Dieta Sgonfiante: Ritenzione Idrica e Pancia Gonfia

Cos’è il Gonfiore

Gonfiore

Si definisce "gonfio" un tessuto o una parte del corpo che aumenta di volume; pertanto, "sgonfiare" significa letteralmente ridurre il gonfiore.

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Come il rossore, il calore e la tumefazione, il gonfiore rappresenta una delle caratteristiche essenziali del fenomeno infiammatorio. Pertanto, in ambito medico, quando si intende "sgonfiare una parte del corpo" si incentra la terapia nell'inversione del meccanismo infiammatorio. E' quindi logico pensare che i sistemi più efficaci per ridurre il gonfiore siano i rimedi antinfiammatori, intesi come terapia farmacologica (FANS, corticosteroidi, a livello topico, per OS o per iniezione), crioterapia (terapia del freddo) e terapia manuale (massaggio), a seconda del distretto e della causa scatenante.

Gonfiore non infiammatorio

Tuttavia spesso si utilizza il termine "gonfio" anche per indicare problemi differenti, non necessariamente imputabili ad uno stato infiammatorio. Paiono gonfie le gambe di un soggetto che soffre di cattiva circolazione. Allo stesso modo, è evidentemente gonfio il ventre di una persona affetta da ritenzione di aria o gas gastrointestinali, soprattutto dello stomaco e dell'intestino. In entrambi i casi la dieta e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale.

Nel presente articolo cercheremo di capire meglio in che modo comportarsi per curare questi due tipi di gonfiore così diversi tra loro, ovvero quello sottocutaneo dovuto alla ritenzione idrica (per cattiva circolazione sanguigna e linfatica) e quello gastrointestinale.

Ritenzione Idrica

Generalità sul gonfiore da ritenzione idrica

Ritenzione idrica significa accumulo eccessivo, quindi anomalo, di acqua nei tessuti (spazi extracellulari). Si tratta di un segno clinico evidente dovuto a malattie primarie che può comportare problemi anche di grave entità. La causa più frequente di ritenzione idrica è un difetto patologico della circolazione sanguigna e/o linfatica. Si manifesta principalmente, ma non esclusivamente, negli arti inferiori con particolare localizzazione nelle caviglie. Bisogna tuttavia ammettere che la circolazione può essere molto debole, inefficiente, senza però diagnosticata come "insufficiente". Riassumiamo in breve il meccanismo della ritenzione idrica non patologica, peraltro strettamente correlato alla formazione di cellulite:

  1. Scarso ritorno venoso
  2. Debolezza capillare e perfusione di liquido
    • Possibile sofferenza dei tessuti coinvolti (soprattutto quello adiposo), morte cellulare e dispersione del contenuto citoplasmatico con azione osmotica sui liquidi circostanti
  3. Difficoltà di riassorbimento linfatico, anche dovuta alla pressione osmotica.

Nota: il gonfiore da ritenzione idrica è riconoscibile, oltre che per l'aumento del volume e per la tipica consistenza al tatto, anche per il ben noto aspetto "a buccia d'arancia". Col passare del tempo questa condizione predispone l'insorgenza di cellulite (panniculopatia edemato fibro sclerotica) che, negli stadi più avanzati, diventa irreversibile.

Dieta per la Ritenzione Idrica

Dieta sgonfiante per la ritenzione idrica: premessa

Per chiarezza iniziamo specificando che la dieta sgonfiante per ritenzione idrica NON dev'essere povera d'acqua, tutt'altro. Inoltre, è consigliabile non fare troppo affidamento sui cosiddetti "prodotti miracolosi", quali integratori alimentari, cibi funzionali, creme ecc. L'unico sistema veramente efficace è il connubio tra una buona dieta e la giusta attività fisica. Di seguito riassumeremo i criteri fondamentali della dieta sgonfiante per la ritenzione idrica.

Tanta acqua ed alimenti idratati

L'acqua non è solo essenziale per mantenere un buon stato di salute, è anche fondamentale per contrastare la ritenzione idrica. Infatti l'acqua è l'elemento diuretico per eccellenza. Aumentando il volume di filtrazione renale, incrementa anche l'effetto di escrezione delle molecole indesiderate. Se non beviamo abbastanza (lo si può valutare osservando il colore e l'odore delle urine, nonché il numero/quantità di urina giornaliera), aumentare l'acqua pura e il consumo di alimenti idratati (minestroni, brodi ecc) può incrementare la capacità di eliminare i composti di scarto (che si presume possano essere coinvolti nell'accumulo d'acqua nei tessuti periferici). Ovviamente, se la condizione metabolica è di per sé ottimale, bevendo di più non si otterranno ulteriori benefici. Tuttavia, se i liquidi che ristagnano a livello periferico sono ipertonici (contengono una certa quantità di soluti che ne ostacolano lo smaltimento), associare il potenziamento del microcircolo ad un aumento del consumo d'acqua potrebbe comunque aiutare a risolvere il problema. Il consumo d'acqua complessivo desiderabile per un soggetto medio e sedentario è di 1 ml ogni 1 kcal della dieta. Ad es, in una dieta da 2000 kcal, sono auspicabili circa 2 l di acqua al giorno.

Fitocomplessi che rinforzano il microcircolo

Agiscono soprattutto a livello capillare, riducendone la permeabilità e potenziando la capacità elastica e contrattile; sono ottimi anche per prevenire le varici e la cellulite. Si tratta di composti di origine vegetale che contengono principi attivi specifici, in genere appartenenti ai gruppi chimici di: triterpeni (come l'escina), ruscogenine, glicosidi cumarinici, flavonoidi, acidi fenolici, tannini, proantocianidine e resveratrolo. Sono famosi per il contenuto di fitocomplessi che rinforzano il microcircolo: centella asiatica, melliloto e vite. Dal punto di vista alimentare si potrebbe anche affermare che svolgono una funzione simile o complementare frutti e verdure ricchi di antiossidanti, soprattutto fenolici; ad esempio: uva, mirtillo rosso, melograno, carote viola ecc.

Vasodilatatori che migliorano il microcircolo

Sono molecole che agiscono a livello della muscolatura liscia vasale. Come i precedenti, agiscono sulla funzionalità capillare riducendo la permeabilità e ottimizzando l'irrorazione dei tessuti. Hanno una spiccata funzione vasodilatatrice gli omega 3, soprattutto l'acido eicosapentaenoico e l'acido docosaesaenoico, abbondanti nei pesci azzurri, nel merluzzo, nel salmone, nel fegato degli stessi e nelle alghe. Un buon precursore, l'acido alfa linolenico, è invece abbondante nei vegetali (soprattutto in certi semi oleosi e nel germe dei semi amidacei). Esistono altre molecole dotate di azione vasodilatatrice, come ad esempio la capsaicina del peperoncino e l'alcol etilico, che tuttavia in quantità normali hanno una rilevanza marginale o sono dotati di effetti collaterali significativi.

Poco sodio aggiunto

La dieta non dev'essere ricca di sodio aggiunto, concetto ben lontano da quella che in molti definiscono "dieta povera di sodio". Il sodio naturalmente presente negli alimenti è fondamentale allo stato di salute generale, poiché questo minerale svolge moltissime funzioni di vitale importanza. L'organismo ne richiede, rispetto agli altri minerali, grosse quantità poiché viene espulso continuamente e abbondantemente con le urine e con il sudore. D'altro canto, nella dieta moderna, il sodio è quasi sempre presente in eccesso poiché costituisce una grossa percentuale del sale da cucina. Alcuni ipotizzano che, in presenza di altri fattori di rischio, questo si possa accumulare assieme ai liquidi negli spazi extracellulari peggiorando la ritenzione idrica; può anche essere dannoso per la salute (predisposizione all'ipertensione sodio sensibile). Ecco perché questo tipo di dieta sgonfiante dovrebbe essere povera di sodio discrezionale (quello aggiunto a tavola o in cottura) e di alimenti lavorati conservati (come i salumi, i formaggi stagionati, lo scatolame ecc). In natura, il sodio è presente sia negli alimenti di origine animale che vegetale. Nota: gli sportivi e chi suda molto necessitano di quantità superiori di sodio rispetto alla norma.

Potassio quanto basta

Meglio un po' di più che un po' di meno. Il potassio ha un'azione antipertensiva e dissetante; per certi versi, dimostra effetti opposti a quelli del sodio e per questo viene considerato fondamentale nella dieta sgonfiante contro la ritenzione idrica. Nota: l'apporto di potassio assume una grande importanza soprattutto quando si utilizzano prodotti drenanti-diuretici. Anche se in eccesso, nelle persone sane, il potassio non sembra avere effetti collaterali. E' naturalmente presente sia negli alimenti di origine vegetale che animale, ma sono considerate fonti di potassio "per eccellenza" la verdura e la frutta fresca crude (oppure cotte a vapore). Si raccomanda quindi un'assunzione di almeno due porzioni di verdura (da 50-200 g l'una) e due di frutta al giorno (da 100-150 g l'una). Nota: l'aumento del potassio nella dieta ha maggior effetto se associato a una riduzione del sodio discrezionale e degli alimenti conservati ricchi di sale aggiunto.

Drenanti: possono essere utili?

Sono diuretici gli alimenti e le droghe che, a prescindere dal meccanismo, aumentano la filtrazione renale e quindi l'escrezione di urine. Alcuni sono diuretici perché ricchi d'acqua, altri perché contengono principi attivi che favoriscono la funzione renale; una terza categoria possiede sia una che l'altra funzione.

Possono essere utili? Dipende. Per tutte le ragioni che abbiamo descritto nel paragrafo sull'acqua, aumentar la filtrazione renale e la diuresi potrebbe avere degli effetti positivi. Questo però, dipende soprattutto dalla condizione del circolo sanguigno e linfatico. Se il ritorno venoso non viene ottimizzato, i capillari non vengono rinforzati e l'assorbimento linfatico arranca, la maggior escrezione non inciderà sui liquidi ristagnanti nelle periferie.

 Esistono sia alimenti diuretici che droghe diuretiche (solitamente di tipo erboristico). Tra gli alimenti diuretici più efficaci ricordiamo: foglie di tarassaco, carciofo, finocchio, indivia, cicoria, cetrioli, ananas, melone, anguria, pesche, fragole ecc. Tra le droghe diuretiche sono: radice di tarassaco, betulla, finocchio, tè verde, achillea, equiseto, fucus, carciofo, malva, borraggine ecc.

Per quanto riguarda gli alimenti drenanti, la porzione corrisponde a quella delle verdure. In merito alle droghe invece, solitamente utilizzate per produrre tisane, infusi, decotti ecc, si consiglia di rivolgersi al proprio medico.

Attività fisica per sgonfiare

Non esiste una specifica attività per sgonfiare, ovvero per ridurre la ritenzione idrica. Alcuni ipotizzano che si possano essere degli sport che al contrario esercitino un effetto controproducente, ma si tratta di congetture del tutto prive di fondamento. La verità è che tutti gli sport, fatti come si deve, migliorano la circolazione sanguigna ed hanno un effetto benefico. Ovviamente ci sono delle attività che possono mostrare alcune controindicazioni. Ad esempio, gli esercizi con i sovraccarichi svolti senza curare la respirazione, ovvero in valsalva, tendono ad aumentare la pressione venosa e predispongono alla formazione di varici. Non è detto che questo incida sul microcircolo ma nel dubbio si consiglia di inspirare ed espirare in maniera corretta. Sono da smentire le ipotesi che l'acido lattico possa accumularsi nelle periferie predisponendo alla ritenzione idrica e alla cellulite; è dimostrato che, nella peggiore delle ipotesi, il fegato smaltisce completamente questo intermedio della glicolisi anaerobica in non più di 2-3 ore. E' da sfatare anche il mito che l'attività della corsa di fondo, ovvero il running di endurance, per l'azione ripetuta dei rimbalzi imputabili alla forza di gravità, possa favorire l'accumulo di liquidi nelle gambe. Questo potrebbe (ma non è detto) manifestarsi nelle persone malate, non nei soggetti con circolazione sanguigna e linfatica normale. Al contrario, sport come la corsa di fondo, il ciclismo, lo sci di fondo, il canottaggio ecc sono hanno il pregio di super attivare l'organismo e potenziare così qualunque funzione corporea (circolazione, ventilazione polmonare, filtrazione renale, metabolismo epatico, peristalsi intestinale ecc).

Altri accorgimenti

Per combattere il gonfiore da ritenzione idrica sono da evitare alcune cattive abitudini come:

  1. Vestiario troppo stretto, soprattutto in corrispondenza del giro vita (cinture), delle cosce (pantaloni) e delle gambe (calze, scarpe). Nota: non si confonda l'azione dei vestiti stretti con quella dell'abbigliamento specifico contenitivo; hanno un impatto completamente diverso
  2. Posizione: stare troppo a lungo seduti è un fattore determinante. Bisognerebbe invece ritagliarsi piccole pause da inserire periodicamente nelle quali alzarsi e sgranchirsi, per normalizzare la circolazione. Lo stesso vale per chi trascorre tutto il tempo in piedi; in tal caso è consigliabile fare piccole soste per fare in modo che la gravità non eserciti appieno il suo effetto
  3. Sostituire le terapia farmacologiche (per l'ipertensione, antidepressivi, chemioterapici, antidolorifici, anticoncezionali): ovviamente solo quando possibile e se comportano fluttuazioni troppo importanti del peso a causa della ritenzione idrica. Nota: le donne non facciano caso alle variazioni repentine dovute al ciclo ormonale del periodo mestruale. E' fisiologico che, ad un certo punto, avvenga una ritenzione idrica di una certa entità
  4. Compensare certe patologie: si tratta di un'ovvietà; l'estetica è infatti l'ultimo dei problemi per chi soffre di malattie come: insufficienza venosa, trombosi, insufficienza cardiaca, edema polmonare, patologie dei linfonodi, cisti e altre compromissioni anatomiche.

Aria e Gas Gastrointestinale

Generalità sul gonfiore gastrointestinale

Passiamo ora a ciò che riguarda il gonfiore gastrointestinale. Questo è sia un sintomo che un segno clinico evidente. Può avere eziologia molto diversa a seconda del caso e partecipano alla sua insorgenza aspetti comportamentali, dietetici, predisposizioni individuali e patologie. Nota: mentre nello stomaco il gonfiore è scatenato prevalentemente da aria che proviene dall'esterno, con partecipazione di alcune reazioni chimiche della digestione, nell'intestino (soprattutto crasso) è causato principalmente da gas prodotti in loco. Nota: la quantità fisiologica di gas racchiusi all'interno del lume intestinale è di 200 ml; è considerata un'espulsione normale quella compresa tra 400-1600 ml/die.

Dieta per il Gonfiore Intestinale

Dieta sgonfiante per aria e gas gastrointestinale: premessa

L'aerofagia è spesso correlata a semplici stati ansiosi, cattiva o incompleta masticazione (pasti frugali, dentatura o mandibola o lingua inefficienti), a compromissioni funzionali-anatomiche della deglutizione, ad esempio la disfagia, all'attitudine alle eruttazioni ecc. Il gonfiore in sede gastrica è prevalentemente imputabile all'aerofagia, ovvero alla deglutizione d'aria mentre si mangia, si beve e mentre si parla. Inoltre, partecipano al gonfiore gastrico soprattutto le bevande gassate e i cibi che possono liberare anidride carbonica.

Il gonfiore intestinale può interessare solo il tratto del colon (intestino crasso) o anche quello dell'intestino tenue. Tra le cause abbiamo ancora una volta l'aerofagia, ma non è considerata quella principale. Per capire quale possa essere il ruolo dell'aerofagia nel gonfiore intestinale è necessario capire anzitutto se il gonfiore interessa anche la porzione dell'intestino tenue. Consumando pasti normali (per porzione e composizione), l'unica altra ragione di gonfiore dell'intestino tenue è l'aerofagia. Se invece a gonfiarsi è solo il colon, le cause sono da ricercare altrove. Nota: come vedremo nel prossimo paragrafo, un'eccessiva liberazione di acidi gastrici per la digestione (pasti toppo abbondanti o eccessivamente proteici) richiede la produzione di bicarbonato che a sua volta libera anidride carbonica gonfiando l'intestino tenue ma, indirettamente, anche lo stomaco.

Contribuisce in maniera prevalente al gonfiore dell'intestino crasso soprattutto la produzione di gas da parte della microflora colica, a sua volta inficiata dalla composizione della dieta e dal tipo di microflora; ovviamente, conta molto anche l'attitudine soggettiva, o la possibilità, di smaltire questi gas (peti).

Oggi si sa che la composizione dei gas intestinali può far chiarezza sull'eziologia del gonfiore. L'abbondanza di azoto, prevalente nell'atmosfera, indica una grande importanza dell'aerofagia; al contrario, idrogeno, anidride carbonica e intermedi come il metano devono far pensare all'azione della flora batterica intestinale. D'altro canto, non sono molte le persone che hanno la possibilità di far analizzare i propri peti.

Dieta sgonfiante per lo stomaco

Per gonfiare lo stomaco, la dieta dev'essere necessariamente priva di alimenti gassati. Si sconsigliano anche pasti troppo abbondanti e/o troppo ricchi di proteine. In tal caso, dopo aver prodotto molti acidi nello stomaco per la digestione, nel duodeno viene liberato bicarbonato (soprattutto dai sali biliari) per ripristinare il pH utile a proseguire la digestione. Questa reazione libera anidride carbonica che risalendo provoca gonfiore allo stomaco. Per quanto riguarda la composizione chimica dei cibi non ci sono altre raccomandazioni. Al contrario, bisogna prestare molta attenzione alle proprie abitudini; in breve:

  1. Ridurre eventuali stati ansiosi
  2. Parlare con calma, curando la respirazione e controllando la deglutizione
  3. Consumare i pasti in posizione seduta, senza troppa fretta
  4. Masticare lentamente e, se necessario, migliorare l'efficienza della dentatura e della mandibola
  5. Deglutire facendo attenzione a non ingoiare aria
  6. Curare, se necessario e quando possibile, eventuali patologie della deglutizione come la disfagia. Rammentiamo che questo disturbo, che può avere cause differenti, è responsabile di complicazioni ben più gravi del gonfiore addominale
  7. Non trattenere le eruttazioni; fanno parte della digestione. In luogo pubblico è possibile ridurne la sonorità chiudendo la bocca e il palato molle (per evitare rumori dal naso), e la visibilità portando un tovagliolo davanti alla bocca. In alternativa ci si può recare alla toilette.

Dieta sgonfiante per l'intestino

Probiotici: fanno bene o fanno male?

I batteri che occupano fisiologicamente l'intestino crasso (non quello tenue, situazione in cui si tratterebbe di patologia) si nutrono di vari fattori nutrizionali sfuggiti alla digestione e all'assorbimento. L'elaborazione della flora batterica intestinale produce quindi alcuni residui tra cui acqua, gas di vario genere (anidride carbonica, metano ecc), acidi grassi (famosi quelli a catena corta, fattori nutrizionali per le cellule della mucosa intestinale), vitamine (ad esempio la liposolubile K), molecole acide di vario genere ecc. Dal punto di vista puramente microbiologico, difficilmente un'eccessiva produzione di gas è imputabile dall'esubero di batteri "buoni" nel colon; piuttosto, dalla contaminazione della flora fisiologica con batteri "cattivi", ovvero putrescenti (quindi dalla riduzione percentuale della microflora fisiologica).

L'assunzione di probiotici aiuta o peggiora il gonfiore intestinale? La risposta è: dipende! Sono detti prebiotici i farmaci, gli integratori o gli alimenti funzionali che contengono i batteri tipici della flora batterica intestinale; per questo, assumendoli per bocca dovrebbero partecipare ad aumentare la densità della micro flora.

Molte persone che soffrono di una carenza o di un'alterazione della composizione della flora batterica intestinale trovano giovamento nella terapia con probiotici; altri invece, subiscono un peggioramento significativo, segno che il problema è da ricercare altrove. Nota: l'utilizzo di probiotici è estremamente consigliato dopo l'esacerbazione di patologie acute intestinali, senza lesioni della mucosa e sotto prescrizione medica, o dopo eventuale terapia antibiotica (che tende a decimare la flora batterica).

Diversi studi hanno dimostrato che solo l'assunzione di probiotici puri o contenenti fattori prebiotici selezionati (vedi sotto) può avere un effetto realmente positivo. Gli alimenti funzionali invece stimolano la digestione gastrica e non permettono la sopravvivenza dei microorganismi fino al colon. Ricordiamo che l'assunzione dev'essere fatta quotidianamente e per un periodo di almeno 60 giorni; diversamente, l'efficacia non è rilevante.

Molecole prebiotiche: quali e quante?

Le molecole prebiotiche o prebiotici sono il nutrimento della flora batterica intestinale. Questi fattori nutrizionali sono principalmente fibre alimentari e carboidrati non disponibili che dovrebbero essere naturalmente presenti nelle feci. Ovviamente il substrato fecale è anche ricco di acidi grassi, steroli, glicerolo, lecitine, peptidi, amminoacidi, acqua, minerali, vitamine, enzimi, sostanze fenoliche ecc. L'eccesso di altri residui a discapito dei prebiotici può compromettere la selezione dei batteri colici aumentando la percentuale di quelli "cattivi" o peggiorando il metabolismo di quelli "buoni". Per questa ragione la dieta sgonfiante per l'intestino non deve mai essere povera di fibre e di prebiotici in genere, ma li deve contenere in quantità normali (circa 30 g al giorno). Questi sono contenuti negli alimenti di origine vegetale come verdure, frutta, cereali e legumi. Nota: E' chiaro che, in condizioni patologiche acute (infezioni intestinali, diverticolite, colon irritabile ecc), la dieta deve rispettare, almeno momentaneamente, il criterio del basso residuo per curare la diarrea. Inoltre, anche in perfetto stato di salute, è comunque buona norma non eccedere con i prebiotici. Com'è facilmente deducibile, alimentando di più la microflora si potrebbe ottenere comunque un aumento dei gas.

Bisogna poi fare un distinguo; la fibra non è tutta uguale. Le vaie tipologie hanno caratteristiche chimico fisiche differenti e vengono metabolizzate diversamente dalla flora fisiologica intestinale. Potremmo distinguere le fibre in solubili, ovvero che si sciolgono in acqua, e insolubili, ovvero che non si sciolgono in acqua. La microflora si ciba di quella solubile senza produrre grosse quantità di gas, mentre ne produce molti quando scompone la insolubile. Va da se che la dieta sgonfiante per l'intestino debba contenere percentualmente più molecole solubili di quelle insolubili, ma non è facile, poiché queste ultime risultano ben più abbondanti e distribuite negli alimenti. Potremmo definire a grandi linee che per arricchire la dieta di prebiotici e fibre solubili è importante soprattutto consumare verdura cotta e frutta senza buccia, evitando i residui fibrosi dei cereali integrali e della buccia dei legumi (invece responsabili della formazione di gas).

Eliminare più possibile i fattori antinutrizionali

La cattiva digestione e la presenza di fattori antinutrizionali negli alimenti (ossalati, fitati, tannini, inibitori enzimatici ecc) riducono l'assorbimento nutrizionale, aumentano il substrato disponibile per i batteri e danno luogo a reazioni chimiche di vario genere. Sono quindi responsabili di una modifica della composizione fecale. Elaborando molecole diverse dai prebiotici verso i quali è naturalmente predisposta, la microflora produce effetti differenti e un diverso grado di gonfiore.

La dieta sgonfiante per l'intestino deve quindi essere povera di fattori antinutrizionali. Peccato che questi siano prevalentemente contenuti nei cibi di origine vegetale, ragion per cui è inevitabile assumerli con gli alimenti rispettando un certo equilibrio nutrizionale e fornendo il giusto apporto di fibre. Bisogna tuttavia sottolineare che si tratta prevalentemente di molecole solubili e termolabili, quindi che si inattivano con l'ammollo e con il calore. Per essere certi di non assumere troppi fattori nutrizionali, dovremmo quindi rispettare la frequenza e le porzioni di consumo, e cuocere accuratamente tutti gli alimenti di origine vegetale (soprattutto leguminose, cereali, spinaci, rabarbaro ecc).

Evitare le molecole responsabili di intolleranza alimentare

A tal proposito non c'è molto da dire. I fattori nutrizionali che non vengono debitamente tollerati sono responsabili, per motivi diversi, della produzione di gas intestinali. Ad esempio, chi è intollerante al lattosio e non lo digerisce nell'intestino tenue facendolo giungere fino al colon, subisce una fermentazione ad opera della flora batterica con conseguente gonfiore, diarrea ecc. Nella celiachia invece, il discorso è differente; subentra un parziale coinvolgimento del sistema immunitario che infiamma le mucose, tuttavia con una sintomatologia a volte simile alla precedente ma con complicazioni nel lungo termine più gravi. Anche l'intolleranza all'istamina (contenuta nel pesce conservato, negli insaccati, nei formaggi fermentati, nel lievito di birra, nel vino rosso, nel pomodoro, negli spinaci ecc) non prevede il coinvolgimento della flora batterica, ma irrita l'intestino provocando flatulenza, diarrea, crampi ecc. Nota: possono essere responsabili della stessa complicazione gli alimenti istamino-liberatori (alcolici, banane, fragole, cacao, uova, latte, pesce ecc). La dieta sgonfiante per l'intestino deve quindi essere priva di molecole responsabili di intolleranza alimentare.

Curare le patologie e i disturbi dell'intestino

Sembra un'ovvietà, ma l'intestino costantemente infiammato o irritato non può far altro che produrre gas intestinali. La dieta sgonfiante per il colon subordina quindi alla cura di tali circostanze. In linea di massima, questi disturbi richiedono di eliminare: caffè, alcolici, fritture, bevande gassate ecc.

Evitare pasti eccessivamente abbondanti e integratori alimentari inutili

La capacità digerente e di assorbimento è limitata. Non assorbiamo mai tutto quello che mangiamo e ciò che rimane nelle feci viene metabolizzato dalla microflora intestinale con produzione di gas. Aumentando la quantità di cibo o l'assunzione di integratori alimentari (ad es proteine in polvere, amminoacidi, gainer ecc) questo aspetto peggiora sempre di più. Bisogna quindi cercare le giuste porzioni e di assumere una quantità calorica ben ripartita in 5 pasti giornalieri, che possono diventare anche 6 o 7 per gli atleti che ingurgitano enormi quantità di calorie.

Prodotti erboristici assorbenti: funzionano?

Alcuni prodotti erboristici possono ridurre la formazione di gas intestinali. Attenzione però, non sostituiscono in alcun modo quanto detto finora. Sono parecchio utilizzati a tal scopo: semi di finocchio, menta piperita, semi di cumino, semi di anice, cannella, radice di zenzero (a piccolissime dosi, se in eccesso può avere l'effetto opposto) ecc. Ha la stessa funzione anche il carbone vegetale ma presenta alcuni effetti collaterali, ragion per cui non dev'essere preso con troppa leggerezza.

Attività motoria: funziona per il gonfiore?

Assolutamente si per quanto riguarda il gonfiore intestinale, ed assolutamente no in merito al gonfiore dello stomaco. Durante la respirazione affannata è frequente la deglutizione di aria, con conseguenti eruttazioni, anche di grossa entità. All'opposto, soprattutto nelle attività all'aria aperta, i continui sobbalzi, l'attivazione nero-ormonale e l'aumento della pressione intraddominale facilitano l'espulsione dei gas in eccesso riducendo l'accumulo.

Ultima modifica dell'articolo: 03/01/2018

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