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Salute
Ultima modifica: 22/02/2012

Denti sensibili

Denti sensibili si associano a stimoli dolorosi acuti e pungenti, brevi ma nello stesso tempo violenti, che insorgono quando cibi dolci, acidi, caldi o freddi entrano a contatto con i denti. Anche uno spazzolamento troppo energico, l'acqua o la pressione generata dall'attività masticatoria possono produrre questi spesso intollerabili fastidi.

 

Dente - sensibiltà dei denti

 

Più che di denti sensibili, gli odontoiatri preferiscono parlare di ipersensibilità dentinale, una condizione che può avere cause direttamente patologiche:

- segno di carie incipiente o avanzata (a seconda della soglia di sensibilità del paziente)
- segno di incrinatura del dente (a causa di un trauma maggiore o di microtraumi ripetuti)

oppure non patologiche:

- conseguenza della leggera denudazione delle radici dei denti, conseguente a certi tipi di chirurgia parodontale
- conseguenza della retrazione gengivale (da spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto, oppure da infiammazione gengivale).
- semplice variante fisiologica in pazienti ipersensibili, quindi con bassa soglia del dolore.


L'ipersensibilità dentinale è quella sensazione di fastidio, e a volte dolore, provocata dall'esposizione dei denti a stimoli fisici (caldo e freddo), chimici e osmotici (dolce e salato), e meccanici (il contatto con lo spazzolino).

Come nascono gli stimoli dolorosi? Usura dello smalto (abrasione) e retrazione del margine gengivale (recessione gengivale)

Nell'immagine sovrastate possiamo osservare la struttura anatomica di un dente. All'esterno è presente lo smalto, una tessuto di colore bianco, molto resistente e mineralizzato, che ha il compito di proteggere il dente dalle aggressioni esterne.

Denti sensibili: possibili cause

Igiene orale maldestra per troppa forza con spazzolini con setole troppo dure.
Dentifrici che contengono sostanze troppo abrasive, come quelli sbiancanti
Uso scorretto del filo interdentale.
Acidi gastrici in pazienti che hanno un reflusso gastrico o bulimici (perché vomitano volontariamente).
Cibi e bevande acide (frutta, succo di frutta, yogurt, coca cola).
Digrignamento notturno (stringere i denti durante il sonno).
Scarsa igiene orale che causa infiammazione e retrazione delle gengive.

Questo strato protettivo può tuttavia essere eroso dagli acidi prodotti dalla placca batterica, da cibi particolarmente acidi (pompelmi, macedonie, arance, limoni, freddi, succo d'arancia, spremute, bevande gassate, pomodori ecc.) o dall'utilizzo inopportuno dello spazzolino o di dentifrici aggressivi (come quelli sbiancanti).

Sotto lo smalto è presente la dentina, un tessuto osseo giallognolo molto resistente, che ha la funzione di proteggere la polpa sottostante dalle variazioni di temperatura e dalle sollecitazioni meccaniche. Quando gli strati di smalto e dentina si assottigliano, allora gli stimoli sopraccitati raggiungono indirettamente lo strato dentinale più interno, che riveste la polpa dentale, struttura particolarmente ricca di vasi sanguigni e di terminazioni nervose. La dentina è infatti percorsa da canalicoli microscopici chiamati tubuli, collegati alla parte pulpare, vitale e sensibile, dove si trovano terminazioni nervose che una volta irritate provocano dolore.

Oltre all'erosione dello smalto, un'altra causa piuttosto comune di sensibilità dentinale è data dalla retrazione gengivale, che segue i fenomeni infiammatori delle gengive, rappresentando il "secondo stadio di gravità" della malattia parodontale. In simili circostanze viene scoperto il colletto dei denti, cioè la zona di passaggio tra corona e radice, normalmente protetta e "sigillata" dalla gengiva. Di conseguenza, si assiste all'esposizione della dentina dei colletti dentali, tenera, porosa e perciò sensibile agli stimoli dolorosi - come freddo, caldo o pressione - che vengono trasmessi ai nervi pulpari attraverso i tubuli contenuti nella dentina esposta. Negli strati più profondi, inoltre, la dentina non è più coperta dallo smalto ma da da un esile strato di cemento.

Trattamento dei denti sensibili

In caso di alterata sensibilità di denti e gengive, la prima cosa da fare è rivolgersi al dentista, per accertare l'assenza di cause patologiche come la carie, le fratture o la malattia parodontale. Qualora i denti sensibili siano scorporati da simili patologie, risulta utile l'impiego di collutori e dentifrici specifici, contenenti fluoro o altre sostanze. Com'è noto, infatti, il fluoro esibisce un'azione mineralizzante sulle superfici dello smalto dentario ("indurimento") dei giovani e di rimineralizzazione su quello degli adulti. Tale azione è positivamente associata ad un leggero potere antiplacca e ad un'attività desensibilizzante netta (negli adulti), in quanto determina la formazione di uno strato di fluoruro di calcio che forma una pellicola protettiva, rimineralizzante e desensibilizzante, grazie alla capacità di intasare i tubuli dentinali esposti, specie se il fluoro è associato a potenti desensibilizzanti come cloruro di stronzio, nitrato di potassio e zinco citrato. Alcuni dentifrici al fluoro, specifici per denti sensibili, si trovano in forma di gel, da spalmare due o tre volte al giorno sulla dentatura senza sciacquare. In presenza di denti sensibili risultano potenzialmente utili anche dentifrici a base di idrossiapatite, una componente naturale che agisce creando una barriera fisiologica contro ipersensibilità, placca, tartaro e carie. Non a caso, l'idrossiapatite è la componente prevalente di ossa e denti.

Nei casi di maggiore sensibilità dentale, esistono anche degli interventi professionali, basati sull'applicazione di resine fluorate che sigillano i tubuli dentinali. Questi preparati vengono applicati nelle aree sensibili dello smalto. Il dentista può inoltre avvalersi di dispositivi elettromedicali (laser, ionoforesi) per favorire la rimineralizzazione dentale e la chiusura dei canalicoli, mentre l'ultima spiaggia per la "cura" dei denti sensibili è la devitalizzazione (da evitare se possibile). Infine, se la sensibilità è causata da recessioni gengivali, è possibile trattare il problema con un intervento di chirurgia gengivale, allo scopo di fornire una nuova copertura della radice ed una protezione che possa



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