Oli essenziali: effetti e proprietà degli oli essenziali

Oli essenziali: effetti e proprietà degli oli essenziali Disclaimer

Azioni farmacoterapiche attribuite all'aromaterapia

  • apparato digerente
  • apparato cardiocircolatorio
  • sistema nervoso
  • sistema endocrino
  • sistema immunitario
  • apparato polmonare
  • apparato urinario
  • azione antitossica
  • azione citofilattica
  • alto potere di penetrazione transcutanea
  • azione battericida e/o batteriostatica

L'uso degli oli essenziali e la conoscenza delle tecniche di distillazione sono molto antichi perché risalgono, forse, a 4000 anni fa. Oli essenziali: effetti e proprietà degli oli essenzialiMa è solo dal 1700 che un piccolo gruppo di resine e di oli essenziali sono impiegati con sistematicità nella cura delle malattie dell'uomo. Da allora il loro numero è progressivamente aumentato, fino a raggiungere gli oltre cento oli essenziali oggi disponibili, sebbene in terapia se ne utilizzino da 30 a 40.

Gli oli essenziali esercitano delle attività terapeutiche polivalenti, i cui meccanismi d'azione, per la loro complessità, ma anche per la scarsità di studiosi che si dedicano a questo ramo della ricerca, non sono sempre chiari ed univocamente individuati. Tuttavia si può dire che i prodotti odorosi delle piante aromatiche influenzano tutti i sistemi organici, con un'azione di potenziamento delle funzioni vitali; ma accanto a questa attività aspecifica di riequilibrio metabolico ve ne sono altre, caratteristiche per un loro tropismo specifico verso un organo, un sistema od un apparato.

Se gli oli essenziali agiscono sulle funzioni biologiche non lasciano certamente intatte quelle psichiche. In realtà essi producono degli effetti somatopsichici che saranno meglio illustrati in seguito, perché agiscono sia sul soma che sulle facoltà della mente. Qui verranno descritte alcune delle più importanti azioni farmacoterapeutiche degli oli essenziali, tuttavia bisogna tener presente che queste sono sempre integrate, mai isolate o limitate ad una funzione o ad un organo, come potrebbe apparire dalla seguente schematizzazione, adottata al solo fine di raggiungere una certa chiarezza espositiva. I costituenti chimici delle essenze, il loro odore, il loro sapore, agendo singolarmente o in sinergia, determinano sempre un'azione globale che coinvolge l'unità psicosomatica dell'uomo.  


Azione sull'apparato digerente: il tubo gastroenterico e le ghiandole annesse sono nettamente influenzati dagli oli essenziali. Le proprietà più appariscenti di questi miscugli aromatici, il loro odore e sapore, stimolano per via riflessa, attraverso la sollecitazione delle terminazioni nervose dei recettori gustativi (palato e lingua) e olfattivi (mucosa nasale), le secrezioni salivare, gastrica ed enterica, migliorando il processo della digestione. Quando sono somministrati per via interna essi agiscono anche con un meccanismo ghiandolare, a seguito di una stimolazione diretta delle ghiandole gastriche secernenti. Ma altre azioni sono di notevole importanza: quella antispasmodica sulla muscolatura liscia (Basilico, Bergamotto, Camomilla, Cannella, Cardamomo, Finocchio, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Menta piperita, Rosmarino, Salvia), quella antifermentativa, quella antiacida (Chiodi di Garofano) e quella carminativa. Alcuni oli essenziali si caratterizzano per un singolare tropismo sul pacreas endocrino (Eucalipto, Geranio, Ginepro) e sul fegato (Rosmarino, Ginepro, Lavanda, Camomilla, Menta, Cipresso).

 

Azione sull'apparato cardiocircolatorio: anche il cuore e i vasi sono sensibili alle proprietà degli oli essenziali. La Canfora stimola il muscolo cardiaco mentre Melissa, Arancio fiori, Lavanda, Rosmarino e Ylang-Ylang rallentano la frequenza cardiaca esagerata, come si verifica nelle palpitazioni. Il diametro dei vasi può essere modificato provocando ipotensione (Issopo, Lavanda, Maggiorana, Aglio, Melissa, Salvia, Ylang-Ylang) o ipertensione (Canfora, Rosmarino, Cipresso, Timo) con meccanismi muscolari e/o nervosi.

 

Azione sul sistema nervoso: molti oli esenziali manifestano un chiaro neurotropismo sia verso il sistema nervoso centrale (S.N.C.), sia verso quello autonomo. L'Origano, il Rosmarino, la Verbena ed il Garofano esercitano un'azione parasimpaticomimetica, il Timo, il Serpillo, l'Issopo, il Cipresso e l'Estragone una attività parasimpaticolitica; la Lavanda, l'Angelica e l'Ylang-Ylang possiedono una azione simpaticolitica, mentre la Santoreggia, il Basilico, il Pino e il Limone hanno un'azione simpaticomimetica.

In rapporto al S.N.C., alcuni autori classificano gli oli essenziali in quattro classi fondamentali: oli essenziali convulsivanti (Salvia, Tanaceto, Thuja, Assenzio, Anice), eccito-stupefacenti, stupefacenti (Noce moscata, Menta) e anticonvulsivanti (Calamo, Salvia sclarea, Lavanda). Il gruppo degli oli essenziali eccito-stupefacenti è a sua volta suddiviso in essenze prevalentemente stimolanti (Basilico, Finocchio, Limone, Menta, Salvia, Timo) ed essenze prevalentemente calmanti o sedative (Camomilla, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Verbena). Si deve tuttavia ricordare che i confini tra l'azione sedativa e quella stimolante non sono mai netti, tanto che molti oli essenziali mostrano un'attività calmante in piccole dosi ed una eccitante per dosi maggiori. Se gli oli essenziali influenzano il S.N. e lo stato psichico per via umorale, un pari effetto può essere raggiunto mediante l'olfatto, sfruttando l'odore che promanano. La porzione superiore della cavità nasale è tappezzata dalle terminazioni nervose delle cellule olfattive bipolari immerse nella mucosa. L'energia chimica connessa con lo stimolo odoroso viene convertita dai chemiorecettori in un impulso elettrico che, confluendo nel nervo olfattivo, va a stimolare i centri olfattivi del talamo, del bulbo e del telencefalo. In questo modo il semplice odore degli oli essenziali è in grado di condizionare lo stato timico, cioè le oscillazioni dell'umore, e il sistema nervoso. Alcuni autori hanno sottolineato l'influenza delle caratteristiche odorose delle essenze sul sistema nervoso, verificando le loro proprietà neurocalmanti (oli essenziali ansiolitici) e neurostimolanti (oli essenziali antidepressivi) anche quando sono somministrate per inalazione o per aspirazione olfattiva (annusamento). Si tratta, in questo caso, di una vera e propria riflesso-terapia endonasale, fondata sulla stimolazione di chemiorecettori olfattivi da parte delle sostanze odorose contenute negli oli essenziali.

 

azione sul sistema endocrino: gli oli essenziali, a prescindere dal contenuto in sostanze ormono simili, caratteristico di alcuni di essi, si comportano come degli ormoni vegetali (fito-ormoni). Presenti nel torrente circolatorio in concentrazioni sempre molto ridotte (la dose media per bocca è di 2-5 gocce, che diluita in 5 litri di sangue dà una concentrazione ematica di 10-5M), essi giungono ai tessuti specifici regolandone l'attività metabolica e la crescita, quindi comportandosi come fattori importanti di regolazione. La loro azione stimolante o inibente su alcune ghiandole endocrine è chiaramente dimostrata: Basilico, Pino, Santoreggia, Timo, Geranio e Rosmarino stimolano la corteccia surrenale, mentre la Menta e il Gelsomino attivano la secrezione degli ormoni ipofisari. Per altre ghiandole non vi sono evidenze sperimentali, tuttavia l'osservazione clinica porta a dire che tutte le ghiandole endocrine sono influenzate dagli oli essenziali attraverso la loro attività ormono-simile. In definitiva si può affermare che la loro capacità di modulare lo stato funzionale del sistema neuro-endocrino, cardine della regolazione omeostatica, fa degli oli essenziali uno dei più potenti strumenti con i quali è possibile giungere al riequilibrio organico.

 

Azione sul sistema immunitario: le malattie ad eziologia batterica che colpiscono l'uomo sono divenute assai numerose e cresce sempre più l'elenco dei batteri catalogati dai microbiologi perché ritenuti colpevoli di essere la causa di qualche nuova affezione morbosa. Tuttavia la malattia batterica non è mai l'effetto immediato della patogeneicità di un batterio, quanto la risultante di due termini mutuamente interagenti tra loro: le naturali difese immunologiche proprie di ciascuno di noi e la virulenza del microbo. Quest'affermazione è perfettamente in accordo col fatto che non tutti soccombono di fronte ad un0epidemia. Per quanto non se ne conosca il meccanismo d'azione, alcuni oli essenziali (Bergamotto, Lavanda, Camomilla, Timo, Pino, Sandalo) hanno la facoltà di stimolare la produzione di linfociti immunitari, rendendo l'organismo più pronto a respingere le aggressioni batteriche.

 

Azione sull'apparato polmonare: gran parte degli oli essenziali sono eliminati, in quantità maggiore o minore, attraverso l'albero respiratorio a livello del quale esercitano un'azione antisettica, antispastica (Finocchio, Menta piperita, Timo, Salvia, Eucalipto, Lavanda), espettorante (Aglio, Canfora, Basilico, Eucalipto, Maggiorana, Origano, Santoreggia, Finocchio, Issopo, Menta, Sandalo) e stimolante degli atti respiratori (Canfora).

 

Azione sull'apparato urinario: gli oli essenziali sono eliminati attraverso la pelle, i polmoni e, soprattutto, la via renale. Molti costituenti degli oli essenziali in fase di eliminazione esercitano un'azione diuretica (Aglio, Anice verde, Betulla, Camomilla, Cipolla, Cipresso, Ginepro, Eucalipto, Geranio, Issopo, Lavanda, Limone, Rosmarino, Sandalo, Timo), antilitiasica (Camomilla, Geranio, Ginepro, lssopo, Finocchio) e antisettica. L'azione diuretica degli oli essenziali può essere l'effetto di un'influenza sul processo di ultrafiltrazione che avviene nel glomerulo oppure la conseguenza di una modesta irritazione dell'epitelio renale indotta dai costituenti dell'essenza.

 

Azione antitossica: secondo Valnet, l'alta resistività degli oli essenziali (da 2000 a 4000 ohm/cm/cm2) rispetto a quella del sangue (200 ohm/cm/cm2) è in grado di ostacolare la diffusione delle tossine. Appare più verosimile, però, che l'azione antitossica si esprima attraverso un potenziamento della "leucocitosi terapeutica" oppure mediante la captazione delle tossine circolanti da parte delle molecole aromatiche e la formazione di complessi atossici ed inattivi.

 

Azione citofilattica: gli oli essenziali, comportandosi come dei fito-ormoni, stimolano i tessuti senescenti eccitandone i processi anabolici cellulari.

 

Alto potere di penetrazione transcutanea: gli oli essenziali hanno spiccate caratteristiche lipofile che li rendono solubili nei lipidi della pelle. La velocità di assorbimento per via cutanea è di 20 minuti per la Trementina, 20-40 minuti per il Timo e l'Eucalipto, 40-60 minuti per il Bergamotto, il Limone, l'Anice e il Finocchio, 6O-80 minuti per il Geranio e la Cannella. Secondo P. Rovesti gli oli essenziali degli agrumi sono assorbiti in tempi variabili dai 10 ai 30 minuti in presenza del massaggio. Questa proprietà può essere sfruttata:

  1. per agire sugli organi profondi e sottostanti il punto di applicazione;
  2. per veicolare altre sostanze attive (alcaloidi, glucosidi, ecc.);
  3. per avere effetti sistemici. Infatti, superata la barriera cutanea, l'olio essenziale si propaga per diffusione nei liquidi extracellulari, per giungere fino al sangue e alla linfa. Con il trasporto umorale essi pervengono infine ai tessuti e ai diversi organi, che trattengono gli oli essenziali in rapporto al tropismo che è loro proprio.
  4. azione battericida e/o batteriostatica: la lotta antimicrobica con medicamenti naturali ha riscoperto negli oli essenziali dei presidi terapeutici di tutto rispetto per il loro elevato potere battericida e/o batteriostatico, cioè per la loro inequivocabile capacità di uccidere i batteri patogeni o di inibirne la moltiplicazione senza interferire negativamente, quando sono somministrati per via interna, con la flora saprofitica e simbiontica dell'intestino.  
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Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016