I limiti della plicometria

A cura del Dott. Antonio Parolisi


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Facendo un ragionamento abbastanza approssimativo e puramente didattico, consideriamo innanzitutto l'esempio precedente.
Il soggetto con un 17% di grasso corporeo su 100kg di peso totale avrà: 100kg-17%= 83 kg di massa magra. Facendo dei calcoli su questo parametro si "stimerebbe" un metabolismo di base BMR di 83x24 (24 ore della giornata) 2000 kcal circa.
Tutto questo se il soggetto si trovasse in una condizione di idratazione corporea ideale, in quanto, tenendo presente una quantità di acqua corporea del 60% circa, l'equazione plicometrica permette di valutare indirettamente la massa magra; tuttavia le cose cambiano se ci troviamo di fronte ad un caso di disidratazione o iperidratazione.
La nostra attenzione dovrebbe cadere sempre sulla Massa Magra e non sul grasso corporeo che non ci dà nessun valore ai fine della stima del fabbisogno calorico giornaliero. Capiamo graficamente perché:


plico

In tutti e 3 i casi il grasso corporeo è lo stesso; supponiamo come nell'esempio precedente 17%.

Nel primo caso si è in normoidratazione e la Massa Magra è stimata con buona approssimazione mediante plicometria, quindi intorno all'83%.

Nel secondo caso ci troviamo di fronte ad una situazione di disidratazione, dove il grasso corporeo è sempre del 17% ma il restante 83% ha una composizione diversa dal primo caso, in quanto si ha meno acqua e, a parità di peso, si ha più massa magra.
In questo caso, facendo la plicometria, si sottostimerebbe la massa cellulare attiva, in quanto si terrebbe in considerazione dell'acqua che in realtà non c'è, avendo così l'illusione di una massa magra inferiore, quando in realtà c'è semplicemente meno acqua!
Nel terzo caso ci troviamo di fronte ad una situazione di iperidratazione, dove il grasso corporeo è sempre del 17% ma il restante 83% ha una composizione diversa dal primo e dal secondo caso, questo perché si ha più acqua del dovuto e, a parità  di peso, si ha meno massa magra.
In questo caso, facendo la plicometria, si sovrastimerebbe la massa cellulare attiva, in quanto si terrebbe in considerazione dell'acqua che in realtà è eccessiva, avendo così l'illusione di una massa magra superiore, quando in realtà c'è semplicemente più acqua.
In termini numerici i risultati non cambiano più di tanto.
Si parla infatti di 100-200 kilocalorie in più o in meno che, ai fini del fabbisogno calorico giornaliero, non ci cambiano la vita.
Se si consumano 2600 o 2400 kcal, considerando una persona attiva, la differenza non ha un valore così importante come in molti vorrebbero farci credere. Basta una passeggiata in più o in meno ed il gioco è fatto. 
La problematica sussiste nel momento in cui si vogliono analizzare le reali condizioni del soggetto. Infatti, se dispongo di una strumentazione valida che mi permette di monitorare l'andamento della persona in esame, posso comprendere il progresso o il regresso, quindi capire se bisogna modulare il piano alimentare e ginnico per cercare di portare il soggetto in una condizione ottimale.
Supponiamo di iniziare un programma di personal fitness training e di ottenere, dopo 8 settimane, una perdita di massa magra associata ad una perdita del 6% di grasso corporeo. E' un fiasco a tutti gli effetti!!!
Probabilmente il cliente sarebbe contento di sapere che ha perso peso e grasso corporeo, purtroppo, però, avrebbe perso anche massa magra che è la componente più preziosa per bruciare calorie. Noi, in qualità di Personal Fitness Trainer, ci renderemmo immediatamente conto che la strada intrapresa è quella sbagliata.

In simili situazione dobbiamo cambiare approccio perché possono esserci diverse possibilità: il soggetto si nutre male o si allena troppo, oppure si allena troppo poco o ha problemi che influiscono sulla massa magra, come forme tumorali o altri problematiche di competenza medica.

Questo dovrebbe farci pensare sui risultati di una stima della composizione corporea e aiutarci a capire che la nostra attenzione non dev'essere focalizzata soltanto sul quel benedetto grasso corporeo, vero e proprio incubo ed ossessione di tutti!!!
Dovremmo quindi concentrarci sulla Massa Magra, per portare il copro in una condizione ottimale e stabilire una condizione idrica ideale per permettere tutte le normali funzioni fisiologiche dell'organismo.

La plicometria ha una valenza fondamentale nelle applicazioni sul campo e, ripeto, ci torna sicuramente utile per stimare con buona approssimazione il fabbisogno calorico giornaliero e per creare delle linee guida alimentari personalizzate.
Il problema insorge nel momento in cui si valutano i progressi di chi si ha in esame, perché potremmo essere illusi in eccesso o in difetto da una stima della massa magra che non corrisponde alla realtà; magari credendo di fare dei progressi quando in verità si sta peggiorando.
Quindi è bene che si tengano presenti i concetti esposti in questo articolo, per non incorrere in errori importanti che possono compromettere l'intero andamento di un programma di Fitness.

 

Buona Plicometria a tutti...

 

BIBLIOGRAFIA
Dal Monte A., Faina M. - "Valutazione dell'atleta"
ISSA - "Fitness la guida completa"
Gastelu D., Hatflied F. - "Nutrizione dinamica per la massima performance"
W. D.McArdle, F.I Katch, V.L. Katch "Fisiologia applicata allo sport"
Fitness & sport anno 15 n°4;2007