Obesità infantile

A cura del Dr. Davide Sganzerla


L'obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, che in Italia colpisce un bambino su quattro, è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica si introducono più calorie di quante se ne consumano.

 

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Prevenzione dell'obesità infantile Obesità infantile: prevenzione

 

La definizione di sovrappeso e di obesità infantile è più complessa rispetto all'adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea), che è uguale al peso in Kg diviso l'altezza in metri elevata al quadrato. (Confalone, 2002).
Pur avendo basso errore di osservazione, basso errore di misurazione, buona affidabilità e validità, il BMI non può essere una misura sensibile dell'obesità in persone molto alte e basse, ed in persone che hanno insolite composizioni di massa magra e massa grassa. (Sardina, 1999). Tuttavia, un comitato competente, convenuto nell'International Obesity Task Force nel 1999, ha determinato che - sebbene il BMI non fosse una misura ideale - era comunque il più valido tra tutte le formule che calcolano l'adiposità in un individuo, e perciò poteva essere usato per definire il sovrappeso e l'obesità in bambini ed adolescenti. (Bellizzi, 1999).
In base a queste conclusioni, la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), per definire sovrappeso ed obeso un bambino, utilizza i “punti” di BMI realizzati da uno studio di Cole nel 2000 e sviluppati usando diversi dati mondiali. Per questo, essi rappresentano una referenza internazionale che può essere usata per comparare le diverse popolazioni mondiali.
Il Ministero della Sanità Italiano definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20% quello ideale, e in sovrappeso se lo supera del 10-20%; in alternativa, lo definisce tale quando il suo BMI è maggiore del previsto. La crescita ponderale del bambino viene calcolata facendo riferimento alle tabelle dei percentili, grafici che riuniscono i valori percentuali di peso e altezza dei bambini, distinti per sesso ed età. (Confalone, 2002).
Secondo recenti studi, effettuati nel 2000 dal NCHS (Centro Nazionale di Statistiche per la Salute Statunitense), la crescita è nella norma se si pone intorno al 50° percentile, mentre più si supera il valore medio più aumenta il rischio di obesità; pertanto, dal 85° al 95° percentile il bambino viene definito sovrappeso mentre dal 95° percentile viene definito obeso. (Kuczmarski, 2000).

 

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Ultima modifica dell'articolo: 17/02/2016