Dieta Low Carb: effetti a breve e lungo termine

Sintomi iniziali e carenze vitaminiche

Gli effetti indesiderati a breve termine più frequentemente associati alle diete low carb sono l'elevato tasso di abbandono iniziale e sintomi come disidratazione, mal di testa, disordini gastrointestinali (stitichezza), ipoglicemia, aumento dei livelli di acido urico nel sangue e carenze vitaminiche. Mentre i primi effetti collaterali elencati sono imputabili alle modificazioni metaboliche indotte dal binomio tra ridotto apporto di carboidrati ed elevata assunzione di proteine, l'ipovitaminosi va ricercata nelle scelte nutrizionali effettuate. A causa delle limitazioni imposte nel consumo di frutta, cereali e di alcune verdure, le diete low card riducono l'apporto complessivo di fibre, vitamine, ferro, potassio, magnesio e calcio.

Diete low carb e Tumori

Un gran numero di studi epidemiologici sottolinea l'effetto protettivo di frutta, verdura legumi e cereali integrali, nei confronti delle forme tumorali più frequenti nelle società industrializzate, come il cancro al colon-retto, alla mammella, al pancreas, ai polmoni, allo stomaco, all'esofago e alla vescica. Dieta low carbPer godere di questi benefici, legati al loro prezioso carico di antiossidanti, minerali, vitamine e fibre, è importante consumare ogni giorno un'ampia varietà di alimenti vegetali. Dal momento che le diete low carb si associano generalmente ad un basso apporto di questi cibi, espongono chi le segue ad un maggiore rischio di sviluppare le sopraccitate forme tumorali, almeno in linea teorica. D'altra parte l'elevato consumo di carne, spesso caratteristico delle diete low carb, si associa ad un maggior rischio di cancro al colon-retto. Uno studio ha calcolato che un incremento nel consumo di carne pari a 100 g/die si associa ad un aumento del 12-17% del rischio di sviluppare questa forma tumorale. L'unica nota a favore delle diete low carb è il calo di peso che si ottiene seguendone i princìpi. Dal momento che l'obesità è un grosso fattore di rischio per lo sviluppo del cancro al colon, il dimagrimento indotto dalla dieta potrebbe bilanciare i rischi associati al maggior consumo di carne.

Diete low carb e salute ossea

Le diete low carb, a causa dell'acidosi indotta dalla sintesi di corpi chetonici e dall'elevata ingestione di amminoacidi solforati, promuovono la mobilitazione del calcio dalle ossa, con lo scopo di tamponare il pH ematico. L'acidità del sangue diminuisce anche il riassorbimento di calcio a livello renale, con conseguente aumento della concentrazione del minerale nelle urine. Il binomio tra ridotto apporto ed aumentata escrezione potrebbe minare la densità ossea ed aumentare il rischio di osteoporosi. Alcuni autori ritengono che, almeno nel breve periodo, le diete low carb non siano dannose per le ossa poiché l'elevato apporto proteico - oltre ad aumentare l'assorbimento intestinale di calcio - stimola la secrezione dell'IGF-1, un potente ormone che favorisce la mineralizzazione ossea. Nonostante queste osservazioni, non sono ancora disponibili dati sufficienti per valutare il legame tra diete "low carb" e salute ossea.

Diete low carb e calcolosi renale

Le diete low carb, soprattutto se particolarmente povere di carboidrati e ricche di lipidi, favoriscono la calcolosi urinaria. La diminuzione del pH ematico indotta dai corpi chetonici favorisce l'ipocitruria e la dissociazione dell'acido urico (la cui produzione aumenta a causa dell'elevato apporto proteico). Dal momento che il citrato urinario inibisce la formazione di calcio e che l'alimentazione iperproteica si associa, come già ricordato, ad ipercalciuria, le diete low carb, specie se "high protein", aumentano il rischio di calcolosi urinaria calcica.

Diete low carb e lipidemia

Gli individui che seguono una dieta low carb mostrano una significativa riduzione dei livelli ematici di trigliceridi a digiuno e della lipidemia postprandiale. Tale riduzione è indipendente dalla qualità lipidca della dieta (rapporto tra gli acidi grassi saturi ed insaturi), anche se sono stati osservati cali più significativi nelle diete low carb ricche di acidi grassi polinsaturi (presenti negli oli vegetali, nella frutta secca e nel pesce). Al di là di ciò, è bene sottolineare che l'ipertrigliceridemia è un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare e che la sua diminuzione, associata alla dieta low fat, ha un'importante azione protettiva verso tali patologie. Inoltre, nonostante i maggiori livelli di assunzione, non si nota un significativo rialzo dei valori ematici di colesterolo totale e LDL.

Da un paragone effettuato tra diete low-carb e low-fat è emerso che, mentre le prime sono più efficaci nel ridurre la trigliceridemia (concentrazione ematica di trigliceridi), le seconde consentono un miglior controllo della colesterolemia.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/01/2016