Dimagrimento: gli undici segreti

A cura del Dottor Francesco Casillo

B) I presupposti di intensità su cui si basano il 90% delle attività svolte in palestra al fine di far percepire un adeguato livello di fatica che possa appagare la necessità psicologica di sentirsi a posto con la propria coscienza (alimentata dal mito-cultura del "più brucio e meglio è", anche se poi non si sa che cosa...!), non soddisfano i requisiti propri dell'attività dai connotati lipolitici (=brucia grassi).
Per bruciare grassi durante la seduta d'allenamento il tipo d'intensità deve essere di tipo aerobico. Questo perché l'attività di tipo aerobico attinge prevalentemente dai grassi il contributo energetico al lavoro muscolare (favorendo in tal modo il dimagrimento).
Qualsiasi altro tipo di intensità che si discosti dalla pura concezione di aerobiosi , quindi quelle di tipo anaerobico-lattacido (tipica del bodybuilding e dell'800metrista), aerobico-anaerobico alternato (calcio, nuoto, spinning, attività di sala di media intensità come total body, bodypump etc.), anaerobico-alattacido (sprint 100 metri, powerlifiting, sollevamento pesi) indurranno un contributo lipidico (cioè da grassi) allo sforzo profuso durante l'attività fisica percentualmente inferiore, il cui livello varierà al variare delle diverse accezioni d'intensità assunte dal lavoro stesso!

In poche parole, più l'attività diventa intensa e meno rispecchia i connotati di intensità di tipo aerobico! E più ci si discosta da condizioni di tipo aerobico meno grassi si usano a scopo energetico (con la conseguenza dell'affievolirsi del potenziale di dimagrimento ricercato attraverso la pratica di tali attività) a favore invece di un maggior utilizzo di zuccheri!
Alla fine, la scelta di tali attività di media-elevata  intensità presenta un doppio svantaggio ai fini dell'obiettivo per il quale sono perseguite (e cioè il dimagrimento):

A) Il dispendio energetico che comportano è prevalentemente derivante da zuccheri e non da grassi.
B)N on sono funzionali ad innescare ottimamente i processi di crescita muscolare, quindi scarsamente efficaci nel dare una sensibile sferzata al metabolismo di base ed indurre un efficace e sensibile dimagrimento.

Miti e riti...


Ma io non voglio diventare muscoloso/a! Non mi interessa fare gare... non voglio mascolinizzarmi (nel caso del bacino d'utenza di sesso femminile)... voglio solo tonificarmi... e togliere solo quei rotoli su addome... o togliere i cuscinetti sui glutei...

Questi e molti altri sono un insieme di:

  • richieste senza senso (in riferimento all'impossibilità di esaudire quei precisi obiettivi fisico-estetici poiché essi non possono prescindere dal perseguimento di una programmazione finalizzata per l'aumento globale della massa magra e del dimagrimento generalizzato e non localizzato poiché quest' ultimo non esiste, mettetevelo in testa!!!); Nel caso in cui il dimagrimento localizzato (conosciuto anche col nome di "Spot reduction",) fosse possibile la sua evenienza non è ancora stata documentata in letteratura scientifica.
  • di spauracchi relativi all'ottenimento di risultati poco gradevoli (muscoli abnormi).

Tali assunzioni senza alcuna evidenza scientifica corredano quell'ampio spettro di fisime assai vive nell'immaginario comune dell'opinione pubblica, grazie ai miti romanzati dai mass media. sulla pericolosità del bodybuilding, dagli scopri di lucro dei "pseudo" centri fitness e wellness, personal trainer di effimero calibro professionale e di competenze, che per aumentare il loro giro di clienti e cavalcare l'onda del "tutto e subito e senza fatica" promettono grandi risultati grazie ad attrezzature all'avanguardia: chiavette tecnologiche, pedane vibranti, elettrostimolatori, etc., mettendo al bando la pratica del bodybuilding in virtu' degli scarsi introiti commerciali che questa comporterebbe in seguito alla bassa % percentuale di persone "attive" dotate di una forma mentis prona al senso di disciplina insito e proprio dello spirito e stile di vita culturistico!


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