Dimagrire 15 kg: un caso di trasformazione corporea

A cura del Dottor Francesco Casillo

 

Ricordo ancora molto bene la sua prima email intorno all'ultima settimana di dicembre dell'anno 2009 nella quale si presentava Francesca Cauli per l'assoluta necessita di dimagrire 15 kg attraverso l'aiuto di un personal trainer per abbandonare una volta per tutte la modalità del “fai da te” che fino a quel momento non aveva prodotto risultato interessante alcuno.
In modo molto formale, cortese, distinto ed attraverso una piccola premessa sui suoi pregressi nella vita privata relativi alla sua non desiderata forma fisica arrivò subito al “dunque” facendomi presente due punti cardine per i quali era arrviata a contattare un personal trainer e nella fattispecie il sottoscritto:

  1. Non era più in grado di sostenere la forma fisica che l'aveva “vestita” fin dall'infanzia e tantomeno lo stare psicologico di cui essa, per ovvi motivi e di differente natura, era responsabile.
  2. Aveva apprezzato attraverso il mio sito (www.frankcasillo.com) i traguardi di miglioramento nella fisicità riportati dalle persone da me allenate in palestra ed a distanza (con l'opzione del personal training online) ma soprattutto il caso di una persona che l'aveva lasciata basita per la notevole metamorfosi corporea cui era andata incontro ed alla quale non avrebbe mai creduto se non per sua conoscenza diretta, trattasi di Anna Deiana.  



 

Trasformazione corporea

 

Trasformazione corporea

 

Francesca Cauli

Data Peso corporeo %massa grassa %massa magra Angolo di fase (PA) Acqua Extracellulare (ECW)
Inizio  05/01/2010 64,6kg 40% 60% 2,8 53%
Fine 29/07/2011 49,6kg 19% 81% 4,1 47%

 

I presupposti di motivazione nel far bene erano tutti presenti all'interno della sua email di presentazione e, pertanto, non passò molto che predisposi un incontro/colloquio personale.
Mi espose che la sua era una condizione di disagio che si trascinava fin dall'infanzia e che attraverso numerosi nobili tentativi di far qualcosa, seppur da autodidatta, al fine di migliorar le sorti della sua fisicità aveva, comunque, ottenuto modesti se non minimi risultati.
Inoltre, trattasi di una persona che alle spalle annoverava anni di esercizio fisico nell'ambito di vari sport....
Anche ciò mi fece presagire che iniziare un percorso di miglioramento, e portarlo a termine alla stressa tregua quantitativa e qualitativa degli altri casi dal sottoscrittto trattati, non fosse affare di quotidiana routine e facile, poiché non trattavasi di una persona sedentaria e che non avesse mai tentato nulla ai fini del rispetto dei principi igienico-profilattici in campo nutrizionale e nell'attenzione selettiva in seno alla qualità delle fonti alimentari introdotte con la dieta. Tutto ciò in qualche modo avrebbe dovuto condurre ad un cambiamento qualitativo e quantitativo positivo della composizione corporea se non per il semplice fatto di aver indotto nel proprio stile di vita variazioni di segno nei fattori (dieta ed allenamento) che giocano profonda incidenza sulle sorti della qualità della propria massa corporea anche se con contributi percentuali diversi nell'indurre le variazioni stesse.
Si iniziò quasi subito dalla data del primo incontro attraverso una diagnosi differenziale  qualitativa e quantitiva della composizione corpora per mezzo di bioimpedenza a doppia frequenza.
I risultati parlavano chiaro: 40% di massa grassa! Infatti ad un analisi analitica della ditribuzione del contributo percentuale dei diversi organi sul valore totale del metabolismo di base, quello relativo al fegato presentava valori dell'82% sul 100%. Si era in presenza di accumulo di grasso oltre il 5% del peso del fegato = STEATOSI EPATICA.

Uno dei motivi di tale stetosi che risultava ad una prima anamnesi era steatosi da ridotto smaltimento di grassi per elevato consumo di alimenti contenenti vitamina PP (crusca di frumento), bassi livelli di vitamina B12 e Colina per ridotto introito di fonti proteiche animali.

Ma la steatosi non era solo funzione del motivo sopra esposto e derivante da soli fattori statici, e cioè ad una presenza elevata di tessuto adiposo in seno alla massa totale dell'individuo, ma anche per fattori fisiopatologicamente-dinamici come l'eccessiva mobilitazione di acidi grassi (NEFA) da parte del soggetto in virtù dalla linearità della sua increzione cortisolemica come rilevato dai valori di angolo di fase inferiori a 3,5 (nel caso suo specifico pari a 2,8).
Tale mobilitazione elevata di acidi grassi dal tessuto adiposo non trovava giustificazione in un loro destino termogenico per le inibite capacità del corpo di addurre a ciò e cioè per la scarsa massa muscolare posseduta dal soggetto. Quindi, i substrati lipidici in mancanza di una loro pronta utilizzazione a fini energetici trovavano terreno fertile nel loro deposito a livello epatico.
Infatti Francesca si trovava in una condizione di forte catabolismo proteico come indicato dal contemporaneo valore di due parametri che esprimono l'indice dinamico di tale condizione catabolica: 1) Acqua extracellulare (ECW) per valori superiori a 43% (nel suo caso 53%) e Angolo di fase (PA) per valori inferiori a 3,5 (nel suo caso veniva riportato 2,8).
Tali valori non hanno valore statistico solo per la valutazione del suo stato muscolare e del suo recupero attraverso i programmi che sarebbero seguiti ma anche e soprattutto fonte della conoscenza del suo stato di funizonalità organica, tossicità tissutale, infiammazione cronica, efficienza nelle trasmissioni biochimiche tra le cellule e la matrice extracellulare (ECM) nonchè sul suo stato di acidosi renale (acidosi fissa) e respiratoria (volatile) e del fiosologico equilibrio tra Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e Sistema Nervoso Parasimpatico (SNP).
Di fatto il suo trend positivo di catabolismo muscolare determinava accumulo di prodotti di scarto sulla Matrice Extracellulare (ECM) aumentando le sue dimensioni, quindi alterando la normalità delle trasmissioni biochimiche tra le cellule che la sintetizzano e la matrice stessa (quando la matrice assume valori superiori al 25% vi è l'inefficienza nella funzionalità dei recettori Cross-Talking dislocati sulla matrice, responsabili della comunicazione tra cellule e matrice e, pertanto, anche i messaggi biochimici tra essi risultano compromessi: ad esempio scarso assorbimento dei nutrienti, scarso effetto biologico nei tesuti target da parte dei farmaci - ecco perchè in molti individui accomunati dalla presente condizione le dosi farmacologiche raccomandate non funzionano e bisogna aumentarne il dosaggio).
L'accumulo dei prodotti di scarto derivanti dal catabolismo proteico, oltre a determinare un aumento quantitativo della matrice è artefice anche e soprattutto della variazione strutturale delle proteine della matrice stessa, ad esempio il collagene (ECM protein) che, quindi, decrementa quantitativamente per assistere contemporanemanete ad un incremento dei cataboliti della matrice (ECF protein).
La perdita di massa muscolare porta inevtabimente ad un decremento dei valori di potassio totale (TBK), di quello intracellulare (ICK) ed aumento di quello extracellalare (ECK).
Si ricorda che il potassio totale è fondamentale ai fini della conversione del glucosio derivante dalla digestione di fonti alimentari di natura glucidica in glicogeno. I livelli minimi di potassio totale si registrano per valori pari a 2500 mmol. Ecco che soggetti con livelli al di sotto della norma sono più suscettibili a processi di liposintesi (accumulo di grasso) rispetto ai processi glicogenosintentici (accumulo di glicogeno) rispetto ai soggetti con valori di potassio totale nella norma.
Un'applicazione pratica di tale concetto, ad esempio è che il concedere a tali categorie di persone un pasto libero a settimana di natura prettamente glucicia (pasta, pane, gelato, dolci etc) potrebbe compromettere i sacrifici alimentari e d'allenamento perseguiti nel corso della settimana ai fini del dimagrimento. Pertanto, in tali individui - al fine di volgere verso risultati sicuri e nel più breve tempo possibile - è necessario prima recuperare i valori di TBK in seno ai loro valori di soglia-fisiologica.
Valori di potassio extracellulare (ECK) pari e sopra il 2% non consentono potenziali d'azione ottimali al fine di presiedere all'ottimale funzionalità degli eventi meccanici sia a livello della muscolatura liscia quanto quella striata scheletrica. Ecco la conseguenza di casi (qualora riprotanti valori di ECK dal 2% in su) accusanti stitichezza, debolezza muscolare, spossatezza in seno alla routine quotidiana ed ancora più esaltata nell'ambito dei periodi caldi.
A farcire il report di tutti tali valori non ottimali, in seno ai parametri strutturali e chimici rilevati, erano i risvegli notturni programmati o addirittura insonnia da parte del soggetto trattato.
Anche tale alterata condizione era da ricercare nei valori di matrice extracellulare.
Infatti valori di ECM superiori al 25% determinano un'alterazione nell'equilibrio tra SNS e SNP con attivazione persistente del SNS, quindi un incremento delle onde beta (responsabili dello stato di attivaizone-stress), e decremento della scarica delle onde delta (responsabili dello stato di sonno profondo) e di quelle theta (responsabili dello stato di sonno-relax).

Bisognava stravolgere completamente la condizione di composizione corporea presente fino a quel momento. Ma tale obiettivo prima di diventare iperprogrammatico all'uopo indirizzato, doveva prima essere esposto al soggetto.
Il renderlo partecipe, normalmente, conta quanto la riuscita e successo verso l'obiettivo, in quanto le modalità applicative e le varie finestre quotidiane temporali per l'inserimento fattivo dei vari fattori del programma potrebbe non essere capito dal soggetto stesso, in quanto ignaro delle reali motivaizoni e dell'importanza nel fare una stessa cosa al mattino piuttosto che alla sera e viceversa.
Quindi, prima ancora di iniziare si è palesato da subito la reali necessità di rispettare integralmente i dettami operativi che si sarebbero prescritti.
Si è, inoltre, fatto presente che soprattutto le sedute di allenamento pesi non sarebbero state contraddistinte da un semplice “spostare i pesi”. L'allenamento doveva assumere solo caratterisitche ad alta intensità.
La dieta, seguiva lo stesso trend programmatico ottemperato nella pesistica e cioè generare stress (in questo caso endogeno) in alcuni momenti della giornata per favorire invece relax in altri.
E così il programma aerobico che normalmente consiglio di eseguire solo in condizioni di digiuno mattutino, nel caso specifico di Francesca ha assunto differenti contentingenze operative in virtù dei valori scaturiti dalla bioimpedenziometria in riferimento ai parametri sopracitati.
La trasformazione di Francesca non è stata semplice, ma sicuramente di elevata soddisfazione professionale per l'assolutezza del risultato finale conseguito quanto personale per l'essere riuscito a portare al successo un caso che non aveva mai avuto precedenti in adattamenti della composizone corporea come quelli osservabili attraverso le foto e video del “DOPO”; ma soprattutto per la capacità di tenere elevata la motivazione nella persona che fino a buona parte del percorso, non avendo riscontrato risultati di pari portata agli sforzi profusi e disciplina ottemperata fino a quel momento - e non avendo rieferimenti sui possibili traguardi che si sarebbero potuti  raggiungere alla fine di esso rimaneva, a ragione, in dubbio circa le sue potenzialità di ulteriore miglioramento e sulla bontà del programma - facilmente e precocemente avrebbe potuto imbattersi in un sicuro abbandono. Ma la constante azione di supporto motivazionale ha consentito a Francesca di sperimentare da sola quanto la reiterazione costante nel tempo di fattori che contraddistinugono un corretto e sano stile di vita abbia poi la meglio in termini di risultati qualitiativi e quantitativi raggiungibili.