Metabolismo e allenamento

A cura di Sergio Grieco


Per molti, se non per tutti i praticanti di palestre, il raggiungimento degli obiettivi prefissati è strettamente legato alla scheda di allenamento, come se l'istruttore fosse, con la sua maestria, l'unico artefice dei risultati ottenuti. In realtà non è proprio così; se ad un qualsiasi protocollo allenante non vengono affiancati altri fattori quali una quanto più corretta alimentazione, e mi preme sottolineare che per alimentazione non s'intende solo mangiare ma anche bere, se non saranno rispettati i giusti tempi di allenamento e riposo, inteso come recupero fisico e sonno regolare, allora la vostra scheda potrebbe essere stata fatta dai migliori personal trainer del mondo ma i risultati stenteranno ad arrivare. Metabolismo e allenamentoTutti questi fattori appena citati sono raggruppali in un unico grande concetto che è quello del metabolismo. Metabolismo è tra le parole più erroneamente pronunciate nelle palestre, spesso volgarizzata e vuota del suo reale significato.
Per metabolismo s'intende l'insieme delle trasformazioni chimiche, fisiche e biologiche che vengono compiute nell'organismo per permettere lo svolgimento dei processi vitali. Si distingue specificamente in due fasi ben distinte: l'anabolismo ed il catabolismo.

L'assimilazione è la fase anabolica e costruttiva, che prende il nome di anabolismo; questa fase è costituita dalla continua trasformazione del cibo in materia organica o in sostanze che successivamente possono essere bruciate per produrre energia. La seconda fase, il catabolismo è la combustione di queste sostanze, la loro degradazione chimica ed il loro allontanamento dall'organismo mediante escrezione di urina, sudore e mediante la ventilazione polmonare che porta all'eliminazione dell'anidride carbonica.

In età giovanile la fase anabolica prevale su quella catabolica e si ha l'accrescimento; nella vecchiaia prevale la catabolica e in età matura c'è, o per lo meno ci dovrebbe essere, equilibrio tra le due fasi. Le varie trasformazioni e reazioni chimiche che costituiscono il metabolismo sono infatti collegate a numerosissimi fattori, basti pensare che sono legate alla presenza e all'intervento di almeno 25000 enzimi diversi (che sono quelli scoperti fino ad oggi ma ce ne sono altri da scoprire) ed ognuno di questi può agire solo in specifiche condizioni, che sono ad esempio la presenza di catalizzatori che li attivano o un determinato valore di pH.
Un metabolismo normale assicura la costanza delle condizioni fisico-chimiche dei componenti dell'organismo, assicurando quell'equilibrio, che prende il nome di omeostasi, dato ad esempio dalla costanza della composizione chimica dei liquidi interni (si pensi soprattutto al sangue) e dal mantenimento della temperatura. Il metabolismo basale è la quantità minima di energia spesa da un organismo a riposo e a digiuno per sopravvivere, mantenendo attivi i processi di base, quali conservazione della temperatura, attività cardiaca, respirazione e sintesi di sostanze chimiche.
Il metabolismo corrisponde all'intensità della respirazione cellulare ed è quindi correlato al consumo di ossigeno che si può quantificare con apposita apparecchiatura. In base al consumo di ossigeno e a calcoli che terranno conto di età, sesso, massa corporea magra (il peso dei soli muscoli), si calcola il fabbisogno energetico di un individuo per un'unità di tempo.
Il metabolismo è poi molto influenzato dagli ormoni tiroidei.
Gli ormoni tiroidei stimolano l'attività metabolica in generale influendo su morfogenesi e accrescimento. In caso di ipotiroidismo si ha intensa diminuzione del metabolismo basale e i sintomi sono l'abbassamento della temperatura corporea, la diminuzione della pressione arteriosa e la sensazione di stanchezza. Nel caso di ipertiroidismo si ha forte accelerazione del metabolismo; le persone ipertiroidee sono infatti molto attive, dormono poco e sono emozionalmente instabili.
Spiegato a grandi linee il concetto di metabolismo risulta abbastanza chiaro come dietro il suo funzionamento ci sia la causa del raggiungimento o meno degli obiettivi prefissati. Se rapportiamo il metabolismo all'allenamento in palestra, scopriamo che nel momento in cui ci stiamo allenando siamo nel pieno della seconda delle due fasi, quella catabolica; stiamo infatti degradando sostanze chimiche i cui scarti saranno espulsi tramite sudore (che contrariamente al pensare comune non è indice diretto di dimagrimento), urine e anidride carbonica con la respirazione: stiamo quindi bruciando energia, stiamo impoverendo il nostro organismo, in pratica stiamo distruggendo e non costruendo. Quando avremo finito l'allenamento il nostro organismo inizierà la fase di ripristino dei valori e dopo che ci saremo nutriti avverrà la fase anabolica, con la trasformazione del cibo in materia organica e in sostanze utili a ripristinare le scorte energetiche. Se sarà dato poi l'adeguato riposo prima di un altro allenamento allora avremo la tanto ricercata supercompensazione, che altro non è che il miglioramento dei valori precedenti all'allenamento effettuato. Per tutti questi motivi è importante non esagerare nei carichi e nei tempi dell'allenamento (l'allenamento ideale è stimato intorno all'ora circa o poco più) ed è ugualmente importante dare il giusto stacco di tempo tra un allenamento e l'altro. Solo così daremo modo al nostro organismo di "costruire" e migliorarsi, ma questo concetto che sembrerebbe rivolto solo a chi cerca una crescita muscolare è invece valido per tutti, indistintamente da sesso, età e obiettivi prefissati. Qui e soltanto qui subentra la mano dell'istruttore, con protocolli allenanti differenziati a seconda soprattutto della persona, delle sue esigenze di salute ed infine degli obiettivi da essa desiderati.
Concludo con una semplice traduzione: Fitness vuol dire benessere, noi istruttori abbiamo l'obbligo di aiutare le persone a stare meglio di come stavano prima che venissero da noi e questo non solo in presenza di problemi conclamati (che poi a veder bene ognuno ha i suoi problemi),  ma anche quando alla base non ce ne sono. Qualunque cosa faccia stare meglio può definirsi una cura, anche se non c'è un vero male di partenza; è per questo motivo che io ho sposato la tesi che:

IL FITNESS NON E' UNA QUESTIONE ESTETICA MA TERAPEUTICA.


Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016