azoto del terreno. In particolare è stato visto che l'azoto determina la produzione di rizomi e di radici povere di princìpi attivi.         
AVVERSITÀ: La liquirizia può essere danneggiata da funghi: Uromyces glycyrrhizae, una ruggine che attacca foglie e fusti; Cercospora cavarea, che attacca le foglie; Sclerotium  sp., che si sviluppa a carico dei rizomi. Danni di una certa entità possono invece essere apportat,alle radici conservate in magazzino, da alcuni insetti  coleotteri come Bostrychus capucinus, Ptinus fur, Silvanus surinamensis, Stegobium paniceum.
Per quanto riguarda la lotta alle piante infestanti essa è utile soprattutto nel primo anno di vita; successivamente la coltura copre bene il terreno ed è in grado di competere efficacemente con le piante infestanti.

RACCOLTA E RESE: nell'autunno del terzo anno, quando le foglie iniziano ad essiccare e dopo aver falciato ed asportato dal campo la parte aerea della pianta, si esegue la raccolta delle radici e dei rizomi con l'ausilio di attrezzi estirpatori a denti rigidi ravvicinati che portano in superficie le parti sotterranee della pianta. Di norma non è possibile asportare tutti i rizomi presenti nel terreno, pertanto la quota di questi che permane nel terreno è quasi sempre in grado di far persistere la coltura sullo stesso appezzamento. Dopo la raccolta i rizomi e le radici(che hanno una umidità di circa il 50%) vengono ridotti in frammenti di 20-30 cm, essiccati fino al 10% di umidità, assemblati in balle di 20-40 kg ed avviati alle successive lavorazioni. Una buona coltura di liquirizia può produrre fino a 20 t/ha di rizomi e radici umide.
La resa in seme è di circa 0,4-0,5t/ha.

Usi

In erboristeria e fitoterapia, la liquerizia è usata per l'azione benefica sull'ulcera dello stomaco, anche se si è dimostrata  ipertensiva a forti dosi; infatti  il principio attivo di maggiore interesse, la glicirizzina, che èun forte edulcorante (50 -100 volte superiore al saccarosio), favorisce la ritenzione del sodio e dell'acqua nelle cellule animali riducendo di conseguenza la necessità di acqua da parte dell'organismo. La liquirizia ha anche proprietà calmanti ed espettoranti, depurative, digestive, rinfrescanti, toniche. La liquirizia possiede proprietà espettoranti (azione secretolitica e secretomotoria); spesso viene utilizzata nelle tisane come correttivo del sapore. La liquirizia può potenziare la perdita di Sali di potassio determinata da altri farmaci, come i tiazidici; si consiglia per questo di non superare le dosi indicate e non oltrepassare un mese di cura.
In dietetica, per il   sapore gradevole, è utilizzata in liquoristica,in pasticceria, per l'inscurimento della birra. Un altro costituente è il glicestrone che possiede attività estrogena.
Altri usi: il residuo di radici e rizomi dopo l'estrazione dei princìpi attivi, trattato con soda caustica, serve ad estrarre uno stabilizzatore di schiumogeni antincendio. L'ulteriore residuo viene impiegato nella preparazione di paste idonee alla costruzione di pannelli isolanti.