Dieta per Prevenire i Tumori

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Tumori dell'Apparato Digerente

Come abbiamo visto nella prima parte dell'articolo, la maggior parte dei tumori influenzati dalla dieta colpisce l'apparato digerente; inoltre, sono implicate anche le forme tumorali della mammella, della prostata e dell'endometrio.
dieta anticancroDi seguito faremo alcune considerazioni utili sui tumori dell'apparato digerente, necessarie a comprendere gli aspetti FONDAMENTALI della dieta per prevenire questi tumori.
Ci soffermeremo sui fattori dietetici e comportamentali predisponenti le malattie neoplastiche (tralasciando gli altri come le comorbilità, la genetica ecc).
In pratica, riassumeremo tutto ciò che bisognerebbe EVITARE nella dieta per prevenire i tumori.

Tumore dell'esofago

Cosa c'è da sapere sul tumore dell'esofago? Fattori di rischio dietetici e comportamentali per il tumore dell'esofago
E' insidioso perché asintomatico. Nel 10-20% dei casi fornisce una sindrome neoplastica che non ha nulla a che vedere con la sede o il tipo di neoplasia. La prevenzione dietetica è fondamentale e in caso di sospetto è necessario eseguire un prelievo istologico. Assunzione di nitrosamine, carenza nutrizionale di ferro e di magnesio, carenza di vitamina A, acalasia, infezioni trascurate (da HPV ed Helicobacter pylori), abuso di alcol, tabagismo, esofago di Barret.
Importante! Per l'insorgenza di tumore all'esofago sembrano avere particolare importanza: l'associazione del fumo e dell'abuso alcolico
L'esofago di Barret; può essere congenito, ma nella maggior parte dei casi è scatenato dalla trascuratezza della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Si legga anche Dieta per il Reflusso Gastroesofageo

Tumore dello stomaco

Cosa c'è da sapere sul tumore dello stomaco? Fattori di rischio dietetici e comportamentali per il tumore dello stomaco
E' pericoloso, perché mostra sintomi analoghi ad altre malattie dello stomaco e si sovrappone ad altre forme maligne. E' la seconda causa di morte in Italia e si mostra di più in Emilia Romagna e Toscana. Esposizione agli inquinanti ambientali e sul luogo di lavoro (idrocarburi, silicio, ferro, asbesto ecc), tabagismo, eccesso di grassi, di cibi salati e affumicati, ricchi di nitriti e nitrati (quindi di nitrosamine), abuso di alcol, carne cotta alla griglia (abbrustolita), dieta povera di frutta e verdura fresche ricche di vitamine antiossidanti A, C ed E, cattiva conservazione dei cibi refrigerati (presenza di microorganismi potenzialmente tossici), infezione trascurata da Helicobacter pylori, gastrite cronica, anemia perniciosa.
Importante! Può essere scatenato dalla trascuratezza della gastrite; occorre quindi tenere bene a mente che anche i fattori di rischio per questa patologia e per l'ulcera possono esercitare un ruolo determinante (come l'abuso di farmaci tipo FANS e antibiotici, soprattutto a stomaco vuoto). Si legga anche Dieta per la Gastrite

Cancro del pancreas

Cosa c'è da sapere sul tumore del pancreas? Fattori di rischio dietetici e comportamentali per il tumore del pancreas
E' la peggiore delle neoplasie, ma poco frequente. Ai primi sintomi la diagnosi è quasi sempre troppo tardiva. Tabagismo, pancreatite cronica, dieta ricca di proteine e grassi animali, dieta povera di frutta e verdura fresche, abuso di alcol, eccesso di caffè, diabete mellito tipo 2, obesità, colecistectomia e gastrectomia, inquinanti dell'ambiente e del luogo di lavoro (residui della lavorazione del carbone, metalli (soprattutto pesanti), gas, solventi, materiale radioattivo.
Importante! La forte correlazione con il diabete, l'obesità, la colecistectomia e la gastrectomia impone di tenere in considerazione tutti i fattori di rischio comportamentali per queste patologie. Si legga anche Dieta Diabete, Dieta e Calcoli alla Colecisti e Dieta Gastrite.

Epatocarcinoma

Cosa c'è da sapere sull'epatocarcinoma? Fattori di rischio dietetici e comportamentali per l'epatocarcinoma
Le forme più diffuse (90%) sono quelle dovute alla degenerazione per infezione virale e alla cirrosi. Infezione da HBV e HCV, esposizione alle aflatossine dell'Aspergillus flavus (varietà B1), parassitosi da Schistosoma ed Echinococco, abuso di alcol e steatosi che evolve in cirrosi epatica alcolica, abuso alimentare (soprattutto di cibi spazzatura) e steatosi, che evolve in cirrosi epatica alimentare, dieta ricca di nitrosamine, tabagismo, abuso di steroidi anabolizzanti (soprattutto nella pratica sportiva), in passato l'uso di alcuni contraccettivi ad alto dosaggio, cloruro di vinile, dieta pericolosamente ipoproteica e prolungata (ma la correlazione non è chiara).
Importante! Mentre l'epatite B e la C non sono ad eziologia alimentare, l'intossicazione da aflatossine è causata dall'assunzione di granaglie e derivati mal conservati. Anche l'infestazione da Schistosoma ed Echinococco può essere dovuta a una scarsa igiene alimentare e alla contaminazione oro-fecale. Per il trattamento della steatosi e la prevenzione della cirrosi alcolica e alimentare di legga Dieta e Steatosi Epatica.

Cancro del colon

Cosa c'è da sapere sul cancro del colon? Fattori di rischio dietetici e comportamentali per il cancro del colon
E' molto diffuso. Nell'82% dei casi è dovuto allo stile di vita, ma se è presente una base congenita (legata anche a forme precancerose come i polipi) l'ereditarietà assume un ruolo estremamente importante. Dieta ricca di proteine e grassi animali come quelli contenuti in tutti i derivati grassi del latte (nonostante l'acido butirrico eserciti un'azione teoricamente positiva per l'intestino), uova, carne di maiale, insaccati e salumi, un regime alimentare ipercalorico, alimentazione carente di vegetali, (povera di fibra, con pochi antiossidanti e folati), sedentarietà, abuso alcolico, tabagismo ed esposizione a certi inquinanti (soprattutto pesticidi).
Importante! La stipsi non è direttamente correlata al cancro al colon, ma l'alimentazione che può esserne responsabile invece sì. Si legga Dieta e Stipsi.

Latte, Calcio e Tumore

Latte e tumori

In passato, si ipotizzò che il latte potesse avere un effetto predisponente sulle patologie tumorali dell'intestino crasso. Sia i recenti studi, sia le revisioni scientifiche hanno smentito totalmente questa teoria.
Diversamente rispetto ai derivati grassi e/o ricchi di sale, il latte non svolge alcun ruolo nefasto e al contrario potrebbe contenere delle molecole utili alla prevenzione.
L'acido butirrico, tipico del latte, è considerata una molecola energetica per le cellule dell'intestino.
Inoltre, il calcio (che abbonda nel latte) lega certi fattori infiammatori degli acidi biliari (che verrebbero poi immessi nel lume intestinale).
I batteri dei latti fermentati freschi, come lo yogurt, potrebbero avere una funzione probiotica e salvaguardare il colon.
Sono invece meno incoraggianti i dati che riguardano la correlazione tra latte e tumore della prostata. Pare che il legame sia effettivamente presente, non dovuto alla presenza del calcio (come si ipotizzava), bensì all'intervento di ipotetici composti bioattivi ancora sconosciuti.
Per quel che riguarda il tumore al seno, i dati suggeriscono di usare cautela. Mentre il latte non sembra in alcun modo legato all'insorgenza di questa malattia, i derivati grassi possono aumentare le possibilità di recidiva nelle donne già operate per neoplasia al seno.
In sintesi, nella dieta l'assunzione di latte e derivati è consigliata nelle seguenti dosi:

  • Latte e yogurt 2-3 porzioni al giorno da 125 ml/g.
  • Formaggi 3 porzioni settimanali: 50 g per quelli stagionati e grassi, e fino a 100 per quelli freschi e magri.

Calcio e tumori

Il discorso cambia per quel che riguarda il calcio.
Data la sua importanza primaria nello sviluppo dello scheletro e per la salute in generale, è assolutamente necessario attenersi ai livelli consigliati.
Viene quindi smentita la convinzione generale che “più calcio si assume e meglio è”.
L'apporto massimo, che per l'essere umano riguarda la prevenzione femminile dell'osteoporosi in terza età, corrisponde a 1500 mg/die. Si consiglia caldamente di evitare gli eccessi considerando che, oltre al latte e ai derivati, questo minerale è contenuto anche in vegetali come: cavoli, cicorie, soia e derivati, semi oleosi e alcuni prodotti della pesca (ad esempio i pesciolini da mangiare interi).

Dieta Anti Tumorale

Esiste una dieta efficace per prevenire i tumori?

Così come non esiste un singolo alimento implicato nella genesi delle forme tumorali, allo stesso modo non esiste un cibo "magico" in grado di proteggere l'organismo da queste malattie.
Il ruolo protettivo di certi nutrienti, tipici di alcune categorie di alimenti, è comunque ormai certo, poiché sostenuto da un'ampia mole di studi.

Nutrienti vegetali contro i tumori

Una dieta ricca di alimenti vegetali sembra ridurre il rischio di molti tumori che colpiscono l'apparato digerente e riproduttivo.
La funzione sull'apparato digerente è legata soprattutto alla capacità antiossidante e quella sull'apparato riproduttivo trae vantaggio anche da un'azione detta “antiormonale” (inattivano parzialmente gli estrogeni endogeni).
Le molecole direttamente implicate sono:

Nota: la maggior parte dei principi nutrizionali antiossidanti ha anche un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari. Sono infatti capaci di migliorare la colesterolemia, diminuiscono l'aggregazione piastrinica, riducono la pressione arteriosa e si presume che intervengano positivamente sulla glicemia. Stimolano anche la funzione immunitaria.

Polifenoli

Quella dei polifenoli è un'ampia gamma di molecole con spiccato potere antiossidante e potenzialmente antitumorale. Le classi principali sono:

  • Flavonoidi o catechine: sono molto diffusi; ne contengono buone quantità il sedano, i cavoli, i broccoli, la soia, i pomodori, tutta la frutta fresca, il vino rosso e il
  • Acidi fenolici: l'esempio più indicativo è costituito dal caffè, non necessariamente inteso come la polvere dei semi tostati, abitualmente usata in Italia per produrre l'omonima bevanda, ma più in generale come i semi della pianta (vedi anche caffè verde crudo).
  • Fitoestrogeni: isoflavoni della soia e lignani dei semi oleaginosi, oltre che dei cereali integrali e dei legumi; sono sostanze naturali che sembrano avere un'azione protettiva nei confronti del tumore alla mammella e alla prostata.

Composti organofosforici

I composti organofosforici presenti nelle Crucifere (come cavolo, broccolo, cime di rapa e cavoletti di Bruxelles) hanno dimostrato un effetto protettivo contro alcuni tipi di cancro, studiati in vitro e su modelli animali.

Sulfidi e composti organosolforici

I composti organosolforici (sottogruppo dei sulfidi) presenti nelle Liliaceae (come aglio, cipolla, scalogno e porro) hanno dimostrato un effetto analogo al gruppo precedente; indoli e isotiocianati hanno una spiccata funzione antiormonale

Clorofilla

La clorofilla contenuta soprattutto negli ortaggi a foglia verde; ha un'azione sensibilmente antiossidante e quindi verosimilmente antitumorale.

Monoterpeni e Saponine

I monoterpeni sono sostanze aromatiche, presenti negli agrumi e in certe spezie, che interferiscono con la proliferazione cellulare; nel tumore, questa differenziazione è solitamente accelerata e incontrollata.
Alcune saponine, quelle che abbondano nei legumi e nei cereali, promuovono l'eliminazione di certe sostanze cancerogene dall'intestino

Altri

Gli antiossidanti vitaminici e minerali, ovvero: vitamina A, vitamina C, vitamina E, zinco e selenio riducono lo stresso ossidativo, che è uno dei principali fattori di rischio nello sviluppo dei tumori

Inoltre

Soia, aglio, cipolla, scalogno, pomodori e derivati, così come gli alimenti o integratori che contengono zinco, beta-carotene, vitamina C e calcio, sembrano contribuire a prevenire il cancro alla prostata (vedi anche: il licopene).


Dieta Mediterranea Contro il Cancro alla Prostata, al Pancreas e all'Endometrio

Il 25% dei casi di cancro al colon-retto, il 15% di cancro alla mammella e il 10% di cancro alla prostata, pancreas ed endometrio potrebbero essere evitati aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea [Trichopoulou et al, 2000 ].

Alcuni Consigli

  • Evitare eccessi calorici e svolgere regolare attività fisica in modo da mantenere il peso forma e non appesantirsi troppo (non più di 5 chili)
  • Ridurre l'apporto percentuale di grassi, limitando in modo particolare il consumo di quelli saturi, idrogenati e soprattutto trans
  • Integrare la dieta giornaliera con alimenti ricchi di antiossidanti (vitamine A, C, E, polifenoli ecc) e fibre
  • Si consiglia pertanto di includere nella dieta almeno 4 porzioni al giorno di verdure o di frutta (pari a 600-800 grammi), approfittando delle varietà che offrono le stagioni
  • Limitare l'assunzione di bevande alcoliche e zuccherate
  • Limitare l'apporto di sale; meglio rimanere al di sotto degli 8 g/die preferendo le erbe aromatiche
  • Ridurre significativamente il consumo dei cibi conservati, soprattutto salati (salumi, insaccati ecc) e affumicati
  • Evitare cibi fritti, preparati ad elevate temperature (vedi: oli migliori per friggere) o a fuoco vivo (grigliatura)
  • E' preferibile consumare il pesce come pietanza serale almeno tre volte alla settimana, una o due volte i formaggi, una volta le uova e solamente una o due volte la carne fresca (una volta bianca e una volta rossa)
  • Si consiglia di consumare i legumi almeno due o tre volte alla settimana, come contorno o in sostituzione al primo o al secondo piatto, magari associati ai cereali (pasta e fagioli, riso e piselli ecc).

Cottura alla griglia

Raccomandazioni per la cottura alla griglia

  • Come abbiamo ampiamente descritto nella prima parte, la cottura alla griglia di carne dubbiosamente salubre può essere responsabile dell'aumento di composti nocivi, tossici e in generale cancerogeni. Pertanto, è necessario seguire alcune raccomandazioni:
    • Scegliere carne di buona qualità e di provenienza garantita; in questo modo è possibile scongiurare almeno in parte i pericoli che ai residui tossici di cottura si associno anche residui di ormoni o altre sostanze cancerogene utilizzate nell'allevamento del bestiame
    • Evitare i tagli di carne più grassa, poiché è soprattutto il grasso a subire le alterazioni dannose con il calore
    • Per lo stesso motivo, limitare l'ungitura eccessiva delle pietanze durante la cottura
    • Evitare di consumare alimenti chiaramente carbonizzati o almeno raschiare via le parti troppo abbrustolite. Se la carne tende ad attaccarsi, utilizzare “un goccio d'olio in più” (senza esagerare) ma è necessario evitare assolutamente di lasciare pericolose tracce tossiche sui cibi
    • Bere molta acqua per facilitare l'eliminazione delle tossine; evitare l'associazione con alcolici
    • Se possibile, con carne alla griglia è meglio associare un contorno fresco e crudo, non cotto grigliato (ad esempio braciola alla griglia e insalata). Prediligendo un contorno cotto (così come il pane abbrustolito) si aumenta ulteriormente la quantità di composti tossici
    • In generale, nella dieta associare la carne ad alimenti ricchi di fibre e antiossidanti, come le verdure e la frutta che, per sfruttare a pieno il loro potere antiossidante, vanno consumate preferibilmente crude (ad eccezione del pomodoro)
    • Evitare di salare eccessivamente le pietanze.

Insaccati, nitriti e nitrati

Se in etichetta compaiono le scritte:

  • Nitriti (E249 E250): è bene evitare o perlomeno limitare il loro consumo
  • Nitrati (E251 E252): vanno consumati con moderazione, in quanto meno pericolosi dei precedenti ma non del tutto sicuri
  • Nitrati (E251 E252) in associazione ad acido ascorbico (vit C) e/o acido citrico: abbastanza sicuri, grazie alle proprietà benefiche esercitate dalla vitamina C (azione antibatterica, azione inibitoria sulla trasformazione dei nitrati in nitriti).

Evitare di riscaldare i cibi contenenti nitrati, poiché il calore ne facilita la trasformazione in nitriti.

Probiotici e prebiotici

  • I dati fino ad ora disponibili riguardano la riduzione del cancro al colon
  • Una possibile spiegazione è data dalla capacità dei lattobacilli di sopprimere la crescita di specie batteriche, che convertono i pro-cancerogeni in cancerogeni, riducendo così la concentrazione di sostanze cancerogene nell'intestino
  • Inoltre, i lattobacilli possono sequestrare a livello intestinale composti potenzialmente mutageni, evitando così che questi vengano assorbiti
  • Oltre al fruttosio, i principali prodotti che si formano dal processo di fermentazione, ad opera della microflora intestinale, dei FOS (un tipo particolare di prebiotici), sono acidi grassi a catena corta come acido acetico, propionico e butirrico (che sembrano avere azione preventiva nell'eziologia del cancro al colon).