Sopravvivere alle abbuffate

A cura di Ivan Mercolini


Ora, la soluzione non sta nell'adottare un comportamento, non sta nel cambiare la forma, MA BENSI' NEL MODIFICARE LA SOSTANZA, nell'acquisire una nuova coscienza, DIVENIRE UN NUOVO ESSERE. E' proprio per un errore di impostazione che falliscono metodicamente i buoni propositi. Chi ha una volontà forte riesce ad esercitare anche una lunga coercizione sull'espressione del suo reale sentire, a discapito però della propria serenità psicologica (vedi sviluppo di nevrosi di freudiana memoria): per quanto lunga sia questa coercizione, prima o poi finirà per "scoppiare" in disordini comportamentali ancora peggiori. Questo credere che i problemi siano esterni a sé, questo concentrarsi sul fare, sulla forma, sulla ritualità, è una mentalità squisitamente occidentale che non risparmia alcun campo, dalla religione all'estetica, alla ragione del proprio esistere. Financo il Galateo occidentale è stato per lungo tempo un insieme di comportamenti forzati, posticci, falsi, mentre invece dovrebbe essere la spontanea e naturale espressione educata del proprio ESSERE educati.
AbbuffateL'errore comune, giova ripeterlo, è nell'impostazione. Non bisogna FARE verità diverse, bisogna ESSERE verità diverse. Il fare verrà poi per naturale e spontanea conseguenza di un diverso sentire. Nel nostro caso specifico, bisogna comprendere bene che ruolo ha il cibo nella nostra vita, riuscendo dopo un'approfondita dialettica interiore a trascenderlo. Meditate e scavate in voi stessi riflettendo sulle seguenti parole. Molto probabilmente rientrerete nelle seguenti casistiche che menzionerò, tipicamente incontrate nella mia vita di Model Trainer...
La crescita esponenziale del benessere, non ha purtroppo portato con sé anche una crescita di sentimenti. Anzi, direi che l'amore è involuto fino a circoscriversi al sesso più freddo, animalesco, trasgressivo... nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore: pura e semplice solitudine e alienazione. Non parlo solo dell'amore interno alla coppia, ma anche delle amicizie e degli affetti familiari. Questi ultimi  sono spesso assenti data la crescente diffusione di divorzi. Ecco che il cibo finisce per essere utilizzato quale surrogato di un affetto mancante. Non parliamo di serotonina, non parliamo di meccanicistica medica che sfiora solo la superficie del problema (sempre FORMA FORMA FORMA FORMA FORMA), andiamo a monte. Ingenuo (o furbo o "menefreghista") è il medico che pensa di risolvere una depressione limitandosi alla prescrizione di una o più pillole: questo farmaco tamponerà l'effetto, ma non rimuoverà la causa. Siamo sempre allo stesso discorso. Se vostro padre beve, e ha l'hobby di prendervi a cazzotti nei denti la sera prima di coricarsi, sicuramente con la pomata e il disinfettante tamponerete il sanguinamento, ma se non portate in carcere il cattivo padre, andrete avanti a pomata a vita! Spero che l'esempio pedestre vi aiuti ad entrare nella mia ottica.
Dicevo... vedo... in particolare nelle ragazze (in genere ho preparato queste figure, professioniste e non), un ricorso eccessivo al cibo per cercare erroneamente lì, quell'affetto che nella vita è venuto meno. Genitori separati? Un fidanzato balordo che vi ha usato e poi gettato? Le amiche vi fanno la scansione di come siete vestite riuscendo a compilare la vs. dichiarazione dei redditi meglio del commercialista? Quanto freddo... la dimostrazione pratica del fallimento dell'edonismo. La soluzione definitiva per portare ordine e controllo alla propria alimentazione sta quindi nel TRASCENDERE il concetto di cibo. Dovrete arrivare a mangiare sì con gusto, assaporando lentamente una pietanza ben cucinata, ma con quel distacco tale che, se da domani ne veniste privati per sempre, la notizia deve lasciarvi indifferenti. E perché ciò accada è necessario che la vostra vita si riempia di interessi, affetti, scopi altruistici, sogni ben più significativi. Riportate i sogni nella vs. vita, cercate interessi, amori. Quante volte invece vi lasciate andare sconfitti alle delusioni, rifugiandovi nel cibo quale coperta di Linus. Mi rendo conto che non è facile. Il lettore attento si sarà reso conto che siamo entrati in ambiti filosofici e psicologici. Infatti, se la vs. introspezione a seguito delle mie parole si rivelerà insufficiente a farvi emergere dal problema, allora il professionista adatto a cui rivolgersi con fiducia è lo psicologo (consultate pure anche il database interno al ns. sito), il quale individuerà gli squilibri che vi portano a dare al cibo attributi che non ha e che sono solo fantasmi della vs. mente. Dopo di che anche voi dovrete fare la vostra parte, lavorando in voi stessi, aprendo una dialettica che vi porti, gradualmente, ad una maturazione (e quindi modifica) del vs. essere: da allora, e solo da allora, l'alimentazione tornerà ad essere ciò che sempre oggettivamente è stato... nutrienti, amici miei, niente altro che nutrienti. E invece, quante etichette ci avete appiccicato sopra fino a questo momento. Esso era la ragazza che mai si accorse di voi fagotti in fondo alla classe, era il ragazzo virtuale che amavate e non quello reale che vi ha usato per i suoi bassi istinti e null'altro, era il padre che mai vi ha parlato, il posto di lavoro che aspettavate, eccetera... eccetera... eccetera....
Abbuffatte denaroMi piacerebbe poter così, da questa sede, e con queste parole, aver facilmente risolto il vs. cruccio. Ma ho già detto che non è facile. Un obiettivo l'abbiamo raggiunto: abbiamo individuato dove cercare la soluzione. Abbiamo capito che dobbiamo cambiare il nostro essere, noi stessi (il comportamento verrà spontaneo quale conseguenza), dobbiamo dialogare con noi e dare alla vita obiettivi, scopi, amori, sogni, passioni, togliendo al cibo attributi che non ha. Abbiamo detto che può essere molto utile l'ausilio di uno psicologo. Il dietologo verrà dopo, a valle. Altre soluzioni non vi sono, servono solo a farvi spendere denaro e a riempire riviste inutili. Sicuramente, data la varietà, non tutti i "casi" si risolveranno, ma sono certo che molti si instraderanno correttamente... il resto sarà solo questione di tempo e di esercizio quotidiano al "conosci te stesso". Il loro "Grazie Ivan, ora sto meglio", per email, per Facebook, in community, ripagherà pienamente il mio lavoro.

RIASSUMENDO

Abbiamo visto come comportarci per tamponare gli effetti dovuti ad abusi alimentari sconsiderati nel corso di una - due settimane di ferie. Abbiamo visto poi che per rimuovere la causa, dobbiamo cambiare il nostro ESSERE, il nostro SENTIRE, e non già la forma, il comportamento (in quanto questo verrà dopo, spontaneamente, quale conseguenza della ns. nuova coscienza).
Giungere ad un equilibrio non è facile, soprattutto per i soggetti più emotivi, più sensibili, più soli, che risentono degli "urti" grossolani di una società fondata sul "morte tua, vita mia" e "Homo Homini Lupus". Abbiamo consigliato anche l'ausilio di uno psicologo, che ci aiuti a scavare in noi, a capire quale archetipo, quale fantasma posticcio stiamo attribuendo all'"abbuffata". Ora il cammino è tracciato, nulla vi manca per poter uscire piano piano dal labirinto. Ricordate quindi l'importanza di questi punti anche in altri campi, altre applicazioni:

Differenza fra forma e sostanza. La forma procede dalla sostanza. Per cambiare la forma in maniera definitiva, duratura, efficace, si deve cambiare il proprio sentire, il quale, per sua natura, può solo accrescersi.
Conoscere se stessi.
Si è quel che si è e non quello che si vuol far credere.

Possano la salute, la serenità, la felicità e l'amore accompagnarvi sempre. Penso a questi ultimi riassuntivi pensieri, mentre sorseggio la solita menta al MARGARITA di Pesaro, la mia città. I tavoli sono sempre pieni... chissà se tutti questi ragazzi si saranno mai domandati chi è quella assorta persona che siede sempre da solo immerso nelle sue malinconie, nei suoi ricordi, nei suoi studi e in quel giornale sfogliato con assenza. L'uomo dal fiore in bocca ha cercato, anche questa volta, di aiutarvi a stare meglio. Possa questo sito continuare ad essere di vostro gradimento, e la vostra presenza esser costante. Solo alcuni ringraziamenti, poi vi lascio in pace. Grazie al Cerchio Ifior e al Cerchio Firenze 77 per la parte filosofico ermetica. Ringrazio il Maestro pesarese Alessandro Saffioti per essermi sempre stato di esempio. Ringrazio voi, per la vostra stima e il vs. affetto e per la costanza con cui ci seguite. Un abbraccio,


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IVAN MERCOLINI

BodyBuilding & Fitness Instructor, Personal Trainer Body For Life System, Model Trainer