Tensioattivi non ionici esteri

Restando sempre nel campo dei tensioattivi non ionici, oltre alla categoria degli eteri, una classe importante è quella dei tensidi esteri; al suo interno si possono distinguere altri prodotti, come gli esteri di acidi grassi, gli esteri ottenuti da glicoli o da glicerolo e i loro derivati etossilati, i derivati del sorbitolo, gli esteri del saccarosio ed infine i derivati alcanolammidi.

Tutti gli esteri derivano da una reazione tra un ed acido e un alcol.

 

GLI ESTERI DI ACIDI GRASSI


Come detto in precedenza, gli esteri degli acidi grassi derivano da una reazione tra gli acidi grassi ed un alcol, che in questo caso è il polietilenglicole (PEG). Questi tensioattivi hanno proprietà emulsionanti e vengono impiegati nei detergenti domestici e in quelli industriali.

Se propriamente bilanciati - con una combinazione di esteri a bassa e ad alta etossilazione - contribuiscono alla realizzazione di eccellenti creme e lozioni. Possono essere impiegati come blandi detergenti e viscosizzanti (esempio il PEG-150-distearate) e come agenti perlanti, vista la loro bassa solubilità in acqua.


 

GLI ESTERI DA GLICOLI o da GLICEROLO


I tensioattivi non ionici esteri da glicoli o da glicerolo sono ottenuti sempre da una reazione tra un acido ed un alcol. Si ricorda che il glicole è un dialcol, quindi i gruppi -OH sono due, mentre il glicerolo è un trialcol, quindi i gruppi -OH sono tre.

Per ottenere un tenside di questo tipo è fondamentale che nella molecola sia presente una coda lipofila (R) ed una unità esterea come testa idrofila (la parte rimanente). Questi tensioattivi presentano delle caratteristiche emollienti, emulsionanti e solubilizzanti. Dal punto di vista chimico, i tensioattivi non ionici esteri da glicoli o da glicerolo, presentano una testa idrofila molto ampia, che si può notare dall'immagine seguente dove viene messa in evidenza.


tensioattivi-non ionici esteri

 

Gli esteri glicerolici sono analoghi a quelli appena spiegati. Il processo di preparazione prevede la reazione di esterificazione tra gli -OH della glicerina con acidi grassi. Mediante questa reazione si possono esterificare uno, due o tutti e tre i gruppi ossidrili del glicerolo.


Tensioattivi non ionici esteri glicerolici

 

I DERIVATI DEL SORBITOLO


Il sorbitolo è uno zucchero naturale appartenente alla categoria dei polioli.

Tramite la sottrazione di una molecola d'acqua dalla sua struttura si ottiene il composto denominato 1,4 sorbitano.

Gli esteri del sorbitolo e del sorbitano si ottengono mediante una reazione di acilazione dei gruppi idrossilici, usando acidi grassi naturali come il laurico, il palmitico, lo stearico e l'oleico. Gli esteri del sorbitano vengono chiamati comunemente SPAN (come per esempio 1,4 sorbitan monoester, 1,4 sorbitan triester e Polyethoxylated sorbitan), mentre i derivati del sorbitano etossilati sono chiamati TWEEN (esempio il Polysorbate 20). Questi ultimi presentano un numero variabile di etossilazione nella loro molecola.

SorbitoloI TWEEN possono essere impiegabili come emulsionanti, tensioattivi o solubilizzanti. Grazie alla loro estrema delicatezza, trovano impiego negli shampoo delicati, soprattutto per bambini, anche se il potere schiumogeno è limitato. Il prodotto di principale interesse per le formulazioni di detergenti è il Polysorbate 20, che presenta venti etossilazioni. Tuttavia esistono anche degli altri polisorbati, variabili in base al numero di etossilazione, come per esempio il polisorbato 40, il polisorbato 60, il polisorbato 80 ecc.

 

GLI ESTERI DEL SACCAROSIO


Si ricorda che il saccarosio è un disaccaride formato dall'unione di due molecole - glucosio e fruttosio - tramite un legame glicosidico. I tensidi di questa categoria sono anche conosciuti come “sugar esters” o “sucrose esters”.


Dalla figura si può dedurre come questi esteri siano ottenuti tramite reazione di transesterificazione del saccarosio o del fruttosio con degli acidi grassi. La parte della molecola coinvolta in questa reazione è il gruppo -CH2OH  presente in posizione 6 nel glucosio e in posizione 5 nel fruttosio. Gli esteri del saccarosio presentano delle ottime funzionalità emulsionanti e detergenti, ma la loro attività schiumogena non è molto buona. Questi prodotti presentano un elevato interesse data l'origine naturale e la spiccata biodegradabilità.

 

I DERIVATI AMMIDICI o ALCANOLAMMIDICI


Le alcanolammidi si ottengono mediante una reazione di acilazione di varie alcanolammmine. Pur trattandosi di tensidi non ionici, vengono impiegati principalmente come sostenitori di schiuma, viscosizzanti e solubilizzanti del profumo.

Le alcanolammidi trovano largo impiego in detergenti per la casa. Possono inoltre ritrovarsi nelle formulazioni per la pulizia del corpo, come per esempio negli shampoo. Naturalmente esistono anche i prodotti alcanolammidici etossilati. I i più comuni sono:

l'alcanolammide MEA o monoetanolammina che presenta un solo gruppo -CH2CH2OH;

l'alcanolammide DEA o dietanolammina che presenta due gruppi -CH2CH2OH

ed infine  MIPA o monoisopropanolammina, che presenta una molecola di isopropanolo.

Esistono dei derivati etossilati delle alcanolammidi il cui risultato è un prodotto polietossilato; l'unico inconveniente è quello dell'elevato costo di produzione.

 




INDICE COSMETOLOGIA

Cosmetici

Cos'è il prodotto cosmetico? Nuovo regolamento dei prodotti cosmetici

Cosmetici: etichetta e classificazione degli ingredienti

Etichetta dei prodotti cosmetici. Classificazione degli ingredienti

Cosmetici ad azione detergente

Tensione superficiale ed equazione della detersione

Saponi e tensioattivi

Come si ottiene un sapone? Possibili incompatibilità dei saponi

Tensioattivi: proprietà e classificazione

proprietà dei tensioattivi. Classificazione dei tensioattivi

Tensioattivi anionici

Tensioattivi anionici. Eterosaponi. Condensati proteici con acidi grassi. Esteri solforici. Solfosuccinati. Solfonati

Tensioattivi cationici

Benzalconio cloruro. Cetiltrimetil ammonio bromuro

Tensioattivi anfoteri

Alchil betaine e Alchil Solfobetaine

Tensioattivi non ionici

Alcoli etossilati. Alchil glucosidi. Esteri. Alcanolammidi

Analisi di alcuni detergenti e dei loro ingredienti

Formulazione 1: Shampoo. Formulazione 2: Detergente intimo. Formulazione 3: Schiuma detergente.

Dentrifrici: analisi degli ingredienti di un dentifricio

Sostanze abrasive. Sostanze leganti. Umettanti. Dolcificanti. Sostanze schiumogene. Conservanti. Coloranti. Lubrificanti. Aromatizzanti. Esempio Formulazione di un dentifricio

Emulsioni cosmetiche

Emulsioni acqua in olio. Emulsioni olio in acqua. Regola di Brancoft.

Emulsionanti nei cosmetici

Emulsionanti lipofili. Emulsionanti idrofili

Idrocarburi nei cosmetici

Idrocarburi fluidi. Idrocarburi semisolidi. Idrocarburi solidi. Paraffina. Cera microcristallina. Ozokerite. Ceresina.

Trigliceridi nei cosmetici

Oli e burri nei cosmetici

Cere nei cosmetici

Olio di Jojoba. Cera Candelilla. Cera carnauba. Cera d'api. Lanolina.

Lanolina

Caratteristiche chimiche. Composizione. Pruduzione. Derivati. Applicazioni.Osservazioni

Alcoli grassi, acidi grassi e lipidi modificati nei cosmetici

Alcoli grassi fluidi. Acidi grassi. Lipidi modificati.

Additivi reologici

Classificazione. Additivi reologici naturali.

Additivi reologici naturali modificati

Additivi reologici semi-naturali modificati. Additivi reologici sintetici

Additivi reologici inorganici

Silice pirogenica. Silicato di magnesio e alluminio. Ettroite. Bentonite. Silici precipitate. Gel di silice. Come si sceglie un modificatore reologico?

Conservanti antimicrobici

Conservanti: introduzione, classificazione ed elenco

Conservanti antimicrobici cutanei

Elenco di alcuni antimicrobici di uso comune (Acido benzoico e Sali, Acido sorbico e Sali, Acido 4-idrossibenzoico, imidazolidinilurea, fenossimetanolo, dimetilol dimetil idantoina, acido deidroacetico e sali, isotiazolinoni). Conservanti antimicrobici cutanei

MIC - Concentrazione minima inibente

Challenge Test

Antiossidanti

Modalità d'azione. Elenco di alcuni antiossidanti di uso comune (Butilidrossitoluene, Butilidrossianisolo, Delta-Tocoferolo , Acido ascorbico, Acido citrico).

Umettanti

Polialcoli. Glicoli. Polietilenglicoli o Peg.

Sudore, odore corporeo e deodoranti

Perspiratio insensibilis. Ghiandole sudoripare. Ghiandole apocrine. Ghiandole sebacee

Deodoranti

Classificazione dei deodoranti. Deodoranti antimicrobici (batteriostatici, battericidi). Deodoranti antitraspiranti.

Tipi di deodoranti

Deodoranti antienzimatici. Deodoranti antiossidanti. Deodoranti adsorbenti. Deodoranti coprenti. Esempio di formulazione: lozione deodorante.

Radiazioni elettromagnetiche e filtri solari

Legge di Plank. Classificazione ed effetti delle radiazioni solari

Filtri solari

Caratteristiche e Requisiti di un filtro solare ideale

Filtri Chimici

Filtri chimici UVB (derivati dell'acido amminobenzoico; derivati dell'acido salicilico; derivati dell'acido cinnamico; derivati della canfora; derivati a struttura varia). Filtri chimici UVA: derivati del benzofenone; derivati del di-benzoilmetano.

Flitri fisici e Dopo sole

Filtri fisici. Altre sostanze funzionali presenti nei cosmetici. Prodotti doposole.

Autoabbronzanti e depigmentanti

Molecole autoabbronzanti e loro meccanismo d'azione. Molecole depigmentati e loro meccanismo d'azione.

Diidrossiacetone DHA

Insettorepellenti

Caratteristiche ed esempi di prodotti insettorepellenti

Struttura dei capelli

Microstruttura del capello ed introduzione ai cosmetici per capelli.

Acconciatura dei capelli

Come evitare di danneggiare i capelli durante l'acconciatura.

Acconciatura e permanente

Permanente a caldo. Permanente a freddo. Da capello liscio a capello ondulato.

Decoloranti per capelli

Cosmetici depilatori

Depilazione meccanica. Depilazione fisica. Depilazione chimica.

Tinture per capelli

Tinture vegetali. Tinture graduali o metalliche.

Tinture permanenti

Coloranti primari e copulanti.

Tinture semipermanenti e temporanee per capelli

Coloranti

Caratteristiche dei coloranti e colour index.

Classificazione dei coloranti

Classificazione dei coloranti. Coloranti solubili: naturali o di sintesi

Pigmenti

Pigmenti organici. Pigmenti inorganici. Le perle. I pigmenti metallici.

Miscele meccaniche

Ciprie, talchi, polveri aspersorie, fard, ombretti

Cosmetici Anti-aging

Introduzione e classificazione dei cosmetici Anti-aging. Antiossidanti/antiradicali liberi. Leviganti od esfolianti

Cosmetici Anti-aging: sostanze miorilassanti

Smagliature e cosmesi

Cause e caratteristiche delle smagliature. Cosmetici contro le smagliature

Cosmetici contro la cellulite

Cellulite: cause e caratteristiche. Sostanze attive sull'adiposità localizzata. Sostanze vasoprotettrici ed antiedemigene contro la cellulite. Sostanze leviganti superficiali.




Ultima modifica dell'articolo: 22/02/2016