La rapida panoramica fatta nel precedente paragrafo - necessaria per comprendere l'elevata capacità dell'organismo di contrastare le variazioni di pH - spiega come mai la dieta alcalina non trovi pareri unanimi da parte degli esperti, la maggior parte dei quali (allopatici) non la considera importante per prevenire malattie e promuovere l'efficienza fisica (come sostenuto da alcuni naturopati). Piuttosto, vi è un generale consenso nel riconoscere i benefici di una dieta ricca di frutta e verdura, non solo per i minerali che contiene, ma anche per l'apporto di fibre, vitamine ed antiossidanti, e per la capacità di prevenire varie patologie del benessere (alcuni tipi di cancro, obesità , diabete ed iperlipidemie).
Nello sport, ed in particolare nel bodybuilding dove l'apporto proteico è particolarmente elevato (anche 2 o 3 volte superiore rispetto ai livelli standard), si consiglia di mantenere elevato l'apporto di frutta e verdura per contrastare l'acidosi indotta da questo stile alimentare. Allo stesso scopo è utile l'integrazione di glutammina, che viene utilizzata dai reni per sintetizzare ammoniaca (NH3), la quale accetta spontaneamente un protone (NH4+) e viene escreta come ione ammonio, rimuovendo così ioni H+ e mitigando l'acidosi.
Infine, nella letteratura scientifica si possono trovare vari studi che evidenziano l'importanza di consumare ogni giorno una buona quantità di alimenti alcalini per prevenire l'osteoporosi, la debolezza muscolare associata all'invecchiamento (la funzionalità renale e con essa la capacità di eliminare l'eccesso di idrogenioni cala con la vecchiaia) e la formazione di alcuni tipi di calcoli urinari (come quelli costituiti da acido urico, cistina e ossalati di calcio).
Una dieta alcalina, inoltre, aiuta a contrastare la perdita di calcio dovuta all'eccessiva assunzione di sodio (largo uso di alimenti salati) ed in tal senso è utile per le donne nel periodo postmenopausale, specie se a rischio osteoporosi.
La dieta alcalina - causa l'elevato apporto di potassio che la caratterizza - è controindicata per i pazienti colpiti da malattie renali o che assumono diuretici risparmiatori di potassio; consultare il medico in presenza di malattie cardiache o assunzione di medicinali, per accertarsi che non vi siano controindicazioni o interferenze.
Modulare l'acidità della dieta può avere anche un significato terapeutico. Una dieta alcalina, che enfatizzi il consumo di frutta (ad eccezione di prugne ed ossicocco o mirtillo palustre), vegetali (ad eccezione di mais e lenticchie) e latte, a discapito di carne, uova, pesce e cereali, è infatti capace di abbassare il pH urinario ostacolando la formazione di calcoli renali acidi, come quelli costituiti da acido urico, ossalati di calcio e cistina. La dieta acida, invertita rispetto alla precedente, ostacola invece la formazione di calcoli renali formati da carbonati e fosfati di calcio e fosfati di magnesio; può inoltre essere utilizzata per migliorare l'efficacia di trattamenti utili contro le infezioni urinarie.
FRUTTA SECCA: ma da quel poco che so io quando ero piccolo, sopratt sotto il periodo di natale, chE arachidi, noci, noccioline, ecc si mangiano spesso, mia nonna mi diceva sempre di mangiarne poche perchè se no nn andavo piu in bagno e in piu fanno venire l'appendicite. ahahha pero prendila con le pinze sta cosa,...
Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciDefinizione:cosa mangio?: Salve, non è così semplice... le do' un paio di link per informarsi in maniera sufficientemente esaustiva ed alla fine dei quali potrà ripostare la domanda in maniera meno generica: http://www.my-personaltrainer.it/allenamento-definizione.html http://riccardoborgacci.com/?p=1039 Dott. Riccardo Borgacci...
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