Trasformazione corporea

A cura del Dottor Francesco Casillo

 

PREMESSA


Questa volta è mio piacere presentarvi una caso di trasformazione corporea unico nel suo genere.
Trasformazione CorporeaPer quanto la sua tabella statistica possa porre all'attenzione che il soggetto sia stato “solamente” in grado di dimagrire 2 kg, tale valore tabellare (VEDERE TABELLA N.1) è al quanto ingannevole a prima vista in quanto non rendente ragione dell'elevato miglioramento qualitativo che può essere apprezzato solo attraverso la messa a confronto della sua condizione fisica posseduta prima di iniziare il programma con quella conseguita al termine di esso.
Infatti 2 kg sono solo in riferimento al decremento ponderale del soggetto ma nulla dicono sulla variazione qualitativa della sua composizione corporea. Come può essere sviscerato dall'analisi dei dati della sua composizione corporea, la perdita di 2 kg di peso è dovuta ad un decremento di 3,1 kg di massa grassa e ad un contemporaneo incremento di 1,1kg di massa magra che, per quanto possano non sembrare valori di cambiamento elevatissimi, lo diventano se si considerano i suoi non alti valori di massa grassa di partenza e rapportando tutto ciò ad un'altezza di 163cm!
Prima di proseguire è necessario palesare che i fini adattamenti conseguiti dal soggetto in questione sono stati possibili solo dietro supervisione, sistematica e costante, del personal trainer.

Trattasi di una ragazza che notai in palestra, con tanta voglia di fare, ma ovviamente sprovvista di un programma, soprattutto nutrizionale, che potesse farla eccellere o meglio mettere a nudo il suo – come potrete osservare dal video e dalle foto “PRIMA” e “DOPO” – oltremodo valido potenziale genetico.

 

Data Peso corporeo  % Massa grassa % Massa magra PA (Angolo di fase) ECW (Acqua extracellulare)
 
26/02/2011 (inizio)  48,5kg 17,00% 83% 3 53%
29/07/2011 (fine) 46,5kg 11,00% 89% 4,6 43%

 

Vi presento Cristina Putzu.

 

Il suo video “Prima” e “Dopo”.

 

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Solo un occhio “educato” poteva accorgersi fin dall'inizio delle qualitative doti muscolari, sempre e solo dai canoni femminili, possedute dalla persona in oggetto. La qualità fine della sua pelle, la qualità delle sue fibre muscolari, il possedere un addome “piatto” nonostante l'assenza di definizione muscolare e la totale assenza di un programma nutrizionale calibrato (si legga pure: malnutrizione) lasciava presagire quali qualità muscolari da atleta fitness sarebbero potute esternarsi sottoponendosi ad un approccio dietetico mirato ed allenamenti brevi ed intensi che forgiassero l'accezione più pura del bodybuilding. Gli adattamenti morfologici (i risultati conseguiti) che hanno plasmato il fisico di Cristina, apprezzabili attraverso le sue foto e video del “DOPO” e nella prospettiva di una loro analisi comparativa con le controparti del “PRIMA” confermano, a ragione, le felici intuizioni del sottoscritto.
Tutto cominciò nell'avvicinarmi con qualche battuta dal tono umoristico: “stai usando i gettoni di presenza?” per il vederla caricare “dischetti” da 1-2 kg nel bilanciere per le distensioni su panca orizzontale e per gli stacchi da terra, poiché carichi veramente esigui rispetto alle sue disponibilità energetiche quanto funzionali.
Così, incuriosita e notando che dietro le mie battute vi era un (sensibile) fondo di verità, si avvicinò chiedendomi se per dimagrire e migliorare muscolarmente – ma pur sempre nelle accezioni femminili dei medesimi adattamenti – avesse dovuto incrementare i carichi… per continuar, poi, con un'altra serie e mole di domande pur sempre tutte intelligenti, in quanto contestualizzate alla casistica specifica e – molto importante – contemporaneamente palesanti il suo vivo ed acceso interesse nel migliorarsi.
Come al solito le mie risposte vanno ben oltre i “miti e riti” che tengono lontano il sesso femminile dalle sale pesi ma soprattutto alla larga da allenamenti brevi ed intensi per la paura di svegliarsi il giorno dopo con una muscolatura tipicamente maschile, aberrante, quindi non desiderata.
Mettendo da parte tutte le considerazioni scientifiche che smonterebbero tali miti ormai dogmatizzati nel tempo, e che regnano sovrani grazie al folklore che impazza e popola - purtroppo- le sale pesi di ogni realtà cittadina italiana e non (asserisco tale concetto con fermezza per via delle mie numerose e non circoscritte esperienze negli U.S.A. per lavoro e per diletto) e anche in larga parte per la scarsa conoscenza, sapere e competenza da parte del personale/operatore, quindi, “pseudo-specializzato” (che, invece, dovrebbe esserlo a dovere e di diritto, almeno in virtù dei tanti certificati di attestazione di competenze conseguiti nell'ambito dei relativi “corsi” all'uopo indirizzati, riconosciuti dai vari enti e federazioni dai nomi e sigle altisonanti) relativamente a ciò che regola i processi di sintesi proteica alla base delle così tanto demonizzate masse muscolari…veniamo al dunque!

 

Prima


Rassicurata del fatto che l'allenamento pesi, incastrato nell'ambito di una concezione razionale programmatica d'allenamento e sostenuto da particolari regimi nutrizionali, non sarebbe stato responsabile di aumenti nella circonferenza delle cosce, delle braccia, e soprattutto artefice di muscolarizzazioni indesiderate e mascolinizzazioni infondate... cominciò un nuovo stile di vita sotto l'egida del bodybuilding, quello vero, cioè lo stile di vita culturistico in senso stretto! Come detto, non quello percepito come mascolinizzante ma come quello responsabile di conferire al suo praticante la cosiddetta bellezza fisica di tipo “atletico”, la stessa di cui risultano plasmate le statue greche a cui il 90% dei praticanti la disciplina in questione ambirebbe!
Questo è il bodybuilding! Crescita e miglioramento estetico quanto funzionale e non aberrazione fisica! Non smetterò mai di ribadirlo! Bodybuilding è bellezza e viver sano! Tutto il resto che viene asserito sotto il nome di bodybuilding ma non è artefice di conferire tali caratteristiche fisiche di bellezza fisico-atletica eccelsa e miglioramento nelle capacità motorie e condizionali non è bodybuilding ma fenomeno da baracconi!
Cristina PutzuIl primo passo fu uno screening qualitativo e quantitativo della composizione corporea, con impedenziometria a doppia frequenza. Questo è un dettaglio fondamentale in quanto solo la caratteristica di doppia frequenza nell'impenziometria è in grado di discernere in modo dettagliato, qualitativo e preciso la quantità di acqua intra ed extracellulare, laddove le comuni misurazioni impedenziometriche fondano i loro rilievi con mono frequenza capace di misurare in modo preciso solo l'acqua totale, ma i valori dell'acqua intracellulare ed extracellulare sono solo funzione di formule ad algoritmi che stimano “solamente” e, pertanto, la precisione non è loro prerogativa.
Non è intenzione prioritaria soffermarsi su tale aspetto nell'ambito di tale articolo, ma tale caratteristica nella stima diretta e precisa dell'acqua intra ed extra (piuttosto che la loro valutazione indiretta) è fondamentale a livello della valutazione d'ingresso del soggetto relativamente al suo stato di infiammazione sistemica e locale, cronica ed acuta nonché alla conoscenza della fisiologicità o meno del proprio ritmo nichtemerale della secrezione cortisolemica.
Ed inoltre, con le convenzionali impedenze a mono frequenza tutto ciò che è exrtracellulare è considerato come acqua extra e massa grassa e tutto il resto è massa magra... senza considerazione alcuna (che invece è essenziale per capire il collocamento del soggetto nell'ambito dei diversi stadi di infiammazione ed alterazione ormonale) sui livelli di potassio extracellulare (ECK), intracellulare (ICK), totale (TBK), proteine della matrice extracellulare, cataboliti della matrice, matrice extracellulare, glicogeno totale etc etc.
Premesso ciò, l'ostacolo più grande presentato da Cristina a livello metabolico era l'elevato livello di potassio extracellulare (ECK), il basso livello di potassio totale (TBK), un basso valore nell'angolo di fase che in associazione a valori di acqua extracellulare (ECW) superiori al 43% denotavano infiammazione cronica sistemica.

 

Dopo

 

L'iter programmatico, dunque, ha dato priorità nell'inquadrare la finestra temporale più opportuna in cui riposizionare il più opportunamente gli stressors meccanici/esterni (esercizio fisico vigoroso) e metabolici/endogeni (elevato carico glicemico) al fine di ripristinare la circadianità bifasica del cortisolo all'interno del suo range fisiologico, e cioè cortisolo alto al mattino e depresso alla sera. Senza questa condizione il potenziale lipolitico ed anabolico del soggetto sarebbe continuato a rimanere inibito. Infatti, la linearità (anziché la bifasicità) della secrezione cortisolemica di cortisolo è in antitesi con l'optimum nella secrezione del testosterone ma soprattutto con l'increzione di ormone della crescita e glucagone tipica del digiuno che caratterizza la condizione metabolica del riposo notturno.
Quindi il posizionamento di un iper introduzione glucidica al mattino ed allenamento vigoroso coi pesi entro l'ora di pranzo ha permesso nei mesi successivi di riportare alla normalità (cioè alla sua bifasicità) il ritmo circadiano del cortisolo dato dalla maggior integrità delle membrane cellulari come testimoniato dall'incremento dei valori di angolo di fase sopra i 4,5.
Tutto ciò ha di conseguenza riportato il pattern ormonale lipolitico a reintegrarsi nella finestra temporale di sua competenza (riposo notturno), quindi a favorire il dimagrimento, ed il potenziale anabolico a riassestarsi come testimoniato dall'anabolismo proteico e dalla crescita dei valori assoluti di TBK, ICK e decremento dell'ECK. Secondo un circolo vizioso che si autoalimenta, in questo caso favorevolmente e positivamente, sono migliorati i potenziali d'azione, quindi tutti gli eventi meccanici a cui essi presiedono sia a livello della muscolatura liscia viscerale quanto in quella scheletrica striata come confermato da un maggior benessere nelle funzionalità organiche e nelle espressioni di forza.
Cristina PutzuQueste sono solo alcune delle chiavi di lettura su cui è stato impostato l'iter procedurale verso il miglioramento sistematico del soggetto. Ovviamente si è passati per stadi di transizione che hanno richiesto rivisitazioni continue (anche ogni 2 settimane) del programma nutrizionale quanto d'allenamento per portare agli adattamenti di cui si è disquisito fin'ora.
Costante motivazione da parte del soggetto, costante motivazione verso l'obiettivo fornita al soggetto nel rassicurargli la bontà della strada intrapresa e del sicuro successo. e continua monitorizzazione degli adattamenti. nonché tempestive rivisitazioni del programma in funzione degli stessi. hanno consentito di sortire risultati qualitativi al di fuori della media riscontrabile nell'utente frequentatore delle sale pesi.
Dalle doti femminili già possedute da Cristina prima di iniziare il suo percorso verso un miglioramento radicale si è passasti ad adattamenti morfologici enfatizzanti la sua femminilità su uno standard di bellezza atletica non posseduta in partenza. Si è in pratica passati da un fisico già gradevole e bello in partenza ad uno stile femminile ma con l'accezione del SUPERFIT estetico quanto funzionale (quest'ultima accezione testimoniata dalle sue 6 ripetizioni di Squat con 30kg per parte su un bilanciere da 12kg e superbamente eseguite da un punto di vista tecnico-esecutivo e dell'approccio psicologico verso l'effort psico-fisico necessario a tal fine prestazionale-performante).


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