Dieta per abbassare il colesterolo

Il burro e le uova, dopo il cervello, sono i cibi più ricchi di colesterolo e per questo motivo si è a lungo consigliato di limitarne il consumo. Tale raccomandazione è ancora valida ma è stata ridimensionata da alcune considerazioni scientificamente confermate:

come accennato nella parte introduttiva il colesterolo assunto con la dieta incide soltanto per il 10-20% sul colesterolo totale.


Burro e uova possiedono importanti qualità nutrizionali: il burro è un alimento genuino, meno calorico dell'olio di oliva e facilmente dosabile, mentre le uova sono ricche di proteine di alto valore biologico e di lecitina, una sostanza dalle proprietà emulsionanti che le permettono di formare una sospensione di colesterolo nel sangue evitando che questo vada a depositarsi sulle pareti arteriose.

Uno dei più importanti fattori di rischio per le patologie cardiovascolari è il sovrappeso; per questo motivo è molto importante dosare bene le calorie evitando gli eccessi alimentari. Dato che il vincolo calorico è così importante bisognerebbe limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi, non solo per la loro qualità lipidica, ma anche per via del loro importante contenuto calorico. Ecco perché è importante limitare il consumo di burro senza escluderlo completamente dalla propria dieta.

L'uovo ha un contenuto di colesterolo quasi doppio rispetto al burro (concentrato nel tuorlo) mentre apporta circa 1/5 delle calorie. E' quindi importante limitare il consumo di uova solo nei casi di comprovata ipercolesterolemia o in presenza di altre patologie che richiedano il monitoraggio costante dei valori ematici di colesterolo totale; in assenza di queste controindicazioni è possibile consumare uova con una certa libertà, facendo comunque attenzione a non eccedere e a non abbinarle ad altri alimenti ricchi di colesterolo come frattaglie e crostacei o a cibi ricchi di grassi di origine animale come insaccati grassi, burro e formaggi.

Contenuto di colesterolo negli alimenti (espresso in mg/100 g)


Latte e derivati

 

Mozzarella

50

Maiale

62

Latte intero

14

Parmigiano Reggiano

95

Pollo (con pelle)

98

Latte scremato

3

Provolone

101

Vitello

71

Yogurt

10

Ricotta, latte p. scremato

32

Fegato

300

Asiago

90

Robiola

90

Salumi

 

Caciocavallo

90

Stracchino

90

Bresaola

65

Certosino

90

Uova (n.1, gallina, intero)

257

Cotto

62

Emmenthal

100

Carni

 

Crudo

92

Formaggino

93

Agnello

71

Salame stagionato

79

Gorgonzola

87

Coniglio

65
 

Pesci

 

Ostrica

98

Condimenti

 

Acciuga

70

Palombo

70

Burro

250

Aragosta

164

Pesce spada

70

Margarina

105

Cefalo

61

Polpo

140

Olio di arachide

0

Cernia

37

Rombo

50

Olio di girasole

0

Calamaro

63

Sgombro

100

Olio di mais

0

Dentice

70

Sogliola

57

Olio d'oliva

0

Gambero

154

Tonno

52

Lardo

95

Merluzzo

46

Triglia

70

Pancetta

215

Mitilo

108

Anguilla

117
 

ATTENZIONE AGLI OLI TROPICALI


Gli oli e i grassi tropicali sono ampiamente utilizzati per esaltare la sapidità di molti prodotti da forno (grissini, crackers, fette biscottate, biscotti, merendine, creme da spalmare, pasticceria, cioccolata ecc.).

Purtroppo non tutte le cose buone sono anche salutari ed alcuni di questi oli, pur essendo di origine vegetale, hanno un profilo lipidico paragonabile al burro. Tra questi il peggiore è l'olio di palma, mentre l'olio di cocco contiene un particolare tipo di grassi saturi (a media catena o MCT) che non influenzano i valori di colesterolo.

L'uso degli oli tropicali rimane tuttora inconfessato, perché non riportato in etichetta e indicato, secondo la legge, con la dizione generica di oli vegetali. Dato che il produttore avrebbe tutto l'interesse a mettere in risalto l'impiego di oli di qualità come quello di oliva, è bene diffidare quando si trova di fronte una simile scritta.

 

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