Dieta e diabete

Dieta, diabete e proteine

I nutrizionisti consigliano di assumere durante l'arco della giornata una quantità di proteine pari a circa il 15-20% dell'apporto calorico giornaliero totale pari a 0,8-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo.

Tali quantità vengono ridotte in caso di nefropatia diabetica senza comunque scendere al di sotto dei 0,7 g/kg/die.

In entrambi i casi la quota di proteine nella dieta dovrebbe derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale e per 1/3 da prodotti di origine vegetale (legumi).

  • ALIMENTI DA EVITARE: carni grasse, insaccati e piatti elaborati a base di carne (cotechino, zampone, pancetta, salsiccia, salame, wurstel, frattaglie, carne macinata grassa, coppa, prosciutto cotto ecc.; non esagerare con i pesci grassi, specie con quelli conservati sott'olio o sotto sale; togliere la pelle ed evitare le parti grasse di alcuni animali (ali, coscia); attenzione al rosso d'uovo (tuorlo), ricco di grassi e colesterolo
  • ALIMENTI CONSIGLIATI: carni bianche (petto di pollo, di tacchino, coniglio) bianco d'uovo (albume), tagli magri di bovino e anche di maiale (nonostante la carne di suino goda di una cattiva reputazione alcuni tagli come la lonza ed il filetto non hanno nulla da invidiare dal punto di vista nutrizionale alla carne bovina. Anzi, per alcuni aspetti, come il maggior contenuto di vitamine B1 e B2 ed il costo inferiore sono addirittura migliori). Altre carni consentite sono l'agnello il capretto, il cavallo, la faraona, le lumache, la quaglia e le rane; possono essere consumati con moderazione anche alcuni insaccati magri come il prosciutto crudo sgrassato e la bresaola; la maggior parte dei pesci può essere consumata tranquillamente; i legumi (soia, piselli, fagiolini, fagioli) sono ottimi per il diabetico ma è bene non esagerare con il loro consumo specie se associati a sughi elaborati e condimenti

Dieta, diabete e grassi

Si consiglia di assumere un quantitativo di grassi pari al 20-30% dell'apporto calorico giornaliero (nel caso la dieta richieda una limitazione dei carboidrati tale quota può salire senza mai superare il 40%). In ogni caso l'apporto andrà individualizzo in base alla valutazione dello stato nutrizionale e agli obiettivi terapeutici (dimagrimento, controllo glicemico ecc.).

Nei pazienti con diabete mellito l'incidenza di malattie cardiovascolari è più alta rispetto alla popolazione sana. Per questo motivo la dieta del diabetico dovrebbe limitare l'apporto di grassi saturi e colesterolo. La ripartizione tra i vari tipi di lipidi nella dieta dovrebbe quindi rispettare il seguente schema:

  • 1/3 di acidi grassi saturi (< 10% delle calorie giornaliere)
  • 1/2 di acidi grassi monoinsaturi
  • 1/4 di acidi grassi polinsaturi (senza mai superare il 10% delle calorie giornaliere)
  • è bene non assumere più di 300 mg di colesterolo al giorno
  • l'apporto di acidi grassi trans (contenuti nella margarina e nei prodotti che la contengono come alcuni biscotti, dolciumi e snack) non dovrebbe superare i 5 g al giorno, in ogni caso è bene ridurre al massimo il loro consumo

Dal punto di vista pratico questa ripartizione è ottenibile consumando:

Dieta, diabete e colesterolo

Per un diabetico è importante non superare il limite di 300mg/giorno fissato per la popolazione sana. Vedi: alimenti a maggior contenuto di colesterolo

Seguendo un regime alimentare equilibrato, ipocalorico ma non troppo restrittivo, è possibile migliorare il quadro lipidico del sangue rallentando lo sviluppo dell'aterosclerosi e riducendo sensibilmente il rischio di complicanze microangiopatiche:

  • l'insulina rappresenta un forte stimolo per la produzione endogena di colesterolo (Vedi: Glicemia e dimagrimento ) vanno pertanto evitati i carboidrati ad alto indice glicemico, gli alimenti a medio indice glicemico ma ad elevato carico glicemico ed i pasti composti solamente da carboidrati (Vedi: L'indice glicemico).
  • I grassi saturi aumentano il colesterolo cattivo ma lasciano invariato quello buono, mentre gli acidi grassi trans (contenuti in buona parte dei grassi vegetali come margarina, burro di arachidi ecc.), oltre ad innalzare i livelli di colesterolo cattivo LDL, abbassano anche il colesterolo buono.
  • Aumentando l'apporto di cibi ricchi di fibre si interferisce con l'assorbimento di colesterolo a livello intestinale e si garantisce un apporto completo di antiossidanti
  • Preferendo i grassi monoinsaturi e poliinsaturi è possibile aumentare la frazione del colesterolo buono HDL. Inoltre questi alimenti sono ricchi di steroli vegetali, sostanze naturali che aiutano a combattere il colesterolo
  • ALIMENTI DA EVITARE: rosso d'uovo, burro, latticini, carni grasse ed insaccati; prodotti di pasticceria (quasi tutti preparati con burro e/o margarina); i crostacei, se da un lato contengono importanti quantità di colesterolo, dall'altro, essendo praticamente privi di grassi saturi, possono essere consumati con moderazione facendo attenzione a non associarli con salse e condimenti troppo elaborati. Non lasciarsi attirare da pubblicità fuorvianti come quelle che sponsorizzano l'assenza di colesterolo nell'alimento ma leggere con attenzione l'etichetta alimentare. Se nell'elenco degli ingredienti compare l’espressione «totalmente o parzialmente idrogenato» è bene riporre l'alimento nello scaffale. Sostituire i grassi di origine animale ricchi di colesterolo con grassi vegetali idrogenati non migliora certo la situazione, anzi, per alcuni aspetti la peggiora. Vedi: Burro o margarina?
  • ALIMENTI CONSIGLIATI: verdure ed alimenti di origine vegetali ricchi di fibre, pesce e carni magre; al contrario di quanto molti credono non vi è differenza tra il contenuto in colesterolo delle carni bianche e quello delle carni rosse, ciò che varia è solamente la percentuale di grassi. La combinazione di grassi saturi e colesterolo favorisce l'azione aterogena di quest'ultimo eccoperché le carni bianche, pur contenendo quantità simili di colesterolo rispetto alle rosse sono maggiormente indicate per chi soffre di ipercolesterolemia.

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