L'estrazione dentale influenza la VO2

A cura di Massimo Armeni


Può l'estrazione dentale influenzare il consumo di ossigeno in corso di esercizio?!?


Ebbene si, o almeno così sembrerebbe secondo le ipotesi di vari autori nel corso degli anni..
Ma cos'è la VO2 max?

E' la massima quantità d'ossigeno consumata per unità di tempo in corso di esercizio massimale essenzialmente aerobico che, a definite condizioni, consente di misurare il costo energetico di un esercizio; è quindi il parametro più indagato in fisiologia dello sport!

Tornando all'argomento principale, c'è da dire come da tempo ma in particolare negli ultimi anni grazie a branche della medicina olistica come la Kinesiologia e l'Osteopatia gli studi ortodontici e gnatologici si siano moltiplicati e arricchiti di nuovi dati, offrendoci una visione più globale(olistica appunto)dell'essere umano.
In sintesi, sembra che l'estrazione dentale del primo premolare superiore, non seguita da una suaconforme sostituzione protesica, induca un calo di prestazione nell'estrapolazione di VO2 max, sia in GXT su ergometro trasportatore (in relazione quindi al peso corporeo) che su cicloergometro (non in relazione al peso corporeo) in atleti di specialità aerobiche d'èlite. In pratica sembrerebbe che l'atleta "fatichi" di più correndo alla medesima velocità e che riesca a smaltire più velocemente il picco di LA (lattato ematico) post-esercizio, ricordando che la massima quantità di LA prodotta in un impegno massimale è proporzionale alla massa muscolare attiva e che nella corsa  un aumento di 1mmol/l è uguale ad un consumo di 2.8-3ml O2/kg peso.
Ma com'è possibile tutto ciò?!?
L'ipotesi degli autori è che questo dente sia associato ad uno specifico organo, il polmone, e ad uno specifico muscolo, il diaframma toracico, per cui una sua estrazione può inficiare l'azione del diaframma sia dal punto di vista strutturale che puramente energetico, con tutte le problematiche posturali e fisiologiche derivanti.
Non essendo l'aspetto posturale, -peraltro importantissimo-, il tema di tale articolo, concentriamoci sul secondo, cioè quello fisiologico: dando per scontata la conoscenza della biomeccanica diaframmatica, è chiaro come una sua "debolezza relativa" possa portare per compenso ad un aumento degli scambi gassosi, del Q.R.(CO2/O2), dei volumi polmonari, nonché ad una conseguente ripercussione sulla portata cardiaca, in corso di esercizio e non.
Se il tutto è stato monitorato su atleti d'èlite, seguiti e preparati ad altissimo livello, figuriamoci le ripercussioni che potremmo avere sulla nostra cliente di mezz'età in palestra, tutti i giorni, con tutte le problematiche del caso.
Ma vediamo cosa ci dice la fisica applicata alla fisiologia riguardo a ciò:

da tecnici specializzati dell'esercizio sappiamo che per spostare di 1 metro 1 kg di massa corporea su terreno pianeggiante occorrono circa 0,1mlO2/kg/m, mentre nella corsa il consumo raddoppia a 0,2 mlO2/kg/m. Ancora, durante la camminata, il consumo di O2 per vincere la gravità a livello del mare è approssimativamente di 1,8 mlO2/kg/m per kg di massa corporea per ogni metro di altezza.

Considerando una cliente (non a caso donna, visto che dopo la terza decade di vita esse sviluppano un'osteopenia superiore del 5% rispetto agli uomini soprattutto a livello mandibolare, mascellare e premascellare) monitorata prima e dopo un'estrazione non seguita da sostituzione protesica, cosa potrebbe succedere?
Questa è la domanda da porsi, a mio avviso, per il ruolo che ci concerne.
Ipotizziamo, per prima cosa, di avere una cliente di 50 anni, massa grassa al 25%, 67 kg di peso, che esegua un esercizio aerobico (corsa) coprendo una distanza inferiore a  5 km/h in 30 minuti all'1,5% di pendenza, ed estrapoliamo il VO2 in valore relativo applicando un' equazione dell'A.C.S.M.:

VO2 = (0.2 x 75m/min) + (1,8 x 75m/min) x 1,5% + 3.5
Dove la velocità è espressa in m/min e la pendenza è al 1,5%.
Risolvendo...VO2 = 15 + (135 x 1,5%) + 3,5
VO2 = 15 + 20.2 + 3,5 = 38.7 mlO2/kg/min
Sottraendo 1 met basale..38.7-3.5 = 35.2 mlO2/kg/min
Per esattezza esprimiamo il valore relativo alla massa magra per cui:
67 x 25% = 16,7 kg di massa grassa
67 - 16,7 = 50,3 kg di massa magra
A questo punto:
35mlO2/kg/min x  50,3kg = 1760mlO2/min
1760mlO2/min x 30 min = 52800 mlO2 / 1000 = 52.8 L02 ventilati in corso d'esercizio
Convertendo in kcal ricordando che: 1LO2 ossidato = 5kcal = 21kj
 E che l'ossidazione di 1 mole di LA (89 g) implica il consumo di 3 moli di O2(67L)
Avremo:
52.8 x 5 = 264 kcal consumate in questo esercizio ipotizzando una concentrazione di glicogeno epatico e intramuscolare considerata "molto buona" per la cliente (15-16 g di glicogeno per kg di muscolo fresco e 70 g di glicogeno epatico)
e un'incompleta ossidazione(52.8L contro 67L) di 1 mole di LA.

Considerando la cliente dopo l'estrazione non rimpiazzata da una sintesi protesica e supponendo (secondo tali  studi) un aumento dei consumi di circa il 50% per quanto riguarda lo spostamento su terreno pianeggiante e del 10% circa per quanto riguarda lo spostamento per metri di altezza causato da una "incapacità relativa" del diaframma potremo avere che:

0,2mlO2/kg/m x 50% = 0,2+0,1 = 0,3mlO27kg/m
e 1,8mlO2/kg/m x 10% = 1,98mlO2/kg/m
per cui:VO2 = (0,3 x 75m/min) + (1,98 x 75m/min) x 1,5% + 3,5
VO2 = 22,5 + (148,5 x 1,5%) + 3,5...VO2 = 22,5 + 22,2 + 3,5 = 48,2 mlO2/kg/min
Sottraendo 1 met basale avremo che 48,2 - 3,5 = 44.7mlO2/kg/min
Come prima 44,7mlO2/kg/min x 50,3kg = 2248mlO2/min
2248mlO2/min x 30min = 67440mlO2/1000 = 67,4 LO2 ventilati in corso d'esercizio
Convertendo in kcal 67,4 x 5 = 337kcal consumate
Con una differenza di ben 337-264 = 73kcal!!
E una completa ossidazione di 1mole di LA(67,4L)!

Una differenza in kcal "passabile" se relazionata all'attività di fitness generico compiuto dalla nostra cliente, ma non proprio irrisoria se espressa in relazione alla preparazione agonistica di un atleta d'èlite che debba eccellere in una specifica disciplina o che debba semplicemente "fare il peso" per una gara!
Con ciò non si intende chetutte le estrazioni dentarie non seguite da una sostituzione protesica debbano portare a situazioni di questo tipo, ma che, sempre secondo gli autori, possa accadere.
Ciò non toglie che un professionista esperto debba saper osservare, misurare, valutare ed indirizzare il cliente/paziente dallo specialista del caso, che sia un dentista ortodonzista o un ortopedico, un ottico o un medico generico, al fine di accrescere la nostra professionalità e di salvaguardare la salute del cliente.
Del resto, prevenire è meglio che curare!!


Bibliografia:

American College of Sports Medicine: "Lezioni calcoli ed equazioni metaboliche avanzate", Glass Steve, Phd, HFI, E.S., R.E.C.P.
I.T.C.S.: "Lezione ATM in Osteopatia Craniale", Frediani Stefano, M.D.,O.d.
"Synopsis", Walther David, D.C., Diplomate I.C.A.K., Systems DC Pueblo, Colorado
"Fisiologia dell'esercizio fisico", Cerretelli Paolo M.D.,  Società Editrice Universo Roma
"A.C.S.M.- I.S.S.A. Research Manual 2005-2006", Massimo Armeni
"A.N. Research Manual 2002 - 200...", Massimo Armeni



Ultima modifica dell'articolo: 10/05/2016