Diete low carb e prestazione sportiva
In studi a breve termine (4 settimane) sono stati comparati gli effetti sulla prestazione sportiva di atleti ben allenati alimentati in modo tradizionale e di altri nutriti secondo i princìpi di una dieta low-carb, isocalorica e coadiuvata da supplementi di vitamine, minerali e proteine (in modo da coprire un apporto complessivo quotidiano di 1,75 g di proteine per kg di peso corporeo).
Non sono state dimostrate differenze importanti nei livelli prestativi, probabilmente a causa di un processo di adattamento
fisiologico mirato a migliorare l'ossidazione lipidica, con conseguente risparmio di glucosio. Va detto, tuttavia, che i principianti, essendo poco efficienti dal punto di vista metabolico (ridotta capacità di ossidare grassi a scopo energetico) tendono ad accusare un calo di performance notevole quando si alimentano secondo i princìpi delle diete low carb. Infine, è bene ricordare che l'esercizio fisico aumenta le capacità di ossidare i corpi chetonici a scopo energetico e come tale si oppone a tutti gli effetti negativi di un loro accumulo nel sangue.
Prima di essere presentate al grande pubblico, le diete low carb erano già state sperimentate da tempo in ambito medico, soprattutto nella terapia dietetica degli individui colpiti da diabete. In effetti chi segue i princìpi di queste diete beneficia di una significativa diminuzione della glicemia postprandiale e a digiuno, nonché dei livelli ematici di insulina. Questo aspetto, associato alla perdita di peso favorito dalla dieta, migliora la tolleranza glucidica del paziente. Gli effetti positivi indotti da questo tipo di alimentazione potrebbero però ribaltarsi nel lungo periodo, poiché è ormai certo che l'elevata assunzione di lipidi favorisce la comparsa di insulino-resistenza. Tale rischio sarebbe quindi superiore nelle diete "low carb, high fat" rispetto alle "low carb, low fat".
Diete low carb e rischio cardiovascolare
Studi a breve termine indicano che le dite low-carb non aumentano il rischio cardiovascolare, dal momento che si sono dimostrate utili nella riduzione dei livelli ematici di glucosio ed insulina, nel miglioramento dei valori pressori e della lipidemia [riduzione dei trigliceridi ematici, aumento del colesterolo buono e della dimensione delle lipoproteine LDL (meno pericolose delle LDL piccole e dense, perché dotate di un potere aterogeno inferiore)]. Buoni anche i risultati nella riduzione dei markers infiammatori, anche se tali benefici sono legati, non tanto al tipo di dieta seguito, quanto alla conseguente perdita di peso. Tuttavia, per stabilire un chiaro legame tra diete low carb e riduzione del rischio cardiovascolare sono necessari ulteriori studi a lungo termine. In uno di questi, che ha messo in relazione due gruppi di individui che avevano seguito, rispettivamente, una dieta tradizionale low fat ed una dieta low carb, è emerso che, mentre nei primi i valori plasmatici di omocisteina erano scesi del 6,8%, nel gruppo low carb erano saliti del 6,6%. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che l'omocisteina è un'importante e indipendente fattore di rischio cardiovascolare (vedi articolo).
In definitiva l'impatto delle diete low carb sulla salute del sistema cardiocircolatorio è fatto di luci ed ombre, date anche dalla mancanza di un numero significativo di studi sui loro effetti a lungo termine.
Qualsiasi dieta ipocalorica è efficace nel promuovere la perdita di peso. Anche le diete low fat si muovono in questa direzione e sono quindi un ottimo modo per favorire un rapido dimagrimento. Tuttavia, nel lungo periodo, gli effetti dimagranti di queste diete sono paragonabili a qualsiasi altro modello alimentare ipocalorico.
I riflettori, oggi più che mai, sono tuttavia puntati soprattutto sui risvolti salutistici delle diete low carb. Anche se in proposito mancano dati a lungo termine, quelli attualmente disponibili associano a questo tipo di dieta diversi benefici, soprattutto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. D'altra parte sono stati descritti anche diversi effetti indesiderati a breve e medio termine, come la perdita di massa muscolare, l'aumento dell'escrezione urinaria di calcio, carenze vitaminiche ed aumento dei livelli plasmatici di omocisteina. Secondo le ultime ricerche molti di questi effetti negativi, attribuibili all'elevato apporto lipidico, sarebbero inferiori nelle diete "low carb, high protein, low fat". Oltre alla quantità lipidica è importante valutare anche l'aspetto qualitativo, riducendo il consumo di acidi grassi saturi a favore di quelli mono e polinsaturi (soprattutto della serie omega-3).
Una dieta all'insegna della moderazione calorica e lipidica, ricca di frutta e verdura, cereali integrali, legumi e latticini a basso contenuto di grassi, rimane dunque il modo più efficace per perdere peso, stabilmente e in salute. Questa strategia dietetica è in assoluto lo stile alimentare migliore per prendersi cura del proprio corpo, godendo di tutti i benefici associati alle diete low carb ma escludendone i possibili risvolti negativi.
Bibliografia
(2006) A. Adam-Perrot, P. Clifton and F. Brouns.Low-carbohydrate diets: nutritional and physiological aspects. Obesity Reviews 7 (1), 49-58.
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DALLA COMMUNITY
frutta al posto dei cereali: grazie dottor bernardini per la risposta.avevo fatto questa domanda perchè si legge spesso della dieta paleolitica e,siccome all epoca credo che i cereali non esistessero mi chiedevo quali carenze potessero avere in contrapposizione con quanti dicono che è una dieta salutare.grazie di nuovo
frutta al posto dei cereali: La dieta paleolitica è una delle tante invenzioni per far soldi però attento non è corretto dire che i cereali non esistevano. Non esistevano quelli coltivati. Ma l'uomo non si nutriva di soli frutti ovviamente. Tuberi, bulbi, radici e altri vegetali costituivano la parte preponderante della dieta. Ed...
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