Obesità e Personal trainer

A cura del Dottor Ferdinando Spatalino


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L'obesità rappresenta un importante disordine metabolico e si calcola che 1 persona su 5 sia obesa. Si è anche stabilito che il 97% degli obesi non ha alcun tipo di problema, se non relativo al disordine alimentare e a una vita sedentaria; quindi una corretta alimentazione e una costante attività fisica risultano i rimedi più efficaci. Un così grave aumento di peso, tuttavia, porta ad un eccessivo accumulo di tessuto adiposo, con un aumento di lipoproteine circolanti che vanno a formare placche aterosclerotiche; ne deriva un'attività cardio-circolatoria compromessa ed un aumento della pressione arteriosa, per non parlare poi delle ripercussioni del peso eccessivo sullo scheletro e sulle articolazioni, e ancora, difficoltà motorie, rischi costanti di infortuni e difficoltà nel relazionarsi con gli altri per una non accettazione della propria esteticità.

Negli Stati Uniti il 67% degli uomini ed il 62% delle donne è obeso o in forte sovrappeso, e la prevalenza dell'obesità è aumentata del 62% tra gli uomini e del 52% tra le donne tra gli anni 1976-1980 e 1988-1994. Successivamente, è stato registrato un aumento del 34% degli uomini e del 32% delle donne tra il 1988-1994 e 1999-2000. Ovviamente, i dati hanno mostrato più o meno la stessa incidenza anche per l'Europa. La cosa più preoccupante deriva da un altro studio che ha messo in evidenza che a partire dal 1980 l'aumento dell'obesità investe paurosamente anche bambini tra i 6 e gli 11 anni, come gli adolescenti tra i 12 ed i 19 anni.

 

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Quindi, se dovessimo avere come cliente un obeso, come ci rendiamo conto se possiamo allenarlo? Immaginiamo che il soggetto possegga i requisiti adatti! Ci troviamo di fronte al seguente caso: anni=34, Fcmax=186 bpm, HRR=90 bpm, 60% Fcmax=112 bpm; come certamente avrete notato, la differenza tra i battiti cardiaci a riposo e l'allenamento iniziale (proposto nella percentuale di sicurezza) è veramente bassa; questo significa che il cliente, appena inizierà a camminare o ad alzare un braccio, subito raggiungerà la frequenza da noi stabilita per l'allenamento: quindi se alzerà tutte e due le braccia e magari camminerà contemporaneamente si ritroverà sicuramente con una frequenza notevolmente più alta. Cosa fare allora? Qui entra in gioco la professionalità del personal trainer e da qui l'esigenza di possedere un background di informazioni tali da rendere la nostra preparazione ineccepibile e di alto livello: le persone comuni sono i nostri clienti migliori e il primo passo per approcciarvi è comunicare attraverso il linguaggio della competenza, perché queste persone devono essere sicure di trovare sulla loro strada personal trainer preparati e non sperare, come spesso accade, se si è fortunati, di incontrare il personal trainer giusto...

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Ultima modifica dell'articolo: 20/02/2017

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