Lavanda

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Lavandula officinalis Chaix

Lavandula hybrida Rev.

Fam. Lamiaceae (Labiatae)


Fr.   Lavande e Lavandin
Ing. Lavender e Lavendin
Ted. Lavendel
Sp.   Espliego

Descrizione

Genere di piante suffrutticose  che comprende 28 specie delle zone temperate, di cui le principali sono: L.angustifolia, L.vera., L. officinalis, L. stoechas, L. spica, L. latifolia e gli ibridi interspecifici, che prendono il nome di lavandini.

La lavanda  è alta 50 cm circa, molto ramificata con  fusti fioriferi quadrangolari eretti, foglie piccole e lineari, inizialmente coperte di peluria, in seguito glabre.

I fiori, di color azzurro -violetto sono piccoli e riuniti in infiorescenze  terminali(spicastri) che fioriscono in giugno-luglio, emanando un caratteristico ed intenso profumo.

Il frutto è un achenio nella lavanda, mentre è assente nel lavandino poiché la pianta è un ibrido sterile. Gli ibridi si riconoscono dalla lavanda vera per la presenza di infiorescenze secondarie inserite all'ascella dello stelo principale e per la brattea ascellare dei fiori più ampia.

 

La lavanda

Areale

Esistono varie specie di lavanda spontanea che hanno areali di diffusione diversi anche se si riconducono tutti alla regione mediterranea. La specie presente ad altitudini superiori a 500-600 m s.l.m. E' la L.officinalis tipica di ambienti secchi e di terreni calcarei. E' alta dai 50 agli 80 cm e vive spontanea o naturalizzata in diverse zone montane o submontane La specie presente ad altitudini inferiori ai 500m è L. spica, alta 40-50 cm, molto sensibile al freddo e dal forte odore canforato, L.stoechas, anch'essa sensibile al freddo, si adatta bene a terreni sabbiosi ed ambienti siccitosi.
In generale le piante del genere Lavandula preferiscono terreni asciutti, calcarei e profondi; tollerano male i terreni acidi mentre si adattano bene a quelli alcalini.

Spesso sono impiegate contro l'erosione di terreni declivi poco stabili.
Gli ibridi sono oggetto di maggiore coltivazione per il rendimento di essenza e per essere piante con maggiore sviluppo vegetativo e steli delle infiorescenze di notevole lunghezza. Attualmente è soprattutto coltivato il lavandino (L.hybrida Rev.), che è un ibrido naturale e sterile  di L. officinalis x L. spica.
Francia, Spagna, ex Unione sovietica, Bulgaria, Ungheria e Inghilterra  sono i principali paesi di coltivazione. La coltura può durare 6 o 10 anni rispettivamente per la lavanda e il lavandino. L'impianto si fa di preferenza da talea per entrambi poiché è difficile reperire semi geneticamente omogenei(per la lavanda fertile) e perché le piante da seme sono meno produttive.

Le talee, in genere erbacee,lunghe 12-15 cm, vengono prelevate in autunno o in primavera da una giovane pianta di 2 anni e sono messe in vivaio per il radicamento, facilitato dall'uso di sostanze ormonali. Dopo 1 anno si esegue il trapianto a file distanziate di 1.5-2 m (circa una pianta /m2). Concimi azoto-fosforo e potassio (50-60 Kg/ha) all'impianto e 60-70 Kg/ha successivamente sono da eseguire in primavera

Vi sono vari funghi, responsabili di marciumi radicali e del colletto, un virus, un nematode, due ditteri, che provocano necrosi dei fusti, coleotteri e lepidotteri. La Septoria, un fungo che attacca i giovani germogli, può provocare seri danni, per cui è necessario controllarla con 3 applicazioni all'anno di poltiglia bordolese o altri prodotti.
E' bene ricordare che la lavanda è una pianta mellifera, per cui  eventuali trattamenti devono essere compatibili con le esigenze delle api.
 Le malerbe possono essere combattute con sarchiature, leggere però, per evitare di danneggiare le radici che sono abbastanza superficiali

Raccolta e rese

La raccolta si inizia su impianti di 2 anni con rese crescenti nei successivi 5-6 anni; si opera con macchine falcia -legatrici che recidono le infiorescenze e un po' di fusto erbaceo, lasciando intatte le porzioni legnose della pianta
Il prodotto per la distillazione non deve contenere foglie perché conferiscono all'olio essenziale un aroma aspro poco gradito.

L'epoca ottimale coincide con l'inizio della sfioritura. 

La resa massima in infiorescenze è 5-7 t/ha per la lavanda, 12-15 per il lavandino.

La quantità e la qualità dell'essenza di lavanda è influenzata da diversi fattori ambientali e di coltivazione:

1) 1'altitudine provoca una diminuzione in quantità, ma un miglioramento in qualità : aumenta il contenuto di acetato di linalile e diminuisce la canfora;

2) Concimazione con K incrementa la presenza di canfora, mentre P e N la diminuiscono. Se si  eccede con N e P si riduce il contenuto di essenza;

3) venti caldi o pioggia durante la fioritura riducono la resa

4) importanti sono le cultivar utilizzate.

Droga

E' data dalle infiorescenze, da cui si estrae un'essenza molto pregiata per distillazione in corrente di vapore, spesso eseguita nel posto di raccolta. I fiori per l'erboristeria vengono raccolti all'inizio della fioritura, mentre per le industrie cosmetiche e profumiere nel periodo di massima fioritura; essi sono poi essiccati.e distillati. Contengono un olio essenziale con acetato di linalile(30-55%), linalolo, cineolo e canfora

Usi

In fitoterapia la lavanda è usata per le proprietà antisettiche, vasodilatatorie, antinevralgiche nei dolori muscolari ed artritici, sedative in stati lievi di insonnia o stati d'agitazione.
In cosmetica: serve essenzialmente a far profumi.
Altri usi:è una pianta mellifera da cui si ottengono mieli pregiati  considerati adatti a curare affezioni broncopolmonari, come quelle reumatiche  e l'asma.



Ultima modifica dell'articolo: 01/10/2016