Personal trainer e dimagrimento

A cura del Dottor Francesco Casillo

 

Nella fattispecie, per la stimolazione "selettiva" del brachiale anteriore sono efficaci TUTTI gli esercizi di flessione del gomito eseguiti con una impugnatura diversa da quella supina (e quindi non solo il Curl a martello), poiché tanto più ci si allontana da tale posizione (quella supina) tanto più è l'esclusione selettiva e prevalente del bicipite brachiale lasciando al muscolo in questione - brachiale anteriore -  in misura "prevalente" gli oneri della resistenza da vincere, senza pur tuttavia tralasciare il "piccolo dettaglio" di flettere la spalla (nota anche come "anteposizione del braccio") per un ulteriore rassicuramento sulla selettiva esclusione del capo lungo del bicipite dal suo intervento.

 

trainer esperienza

 

Queste valide considerazioni d'impronta kinesiologica permettono di indirizzare con successo e con cognizione di causa la scelta dell'esercizio in funzione dell'obiettivo poiché la loro applicazione è in grado di elicitare in modo causale e non casuale il preciso stimolo muscolare selettivo ricercato.

 

Ecco quindi che la necessità di raggiungere precisi e dettagliati adattamenti morfologici nello sviluppo muscolare porta il bodybuilder dotato di background scientifico a trovare soluzioni pratico-applicative finalizzate a produrre stimoli allenanti implicanti quote d'intervento muscolari differenziate, per sortire quei particolareggiati, precisi ed ambìti, risultati fisico-estetici.

Se la soluzione allenante suggerita dall'approccio "teorico" non è errata e se quella proposta dalla  sola "esperienza pratica" risulta più mirata poiché derivante dall'esperienza su campo, ma pur sempre limitata nel suo contesto applicativo, le soluzioni allenanti suggerite dall'approccio "teorico-esperienza pratica" si rivelano molto più esaurienti  rispetto a quello "teorico"  nel soddisfare i requisiti che consentono l'adattamento della peculiarità morfologica ricercata (picco del bicipite) ed anche rispetto a quello della sola "esperienza pratica" poiché non si configurano con l'esercizio - scongiurando in tal modo un loro confinamento nell'ambito di un limitato contesto applicativo - ma con l'impostazione kinesiologia.
Un'impostazione che, dettando le caratteristiche che i movimenti devono assumere in funzione dell'obiettivo, suggerisce in tal modo la gamma di esercizi contro resistenza che li rappresentano!

Lo stesso concetto può essere validamente applicato al contesto dietetico-nutrizionale.

Se l'obiettivo consiste nella perdita di grasso attraverso la dieta:

1) la teoria accademica indirizzerà semplicisticamente le scelte pratiche verso un taglio calorico assoluto in ingresso che, giustificato dal 2° principio della termodinamica, permetterebbe la riduzione del peso. Anche qui niente di errato se l'obiettivo è il decremento ponderale (decremento di peso). Ma tale principio risulta fuori luogo quando il contesto applicativo è quello del dimagrimento (perdita di grasso e non di muscoli)!

b) La pratica di chi ha maturato negli anni esperienze su diete nel tentativo di migliorare la composizione corporea verterà primariamente sulla manipolazione qualitativa della dieta stessa, ed EVENTUALEMENTE, e solo in un SECONDO momento, su quella quantitativa se l'obiettivo è la riduzione selettivo-prevalente di grasso e non quella di tessuto magro (il decremento di quest'ultimo è inevitabile quando l'attenzione si focalizza sul decremento ponderale attraverso il solo taglio calorico concepito in termini assoluti).

c) Teoria ed esperienza pratica, invece, procedono appaiate nel campo della fisiologia, alla ricerca di valide motivazioni a sostegno di ciò che si è riscontrato nella pratica - e cioè dell'effettività che la manipolazione dell'introito glucidico (e non solo) ha sulla composizione corporea, e più precisamente sui livelli di grasso, porterà a comprendere non solo che sono i bassi livelli di insulina, indotti da una minor assunzione quantitativa glucidica, a conferire alla dieta il potenziale lipolitico o comunque meno lipogenetico (lipogenetico: favorente il processo di accumulo di grasso); ma anche che non sono tanto i suoi valori assoluti (dell'insulina)  quanto le sue variazioni relative nel periodo post-prandiale (indotte non solo da diversi livelli quantitativi d'introduzione glucidica  ma anche, a parità di introito glucidico, da carichi glicemici di differente portata) a far assumere alla secrezione insulinica stessa un significato biologico di relativa "abbondanza" o "carestia energetica" - determinanti rispettivamente un maggior o minor potenziale lipogenetico della stessa.

 

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