Stress e Carboidrati: La dieta antistress

A cura di Ivan Mercolini


Carboidrati nei momenti giusti

Mi riaffaccio a quanto accennato a chiusura del precedente capitolo, e cioè:

in base ai ritmi circadiani, il cortisolo è più alto al mattino per poi scemare gradualmente entro il pomeriggio; e questo è vero a prescindere da influenze esterne e alimentari.

Detto questo, se un soggetto è oltretutto stressato, il suo cortisolo al mattino sarà ancora più alto del fisiologico, con conseguente innalzamento della glicemia già a digiuno.
StressAttenzione a quello che ho scritto.
Un soggetto stressato in genere si alza già scattante e con gli occhi spalancati, già carico e pronto come se dovesse affrontare un orso, poiché già alte sono le catecolamine e i corticosteroidi. E tale quadro endocrino comporta già un afflusso ematico di glucosio da parte del fegato...
Ora... se questo soggetto fa una colazione importante, ricca di carboidrati, COMMETTE UN ERRORE, in quanto alzerebbe ulteriormente la glicemia, la quale innescherebbe l'attivazione delle cellule beta del pancreas, con rilascio di copiosi livelli di insulina e aumento del grasso, in particolare nelle zone già menzionate.
Attenzione alle seguenti considerazioni:

  • un soggetto iperstressato (che alcuni autori catalogano come iperlipogeno) non va mai d'accordo con i carboidrati in linea generale - poiché è sempre ipersurrenalico - e questo è particolarmente vero nella prima parte della giornata a causa dell'andamento circadiano del cortisolo.
  • Cortisolo e catecolamine, se da un lato cannibalizzano la massa magra, dall'altro smontano anche le riserve di adipe e carboidrati. Pertanto, se facciamo attenzione a mantenere il bilancio azotato e a non stimolare eccessivamente l'insulina (tenendo sotto controllo i glucidi), questo quadro può giocare a favore del dimagrimento.
    Per mantenere il bilancio azotato occorre elevare l'assunzione di proteine ad alto valore biologico e aver cura di effettuare allenamenti di pesistica brevi e intensi, che obbligano il corpo a conservare la massa muscolare, ritenuta a questo punto indispensabile per l'attività quotidiana.
  • Se il soggetto è iperstressato deve evitare l'assunzione di nervini come caffè, the e teobromine, che aggraverebbero il disagio.

Abbiamo capito che:

  1. Un soggetto ipersurrenalico, come è gran parte della popolazione adulta occidentale moderna, deve limitare l'assunzione di carboidrati e questo è maggiormente vero nella prima parte della giornata, quando il cortisolo è ancor più alto a causa del suo andamento circadiano
  2. Un soggetto ipersurrenalico deve evitare i simpaticomimetici/nervini.
  3. Un soggetto ipersurrenalico deve aumentare l'assunzione di proteine nobili per compensare il catabolismo muscolare indotto dai corticosteroidi. La massa magra è importante, oltre che per un fattore estetico, anche per mantenere alto il metabolismo e ridurre le possibilità di ingrassare.
  4. Il nostro soggetto stressato eviterà di salare gli alimenti, dato che ha alti livelli di aldosterone
  5. Il nostro soggetto berrà molta acqua al fine di alcalinizzare l'organismo (acidificato dalla produzione di ammoniaca dovuta al catabolismo proteico)
  6. Il nostro soggetto si impegnerà ad allenarsi in maniera breve e intensa come suggerito nella mia lezione HEAVY DUTY, per forzare il mantenimento di massa magra e aumentare i livelli di testosterone. L'allenamento breve e infrequente eviterà di incidere ulteriormente nel catabolismo cui è facile bersaglio un individuo stressato.

Se si seguiranno pochi criteri, nell'attesa di un miglioramento dello stile di vita, la persona oggetto di questa trattazione riuscirà a sfruttare il suo stato per dimagrire mantenendo la massa magra. Cioè riuscirà a invertire di 180° la rotta, passando da soggetto che ingrassa copiosamente su pancia, schiena e intraviscere, a soggetto che si asciuga mantenendo un piacevole tono.

L'adagio che ben si adatta a questa situazione è: “Se non puoi combatterli, fatteli amici”.


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