Nell'antichità, gli alti costi delle materie prime riservavano l'uso dei profumi alle classi più abbienti, e generalmente in rare occasioni, quali le cerimonie religiose.
L'introduzione delle moderne sostanze sintetiche, con conseguente abbassamento dei costi di produzione, ha esteso ad un numero maggiore di persone l'uso dei profumi; nel contempo, sono aumentate sensibilmente le esigenze estetiche, per cui si tollerano sempre meno i cattivi odori emanati sia dalle persone che dagli ambienti.
L'enorme espansione dell'industria cosmetica e profumiera ci ha trasportato, volenti o nolenti, in un ambiente altamente saturo di profumi ed il «progresso» ci ha regalato una gran quantità di odori non sempre piacevoli (basti pensare a cosa si annusa per le strade di una grande città).
Gli effetti a lungo termine di queste sostanze odorose sulla nostra psiche sono ancora sconosciuti, e raramente siamo consapevoli dei profumi che inaliamo; ciò, tuttavia, non rappresenta un motivo sufficiente per ignorare questo aspetto della nostra vita quotidiana.
Nell'ultimo decennio si sono intensificati studi e ricerche riguardanti questo argomento e i risultati cominciano ad arrivare, convalidando o confutando ipotesi e sperimentazioni empiriche fatte in passato. Di recente, sono stati attivati dal «National Institute of Health» degli Stati Uniti, tre centri clinici per lo studio dei disturbi del gusto e dell'olfatto; un centro analogo è sorto anche presso la «Warwick University» di Dover. Si sta anche sperimentando l'impiego dei profumi (o meglio, delle stimolazioni olfattive) per aiutare le persone che soffrono di depressioni lievi e di esaurimenti nervosi, oltre che per la regolazione dell'appetito. Queste applicazioni cliniche della percezione olfattiva vengono indicate con il termine osmoterapia e, per quanto ancora agli inizi, hanno suscitato interesse, soprattutto per la possibilità di modificare il tono dell'umore senza ricorrere alla somministrazione di psicofarmaci.
Cosa hanno a che fare le tecniche di rilassamento con l'influenza delle essenze odorose sulla psiche umana? Moltissimo, perché l'impiego di determinate essenze odorose durante la seduta di training, non solo facilita la distensione, ma evoca immagini, risveglia ricordi, scatena emozioni, svolgendo un ruolo chiave nel processo di guarigione.
Ciascuno di noi possiede un proprio bagaglio di reminiscenze olfattive in grado di evocare emozioni e sensazioni piacevoli o anche spiacevoli; quello che viene chiamato «fenomeno Proust», dalla famosa opera dello scrittore francese «Alla ricerca del tempo perduto», dove l'odore della «madeline» intinta nel tè riportò alla mente dell'artista flussi di memorie della sua infanzia sicura e protetta.
Proprio per via delle qualità idiosincratiche degli odori, trovare una fragranza evocativa universale è praticamente impossibile; tuttavia esistono particolari fragranze, quali l'odore di brezza marina, che sono particolarmente ricche di proprietà evocative nell'immaginazione popolare (qualcosa di analogo agli «archetipi universali» dell'inconscio collettivo di Jung).
Durante una seduta di rilassamento guidato, le suggestioni esterne più efficienti sono quelle che aggirano l'interferenza critica della mente conscia e razionale; ciò è precisamente quello che le fragranze fanno: dirigersi direttamente alla parte più interna della cervello.
Questa parte corrisponde ad una struttura primitiva al centro del cervello, chiamata sistema limbico. Il sistema limbico è la porzione di cervello che controlla le emozioni, gli stati d'animo e risulta strettamente integrata con le terminazioni olfattive; il nostro naso può quindi essere considerato una sorta di «antenna emozionale» direttamente in contatto con il mondo esterno.
E' possibile rivolgersi ad un aromaterapeuta per una varietà di problemi, tuttavia tra i disturbi che trovano maggiore risposta troviamo:
Fragranze ad attività sedativa
Nella tabella seguente è riportata una suddivisone tra oli essenziali sedativi e stimolanti, riportando anche le conferme sperimentali eseguite tramite test e le conferme date da ricercatori giapponesi.
Evidentemente, non si possono definire limiti precisi tra le due azioni neurotrope calmante e stimolante, e ciò non solo per la complessità di composizione degli oli essenziali (che il più delle volte contengono diversi tipi di gruppi funzionali e diverse classi di componenti), ma, altresì, per il loro particolare tipo di azione fisiologica generale, che Kobert definì allo stesso modo stimolante e calmante. Infatti, mentre in alcune essenze giocano fattori funzionali di prevalenza eccitante o sedativa, in altre (e sono la maggior parte) le due azioni farmacologiche neurotrope sono connesse strettamente, tanto è vero che, a seconda dei dosaggi, un certo olio essenziale può avere effetti stimolanti piuttosto che calmanti. È altresì interessante l'azione di certi oli essenziali definiti dagli aromaterapeuti particolarmente «euforici», quindi adatti in caso di depressione: ad esempio, l'olio essenziale di salvia, di gelsomino, di ylang-ylang, di bergamotto e di pompelmo.
Fragranze ad attività neurotropa
| Effetto neurotropo | Gruppi funzionali | Essenze e profumi |
| Effetto calmante | Gruppi funzionali alcolici (borneolo, linalolo, mentolo, terpineolo ecc.) Gruppi funzionali chetonici (canfora, jonone ecc.) Esteri terpenici (acetato di bornile, di linalile, di geranile, di terpenile ecc.) |
Fiori d'arancio, Mughetto, Magnolia, Lillà, Violette, Origano, Tiglio |
| Effetto stimolante | Funzioni aldeidiche (citral, citroneal ecc.) Funzioni fenoliche (eugenolo, timolo ecc.) Acidi grassi ed aromatici (acetato di benzile e di amile ecc.) |
Gelsomino, Garofano |
| Ansiolitici | Alcoli terpenici Esteri terpenici Chetoni terpenici |
Bergamotto, cipresso, elicriso italico, lavanda, menta, mirto, mugo, neroli, petit-grain, rosa, salvia, valeriana |
| Antidepressivi | Aldeidi terpeniche Fenoli Esteri grassi ed aromatici |
Arancio dolce, basilico, cannella, citronella, eucalipto, gelsomino, limone, rosmarino, sassofrasso, verbena, ylang-ylang |
Possibili attività farmacologiche delle fragranze
| Ipnotici (coadiuvanti del sonno) | Essenze di: cipresso, fiori di arancio amaro (neroli), melissa, menta crispa, rosa, tiglio |
| Antisonno | Essenze di: citronella, eucalipto, limone, menta piperita, niaouli, timo, verbena |
| Anoressizzanti (riduttori dell'appetito) | Essenze di: artemisia canforata, cajeput, mirto |
| Appetizers (stimolanti l'appetito) | Essenze di: basilico, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, origano, salvia |
| Antiemicrania | Essenze di: arancio dolce, bergamotto, eucalipto, lavanda, limone, menta piperita e silvestre, |
| Antinausea, Antiemetici, Antisvenimento | Essenze di: citronella, eucalipto, limone, melissa, menta piperita ed acquatica, rosmarino, verbena |
| Erogeni (coadiuvanti della stimolazione afrodisiaca) | Essenze di: ambra, cannella, costus, ladbano, muschio, patchoult, sandalo, vetiver, ylang-ylang |
| Antierogeni | Essenze di: agnocasto, artemisia canforata, canfora, eucalipto, mirto, rosmarino |
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Integratori salini: potassio citrato o aspartato?: Ottimo! Grazie.
Personal Trainer: DR.Giovanni CassianiTroppo alto per avere pettorali grossi..: Rettifico cmq che non sono un fautore del prestancaggio anche se in alcuni casi è opportuno ed efficace. Uno degli allenamenti più efficaci per &quot; petti recidivi&quot; è un hatfield modificato e usato da alcuni preparatori ifbb italiani: Panca 2* 4* 8* 12* *= inserire, immediatamente...
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