Erbe medicinali

La fitoterapia è un metodo terapeutico che cura le malattie utilizzando gli estratti naturali di piante o erbe medicinali



La fitoterapia riconosce evidenza scientifica ad alcune erbe, al punto che alcuni dei loro estratti fitoterapici rientrano a pieno titolo nella categoria dei farmaci e sono prescritti come tali.

Erbe medicinaliNella tradizione e nella medicina popolare il ricorso a preparazioni a base di erbe medicinali è piuttosto diffuso. Da sempre l'uomo ha infatti posto grossa fiducia e rispetto nella natura estraendone alimentazione e cura. Nel corso dei millenni sono così state selezionate e descritte tutte quelle piante officinali che potevano avere un'efficacia nel curare o nel prevenire alcune malattie.

I rimedi tradizionali si basano su preparazioni un po' grossolane che consentono di utilizzare le erbe medicinali in quanto tali senza estrarne direttamente i princìpi attivi.

La moderna fitoterapia si occupa invece di selezionare e ricavare estratti purificati. In questo modo si rendono più sicuri e più efficaci tutti i princìpi contenuti nelle erbe medicinali. La fitoterapia consente quindi di utilizzare il cuore della pianta dando evidenza scientifica a ciò che la tradizione popolare aveva intuito da secoli. Vediamo alcuni esempi:


La Centella asiatica è un'erba che nella medicina tradizionale indiana veniva utilizzata in toto per sfruttare il suo effetto sedativo. Dopo molti secoli si è scoperto che specifiche sostanze in essa contenute (triterpeni) avevano un'attività specifica sul sistema venoso. Oggi tali sostanze sono state isolate e registrate come specialità medicinale indicata nella terapia dell'insufficienza venosa e delle emorroidi. Si tratta quindi di un'indicazione d'uso completamente diversa da quella tradizionale e perlopiù priva dei rischi della tintura o della polvere di quest'erba medicinale (effetto sedativo).

Anche il cipresso se utilizzato sottoforma di estratto fluido è particolarmente utile nella terapia dell'insufficienza venosa e più in genere nei problemi di natura cardiocircolatoria (es. vene varicose). Distillando le bacche ed estraendo gli oli essenziali in esse contenuti si ottiene un preparato con azione fluidificante sulle secrezioni catarrali e sedativo della tosse. Anche in questo caso la pianta medicinale è sempre la stessa ma le proprietà sono nettamente diverse.


Con le moderne tecniche estrattive si possono estrarre dalle erbe medicinali soltanto le sostanze che servono eliminando quelle dannose responsabili di effetti collaterali. Una normale pianta contiene infatti centinaia e centinaia di sostanze chimiche, alcune delle quali tossiche o comunque prive di effetti benefici.

Le erbe possono quindi essere anche pericolose per la nostra salute (cicuta, semi di ricino, foglie di oleandro ecc.). In fitoterapia ovviamente queste piante si evitano, oppure vengono trattate in modo da separare le sostanze tossiche da quelle benefiche.

Efficacia delle erbe medicinali

Le erbe medicinali sono un valido supporto alla medicina tradizionale ma generalmente non possono sostituirsi ad essa. Alcune malattie possono invece essere curate efficacemente ricorrendo soltanto ad estratti di erbe medicinali riconosciuti dal ministero della sanità. Quando si parla di fitoterapia non si parla quindi soltanto di medicina non convenzionale o alternativa, ma di vero e proprio metodo terapeutico in grado di curare malattie specifiche.

In altri casi le erbe medicinali si sono dimostrate un valido aiuto per alleviare i sintomi e dare un contributo alla terapia medica. L'efficacia salutistica di queste erbe va poi considerata in un'ottica preventiva, senza dimenticarsi di quell'aggettivo "medicinali" che dovrebbe far riflettere prima del loro utilizzo. Bisogna infine considerare che proprio come i princìpi attivi contenuti nei medicinali, anche quelli estratti dalle piante hanno una soglia minima di efficacia al di sotto della quale il risultato ottenuto è nullo, o comunque modesto.


MEDICINE NATURALI ORIENTALI: molti farmaci tradizionali, compresi alcuni antitumorali, derivano sostanzialmente dalle erbe medicinali. Ovviamente se queste specialità farmaceutiche vengono prodotte tramite processi controllati vi è la sicurezza quasi assoluta che il contenuto del farmaco sia non solo efficace ma anche sicuro. Se invece andiamo a raccogliere la pianta come tale, sicuramente possiamo godere di una una modesta efficacia, ma corriamo un rischio maggiore di effetti collaterali.

Interzioni tra erbe medicinali, farmaci ed alimenti

Il 10-15% della popolazione italiana  ricorre a preparati erboristici a scopo salutistico. Nella maggior parte dei casi si tratta di automedicazione ed il medico non viene avvertito. Questo comportamento è piuttosto rischioso e rende indispensabile una campagna di informazione dettagliata sull'argomento.

Le erbe medicinali non sono un gioco o una pozione miracolosa e vanno pertanto utilizzate esclusivamente sotto controllo di figure professionali qualificate. Solo in questo modo si potranno evitare rischi inutili sfruttando al meglio le risorse naturali a nostra disposizione.

L'Iperico per esempio, noto alla medicina popolare per le proprietà emollienti dell'olio, oggi è ampiamente utilizzato come farmaco antidepressivo, essendosi dimostrato efficace nella cura di sindromi depressive di media entità.

Il ricorso indiscriminato a questo farmaco ha visto negli ultimi anni un incremento di segnalazioni riguardo alla possibile interazione con alcuni farmaci assunti contemporaneamente.

Maggiore è il numero delle piante associate tra loro e maggiore è il rischio di interferenze farmacologiche, allergie ed effetti collaterali. Attenzione quindi agli infusi o ai decotti domestici a base di diversi tipi di erbe.

La spremuta di pompelmo può aumentare di molto l'assorbimento di farmaci e la loro biodisponibilità, anche di 5-9 volte (in particolare antistaminici, sedativi, ansiolitici e calcio antagonisti). Il Ginko Biloba è altamente tossico se assunto insieme a terapia  anticoagulante. L'allina, principio attivo dell'aglio sembra invece aumentare la gastrolesività degli antinfiammatori di uso comune (FANS).





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